L’UE si appella alla Germania per un aumento dei salari

Finora ci dicevano che la Germania era il modello da seguire e che la colpa della crisi era nostra. Ma ora il solito Làszlò Andor, cioè nientemeno che il commissario europeo per l’occupazione, ammette ciò che sapevamo da anni: una delle condizioni fondamentali della crisi è stata la repressione della domanda interna in Germania. Ce ne parla il giornale tedesco The Local.

 

The Local – 17 agosto 2014

Sabato il commissario europeo per l’occupazione ha detto che la Germania deve aumentare i salari dei lavoratori per aiutare i suoi vicini ad uscire dalla depressione economica.

L’ungherese Laszlo Andor ha detto che il grande surplus estero tedesco sta danneggiano i partner europei, e ha sollecitato Berlino a stimolare la domanda interna aumentando i salari e la spesa pubblica.

La crescita dei salari è caduta al di sotto della crescita della produttività in Germania” per più di un decennio, ha detto Andor al quotidiano tedesco dei conservatori, Die Welt, in un’intervista pubblicata domenica.

Bruxelles sta ora sollecitando la Germania, la più grande potenza economica dell’UE, ad allentare il suo pugno di ferro sui salari, cosa che Andor ha definito “indispensabile” per la ripresa economica del resto della regione.

Sarebbe meglio se i salari crescessero in parallelo alla produttività” ha detto Andor.

I suoi commenti giungono assieme ai segnali di stallo della crescita nei 18 membri dell’eurozona, e specialmente nelle due economie maggiori, Germania e Francia, mentre l’intero blocco fatica a recuperare dopo gli anni di crisi finanziaria.

Bruxelles sembra ora assumere un punto di vista a lungo sostenuto dalla Francia, che la crescita dei salari tedeschi darebbe a un’eurozona in difficoltà lo stimolo di cui ha grande bisogno.

Il Presidente francese François Hollande questo mese si è rivolto a Berlino per chiedere di dare impulso alla spesa, “il miglior favore che la Germania può fare alla Francia e all’Europa” per aiutare la crescita.

È molto importante che la Germania aumenti la spesa pubblica, stimoli la domanda e riduca il suo eccessivo surplus commerciale, che sta danneggiando i suoi vicini europei,” ha detto Andor.

La Commissione ritiene che cambiare la politica dei salari sia indispensabile,” ha detto al giornale.

Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, lo scorso mese ha detto che i salari tedeschi hanno margini di aumento fino al 3 percento, perché “siamo praticamente in una situazione di piena occupazione“.

Ciò è in contrasto con quanto sostenuto da molti nella destra tedesca, inclusa la cancelliera Angela Merkel, che ritiene che la sua politica di bassi salari abbia fornito al paese il suo vantaggio competitivo.

La paga rimane un tema spinoso in Germania, che dal gennaio 2015 ha appena approvato l’entrata in vigore del suo primo salario minimo nazionale, nonostante la dura opposizione dei datori di lavoro.

 

(traduzione di Carmenthesister)

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