Riproproniamo qui il video dell’intervento del prof. Vladimiro Giacché alla terza edizione della conferenza internazionale Euro, Mercati, Democrazia organizzata a Pescara l’8 e 9 Novembre 2014, anche nota come Goofy3.

Giacché, come ricordato da Bagnai nella presentazione del suo intervento, è l’autore di “Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa“, un libro davvero notevole in cui si ricostruisce il vero significato economico e geopolitico della riunificazione delle due Germanie, che viene equiparata ad una vera e propria “annessione” politica ed economica della RDT alla Germania Occidentale, avvenuta tramite l’arma dell’unione monetaria.

Nel breve spazio di una notte, dal 30 giugno al 1 luglio 1990, si passò da un rapporto di conversione di 1 a 4,44 tra marco dell’ovest e marco dell’est a una conversione alla pari. Se poteva sembrare a prima vista una conversione assai fraterna e favorevole, perché coloro che avevano risparmi in marchi dell’est da un momento all’altro se li trovavano rivalutati alla pari con la valuta più forte del mondo, in realtà il rovescio della medaglia, ben più determinante, è stato che in una sola notte i prezzi dei prodotti della germania dell’est hanno subito una rivalutazione del 350% , col risultato che in un colpo solo le imprese dell’est si sono trovate a perdere 3 mercati: il mercato della RFT ( ben il 30% dell’export della Germania dell’est era rivolto verso la Germania dell’ovest), i mercati dell’est europeo e il mercato interno, invaso dai prodotti straordinariamente più convenienti della germania dell’ovest.

Una shock economy frutto di precise scelte, di cui Giacché evidenzia gli aspetti molto simili alla nostra unione monetaria europea. Se il processo dell’UEM è stato meno estremo, meno rapido e meno completo, sono però presenti gli stessi fenomeni che si sono verificati all’est dopo l’unificazione monetaria: calo o in certi casi crollo del Pil e della produzione industriale, forte disoccupazione ed emigrazione verso la Germania.

Giacché nel suo intervento ricorda come sia stato un testimonial di eccezione a confermare il collegamento molto chiaro tra annessione della Germania dell’est e unificazione monetaria europea: la stessa Merkel, che al tempestoso Consiglio europeo di Parigi del 2013, in un impeto di disperazione, ricordò ai partner europei recalcitranti sulle dure riforme che venivano loro richieste, che anche la Germania dell’Est era stata “aiutata” da Berlino a fare la “cura dimagrante” di cui aveva bisogno, ma che in questo caso Berlino non si poteva accollare i trasferimenti, perché l’Europa è troppo grande!

Una importante differenza con la situazione della Germania dell’est che Giacché sottolinea è proprio questa, che nel nostro caso non c’è stata l’unione politica e non ci sono nemmeno i trasferimenti; ma, ben lungi dal rappresentare un problema, questo fatto rappresenta invece per noi un’opportunità, perché rimane ancora aperta una via di fuga da un assetto gravemente squilibrato come quello dell’eurozona. Nessuno desidera i trasferimenti di Berlino, osserva Giacché tra gli applausi della sala, piuttosto desideriamo che non ci siano i presupposti per questi trasferimenti, ossia che il nostro sistema industriale non venga distrutto.

 

di Carmenthesister