Sul sito di giornalismo investigativo Counterpunch viene ricostruita la vicenda di Dominique Strauss-Kahn, Direttore Generale del FMI travolto da uno scandalo sessuale. Curiosamente, la rimozione è avvenuta subito dopo un discorso “un po’ originale”,  un elogio (rimasto lettera morta) dell’equità distributiva, delle politiche sociali e della piena occupazione. Alla luce degli eventi, il tentativo attuale del FMI di “rifarsi una verginità” ammettendo improbabili errori, appare in completa malafede.

 

di Mike Whitney, 25 novembre 2014

Il Fondo Monetario Internazionale ha finalmente ammesso di essersi sbagliato a raccomandare l’austerità nel 2010-2011. Il FMI ora ammette che avrebbe dovuto aspettare fino a quando le economie di USA e UE fossero state su un percorso di crescita sostenibile, prima di consigliare loro di ridurre i loro deficit di bilancio e ridurre la spesa pubblica. Secondo un rapporto pubblicato dalla divisione di ricerca del FMI, l’ufficio di valutazione indipendente (IEO): “La richiesta del FMI di consolidamento fiscale è risultata essere prematura per le principali economie avanzate, dal momento che le proiezioni di crescita si sono rivelate ottimistiche… Questo mix di politiche non è stato pienamente efficace nel promuovere la ripresa e ha esacerbato le ricadute negative.”

Ecco quel che si dice un eufemismo.

Ma le scuse del FMI sono in malafede: la banca sapeva perfettamente quali sarebbero stati gli effetti dei suoi suggerimenti, ma ha insistito con le sue raccomandazioni per favorire coloro che la controllano. Ecco cosa è successo in realtà. L’unica ragione per cui oggi il FMI cerca di prendere le distanze dalle sue passate decisioni, è per fare in modo che la gente pensi che è stato tutto un grosso errore.

Ma non è stato un errore. E’ stata una decisione deliberata ed ecco il grafico che lo prova:

IMF fig 1

Trilioni trasferiti direttamente a Wall Street con i bailouts, i sussidi, le garanzie del governo federale e con le politiche monetarie della Federal Reserve che hanno gonfiato i prezzi degli asset finanziari detenuti principalmente dai ricchi. Si notino gli zeri che seguono alla ricchezza dello 0.01% (scala sinistra) e quelli del 90% (scala destra). Fonte: Emmanuel Saez.

Ecco qui, sei anni di politiche in un pessimo grafico. E non c’è da illudersi, il FMI ha svolto un ruolo cruciale in questa redistribuzione di ricchezza al contrario. Il suo compito è stato quello di spingere per riduzioni di spesa pubblica e profondi tagli fiscali, mentre le banche centrali inondavano i mercati finanziari di liquidità (tramite il QE). I risultati sono evidenti, al punto che uno dei funzionari della Fed, Andrew Huszar, ha ammesso che il QE è stato un massiccio piano di salvataggio per i ricchi. “Devo riconoscere il programma per quello che realmente è,” ha detto Huszar, che ha effettivamente lavorato sul programma, “il più grande salvataggio mascherato di Wall Street di tutti i tempi.” Ecco, ce lo dice direttamente uno dei suoi autori.

Così ora il FMI vuole gettare un po’ di fumo negli occhi a tutti, facendolo apparire come se fosse stato un provvedimento goffo fatto da banchieri che sbagliavano – ma in buona fede. E i media li stanno aiutando con le loro omissioni.

Fatemi chiarire questo punto: prendendo da Google News gli articoli – più di 455 – che parlano del “mea culpa” del FMI, nemmeno uno cita chi fosse il Direttore Generale del FMI nel momento in cui la decisione fu presa. Non sembra un po’ strano?

Perché i media non fanno alcun cenno a Dominique Strauss-Kahn? Non sarà forse che (secondo NPR):

“Il Direttore Generale del FMI voleva dare a Grecia, Portogallo e Irlanda il tempo necessario per rimettere in ordine i conti e sosteneva anche un alleggerimento delle misure di austerità connesse ai salvataggi di quei paesi.

Gli economisti greci dicono che, sotto la guida di Strauss-Kahn, il FMI faceva da contrappeso alle politiche di rigorosa austerità invocate dai leader del Nord Europa. Infatti, secondo il quotidiano Le Monde, a Strauss-Kahn piace chiamare i sostenitori della stretta austerità “fous furieux,” che si traduce approssimativamente come “pazzi furiosi”.

Secondo Strauss-Kahn le terapie-shock imposte alla Grecia e ad altri paesi europei che dovevano affrontare una crisi del debito sovrano avrebbero portato solo alla recessione economica e a gravi disordini sociali.

Diversi commentatori hanno sottolineato che, in una fase di fermento dell’eurozona e di divisione tra i leader europei, era il Fondo Monetario Internazionale, sotto la direzione di Strauss-Kahn, a tenere nei binari la strategia di salvataggio dell’eurozona.

Il Financial Times ha detto che la più importante influenza del FMI nella risoluzione della crisi dell’eurozona è stata politica – in un momento di mancanza di leadership politica, ha detto il giornale, il FMI ha riempito un vuoto.”

Ah-ah! Quindi Strauss-Kahn non condivideva la prescrizione di una terapia-shock del FMI. Di fatto, era contrario. Quindi c’erano voci ragionevoli all’interno del FMI,  è solo che non hanno prevalso nella discussione sulle politiche da applicare.

Ma perché non hanno prevalso? Dopo tutto, Strauss-Kahn era il Direttore Generale del FMI, le sue opinioni avrebbero dovuto avere un peso maggiore rispetto a quelle di chiunque altro, giusto?

Giusto. Solo che DSK ricevette un duro colpo a causa di un incontro sessuale al Ritzy Hotel Sofitel di New York. Così i cambiamenti che aveva in mente non si sono verificati, il che significa che la distribuzione della ricchezza ha continuato a fluire verso l’alto come i ricconi che costituiscono il FMI avevano sperato.

Buffo come che funziona, non è vero? Buffo che siano sempre gli Elliot Spitzers e i Scott Ritters e i Dominique Strauss-Kahn che vengono inchiodati per i loro flirt, ma i ragazzi importanti di Wall Street non si fanno mai prendere.

Come mai?

Il fatto è che Strauss-Kahn era fuori dal giro giusto e non appoggiava più le politiche che le élite che pilotano il Fondo Monetario Internazionale volevano vedere implementate. Si sentivano minacciati dall’approccio keynesiano di DSK e volevano sbarazzarsi di lui. Ecco cosa è successo in poche parole.

Sapete perchè gli alti papaveri odiavano DSK?

Le sue acrobazie sessuali al Sofitel Hotel non c’entravano nulla. A nessuno è mai importato di quella spazzatura. Quello di cui erano preoccupati erano i suoi piani riguardo il FMI, piani che lui aveva esposto in un discorso alla Brookings Institution nell’aprile 2011, un mese prima di essere silurato. Il discorso non si guadagnò molta attenzione all’epoca, ma – di fatto – fu il canto del cigno di DSK. E penso di riuscire a mostrarvi il perché.

L’esperienza deve essere stato un vero shock per la truppa di magnati e parassiti che frequentano questi raduni, generalmente noiosi. Invece di lodare la “disciplina di mercato”, la “flessibilità del lavoro” e il “consolidamento fiscale”, Strauss-Kahn si lanciò in un travolgente elogio di 30 minuti agli ideali di sinistra e alla condivisione delle ricchezze, più come un giovane Leon Trotsky davanti alla Quarta Internazionale che come un burocrate senza cuore messo a dirigere l’organizzazione di prestiti usurai più nota al mondo. Nel momento in cui il discorso si è concluso, sono sicuro che già si affilavano i coltelli per il direttore generale ribelle. Per dirla senza mezzi termini, DSK era fritto. Ecco una parte dal discorso che ci aiuta a spiegare il perché:

…Le incredibili colpe della società economica in cui viviamo sono la sua incapacità di arrivare alla piena occupazione e la sua arbitraria e iniqua distribuzione della ricchezza e dei redditi”…

Non tutti saranno completamente d’accordo con questa dichiarazione. Ma quel che abbiamo imparato nel corso del tempo è che la disoccupazione e la diseguaglianza possono minare i successi dell’economia di mercato, e seminare instabilità…

… il FMI non può rimanere indifferente sulle questioni di redistribuzione…

Oggi abbiamo bisogno di una vigorosa risposta lungimirante di questo genere  per garantire la ripresa di cui abbiamo bisogno. E questo significa non solo una ripresa che sia sostenibile ed equilibrata tra i paesi, ma anche una ripresa che porti occupazione ed un’equa distribuzione…

Ma la crescita da sola non è sufficiente. Abbiamo bisogno di politiche dirette sul mercato del lavoro…

Fatemi parlare brevemente del secondo pilastro della crisi sociale — la disuguaglianza… la ricerca del FMI dimostra anche che la crescita sostenibile nel tempo è associata con una più equa distribuzione del reddito…

Abbiamo bisogno di politiche che riducano le disuguaglianze e garantiscano una distribuzione più equa delle risorse e delle opportunità. Reti di sicurezza sociale forti, combinate con una tassazione progressiva, possono ridurre le disuguaglianze provocate dal mercato. Gli investimenti nella sanità e nell’istruzione sono fondamentali. I diritti di contrattazione collettiva sono importanti, soprattutto in un contesto di stagnazione dei salari reali. La concertazione sociale è un utile schema, in quanto permette di condividere equamente sia i guadagni dei periodi di crescita sia le sofferenze degli aggiustamenti…

Abbiamo anche sostenuto una tassa sulle attività finanziarie (e) ci siamo organizzati congiuntamente con l’OIL… per capire meglio le politiche necessarie a una crescita che crei occupazione…

In definitiva, l’occupazione e l’equità sono elementi costitutivi della stabilità economica e della prosperità, della pace e della stabilità politica. Ciò va al cuore del mandato del FMI.  Esse devono essere collocate al centro dell’agenda politica. Grazie mille.”

(The Global Jobs Crisis— Sustaining the Recovery through Employment and Equitable Growth, Dominique Strauss-Kahn, Direttore Generale del FMI, 13 aprile 2011)

Potete immaginare il coro di lamenti che si sarà sollevato dal pubblico in sala mentre Strauss-Kahn  caldeggiava una “tassazione progressiva”, la “contrattazione collettiva dei diritti”, le “reti di protezione di sicurezza sociale”, le “politiche dirette sul mercato del lavoro ” e le “imposte sulle attività finanziarie”? E come pensate che abbiano reagito mentre diceva che preferiva un modo più illuminato di distribuire la ricchezza che loro avevano accumulato in una intera vita di insider trading, accordi segreti dietro le quinte e transazioni di affari loschi?

Pensate che l’idea sia loro piaciuta, o pensate che si siano lanciati sulle loro pillole per la pressione prima di precipitarsi disordinatamente verso le uscite?

Diciamocelo; Strauss-Kahn andava in una direzione incompatibile con gli interessi dei tagliagole che governano il FMI. Questo è molto chiaro. Ora, se siano stati questi stessi ragazzi ad architettare la trappola all’Hotel Sofitel, non potremo mai saperlo. Ma quello che sappiamo è questo: se sei il Direttore Generale del FMI, è meglio non usare il tuo potere per promuovere la “redistribuzione” o i diritti della contrattazione collettiva, altrimenti finirai come Strauss-Kahn, trascinato in gattabuia in manette, senza capire cosa diavolo è andato storto.

DSK è stato probabilmente fatto fuori dalla gente che odiava il suo coraggio. Ora questi stessi vogliono ripulire la propria immagine riscrivendo la storia.

E, sapete, sono anche abbastanza ricchi da riuscirci.

 

Traduzione di Malachia Paperoga