Riproproniamo qui il video della presentazione del nuovo sito di Vocidallestero.it alla terza edizione della conferenza internazionale Euro, Mercati, Democrazia organizzata a Pescara l’8 e 9 Novembre 2014, nota come Goofy3, con una breve recensione di Carmenthesister.

 

Il lancio del nuovo sito al Goofy3 è stato un prezioso riconoscimento del lavoro che da anni portiamo avanti con umiltà per combattere il buio dell’informazione italiana.

Vi invito ad ascoltare la presentazione di Bagnai (che ci fa onore), ma offro qui una sintesi del mio intervento perché voglio riprenderne i concetti principali in maniera più semplice e chiara di quanto non mi sia riuscito di esporre lì in diretta (so’ timida nel senso che ho dei limiti e lo so…) ed aggiungere anche qualcosa che col senno di poi mi sarebbe tanto piaciuto di aver detto. Ringrazio chi mi avesse comunque già ascoltato con pazienza, mentre chi non lo avesse ancora fatto fa meglio a leggere qui, in applicazione del criterio di economicità.

In sostanza ho voluto porre l’accento su alcuni fatti:

  • il blog è partito a fine 2010 perché navigando in rete per capir qualcosa della crisi dell’euro (anche a beneficio dei miei poveri stuenti del serale), crisi che allora era agli albori, mi sono resa conto che le testate più accreditate di economia e finanza a livello internazionale, i centri studi dei grandi istituti finanziari, come anche alcuni professori e accademici di fama mondiale, offrivano delle interpretazioni della crisi del tutto differenti da quella che andava in onda nel nostro mainstream (la storiella della cicala e della formica, per intenderci).
  • risvegliata dall’allucinazione, ho sentito quindi l’urgenza di condividere con più persone possibile queste informazioni, e ho deciso di aprire un blog in cui tradurre direttamente i testi dall’inglese (o francese), perché niente sarebbe stato più efficace che riportare direttamente le autorevoli fonti originali.
  • una prima considerazione che posso trarre dalla mia esperienza è che mentre l’informazione (chiamasi più esattamente propaganda) dei giornali e della tivù diffondeva e continua a diffondere un quadro interpretativo basato su errori o falsità smentite dai fatti, ma utili a creare il consenso sulle misure politiche ed economiche antipopolari a esclusivo vantaggio dei creditori; quella che è la informazioneeconomica e finanziaria che conta, rivolta ai grandi operatori e agli investitori,  non ometteva la realtà dei fatti, perché evidentemente chi deve fare le scelte di investimento vuole avere un quadro attendibile della realtà. (Concetto egregiamente riproposto dopo nel dibattito anche da Riccardo Puglisi.)
  • la seconda considerazione che traggo dall’evoluzione successiva del blog è che il livello di qualità della analisi politica ed economica in Italia è andato crescendo ed è diventato elevatissimo, tanto che spesso gli autorevoli articoli che riportiamo dall’estero fungono ormai da meri ripetitori in differita di quanto già detto e analizzato qui da noi. Un concetto che da un lato va a coprire di balsamo le ferite dell’autorazzismo indotto da chi preme per la cessione di sovranità del nostro paese, e dall’altro va a nutrire la soddisfazione di essere riconosciuti, con il lancio a Goofy3, come componenti della parte migliore della analisi critica italiana.

Le conclusioni che non ho tratto al Goofy3 – per miei limiti organizzativi e comunicativi – e che voglio trarre almeno ora:

  • La stampa e la televisione in Italia hanno il preciso dovere deontologico di diffondere onestamente nel modo più allargato l’analisi politica ed economica che sta avvenendo in Italia sulla crisi in corso. Come noi tutti i giorni dimostriamo questa analisi è sostenuta dalle più autorevoli fonti di informazione e centri studi a livello internazionale, le quali non possono essere passate sotto silenzio o magari menzionate en passant, senza trarne le conseguenze e quindi smettere di continuare a propagandare le falsità che le stesse fonti smentiscono. I giornalisti alla Barisoni (che una volta stimavo) si rincuorino: non c’è bisogno di studiare volumi su volumi, ci rendiamo conto che la routine del mestiere non lascia molto tempo a disposizione, ma tali studi e tali fonti sono ormai disponibili sulla rete in format non troppo specialistici e facilmente accessibili. E voglio dire, se ci sono riuscita io ad informarmi, che sono un’umile insegnante di scuola serale (scuola di serie B, dicono) e madre di famiglia priva di sofisticati mezzi, vuoi che non ci riusciate voi esimi giornalisti che avete una redazione a disposizione?

Ricordatevi che la democrazia sta sulle vostre spalle. E’ già molto tardi, ma non è ancora tutto perduto.

 

 

di Carmenthesister