Bloomberg: Jean-Claude Juncker se ne deve andare

In un articolo firmato dalla redazione, Bloomberg prende posizione sul caso-Lussemburgo: J.-C. Juncker deve dare le dimissioni da presidente della Commissione Europea. L’opinione dell’importante media statunitense è che, se anche Juncker non ha fatto nulla di illegale, la procedura della CE aperta contro il paese che ha guidato fino a poco tempo fa lo pone in conflitto di interessi e la crisi di credibilità delle istituzioni europee non può che essere esacerbata da questo scandalo.

 

Dalla Redazione di Bloomberg, 9 Novembre 2014

Jean-Claude Juncker, nuovo Presidente della Commissione Europea, è sempre stato una cattiva scelta, imposta ai 28 governi nazionali da un Parlamento Europeo desideroso di espandere i suoi poteri. Ora sta diventando chiaro quanto infelice sia stata la decisione di nominarlo.

Juncker è stato il primo ministro del Lussemburgo, una piccola nazione con una popolazione pari a un diciassettesimo di quella di Londra, per quasi due decenni. Durante quel periodo, ha curato la crescita di un settore finanziario che è divenuto un centro fiscale per almeno 340 grandi aziende internazionali, per non parlare dei fondi di investimento con quasi 3.000 miliardi di euro di patrimonio netto – secondo solo agli Stati Uniti

In parte come conseguenza di regole sulla segretezza bancaria in stile svizzero e di schemi di elusione fiscale benedetti dal governo che hanno aiutato ad attirare così tanto capitale, il popolo del Lussemburgo è diventato il più ricco del mondo, dopo il Qatar. Gli accordi fiscali, descritti nei documenti trapelati e forniti dal consorzio internazionale di giornalisti investigativi, ha presumibilmente consentito alle multinazionali, da Apple fino a Deutsche Bank, di ridurre le loro passività fiscali sui profitti guadagnati in altri paesi: le aliquote fiscali effettive del Lussemburgo che ne sono risultate sono state di meno dello 0,25%. I paesi dove i guadagni sono stati realizzati non hanno ricevuto nulla.

Il fatto che questi accordi siano stati a lungo coperti da segretezza la dice lunga. (Solo il mese scorso il governo del Lussemburgo ha fatto cadere la sua opposizione alle nuove norme UE sulla trasparenza bancaria). Juncker, si potrebbe dire, ha fatto ricco il suo paese attingendo dalle tasche di altri paesi, compresi quelli dell’Unione Europea che ha ora il compito di servire.

La Commissione stava già conducendo un’inchiesta sul regime fiscale del Lussemburgo. Juncker dice che non interferirà – ma non farà nemmeno un passo indietro. Infatti, il suo portavoce dice che lui è “sereno”, di fronte a queste rivelazioni. Non dovrebbe esserlo. A questo punto, egli potrebbe servire meglio il progetto europeo rassegnando le proprie dimissioni.

La posizione di Juncker come capo di coloro che indagano le pratiche fiscali che egli stesso ha supervisionato come primo ministro è un chiaro conflitto di interessi. È possibile che la Commissione non trovi nulla di improprio sul paradiso di elusione fiscale lussemburghese: l’UE permette ai governi dei propri membri una grande discrezionalità nella tassazione delle aziende, fintanto che essi non favoriscono alcuni rispetto ad altri. Ma con Juncker responsabile della Commissione, qualsiasi assoluzione mancherà di riscuotere la fiducia dei cittadini.

Proprio ora, sarebbe difficile sopravvalutare l’importanza di ripristinare la fiducia nell’Unione Europea. L’unione sta lottando per uscire dalla crisi finanziaria ed è sempre più vista come un progetto elitario, invasivo e incapace di produrre equità o crescita. Non è possibile tollerare che essa sia supervisionata da un uomo che ha trascorso la sua carriera come un vero e proprio negoziatore occulto che costruiva e gestiva un paradiso fiscale internazionale a spese degli altri paesi europei.

Certo, la maggior parte di questi fatti era nota – o avrebbe dovuto esserlo – prima della nomina, e il Parlamento Europeo deve rispondere per aver insistito sulla nomina di Juncker fin da principio. Ma le rivelazioni fiscali hanno esposto questi problemi al pubblico in un modo che mette nuovamente alla prova la credibilità dell’UE.  Juncker non ha fatto nulla di illegale e non rischia a breve di essere rimosso. Nonostante ciò, egli servirebbe meglio l’Unione Europea dimettendosi.

 

Traduzione di Malachia Paperoga

Categories Fonti Nazioni Voci dall'estero