BBC: Grecia, L’Amore ai Tempi della Crisi

La BBC racconta alcuni dei più delicati risvolti umani e sociali della catastrofe economica in cui la Grecia è stata gettata. Per i giovani, amarsi e progettare un futuro è diventato impossibile, mentre aumentano gli aborti e la prostituzione. All’orizzonte si profila una grave crisi demografica. Ma già ora il disastro economico umilia e degrada l’essere umano.

 

di Theopi Skarlatos, 23 gennaio 2015

Nel mezzo della catastrofe economica, Atene è ancora una città di caffè alla moda, cocktail bar, e giovani  affascinanti  che s’incontrano.

Mentre la Grecia si prepara a votare nelle elezioni generali di domenica, il partito anti-austerità Syriza è in vantaggio nei sondaggi e fa campagna elettorale sotto lo slogan “Arriva la speranza”.

Il salario medio è sceso a 600 euro al mese; metà dei giovani sono disoccupati e l’economia stenta a riprendersi dopo sei anni di recessione. Ma i greci sono ancora determinati ad aggrapparsi alla normalità.

“Non abbiamo molto altro”, dicono, “tanto vale se ci godiamo il nostro cappuccino freddo”.

Ma nonostante il bere, flirtare e darsi appuntamento, dall’inizio del disastro finanziario c’è stato un cambiamento fondamentale nella società greca.

Deejay Tommy, che lavora in un Opus bar alla moda nel quartiere di Glyfada, a sud di Atene, dipinge il triste quadro dei giovani greci che si alzano ogni mattina senza un posto di lavoro.

“Le cose hanno perso un po’ del loro romanticismo”, dice.

“La crisi ci ha costretti a considerare l’amore una priorità secondaria. Ci sono altre cose di cui preoccuparsi. Vedo molte donne andare in cerca di qualcuno che abbia il denaro per portarle fuori, o per portarle in vacanza. Vedo tante di queste situazioni che mi rattristano”.

Nella strada giù nel litorale, i Bouzoukia club risuonano di interpretazioni dal vivo di canzoni d’amore popolari greche.

La gente che sorseggia la vodka getta garofani rossi ai cantanti, e canta assieme a loro i testi di sofferenze e cuori infranti.

“Risparmiamo soldi per venire qui una volta ogni paio di mesi, e non vediamo l’ora”, dice Katerina Fotopoulou, 30 anni, a tavola con le sue amiche.

“Non abbiamo più i soldi per fare granché. Parliamo sempre di piani per il futuro, di andare in vacanza, ma poi nessuno fa niente”.

Katerina abita ancora a casa coi suoi, e si descrive come un’adulta costretta a vivere come un’adolescente; la sua vita è come sospesa.

A confronto con altri europei, i greci sono ancora piuttosto tradizionalisti.

Per molti giovani è imbarazzante portare il ragazzo o la ragazza dentro casa per farli incontrare con i genitori.

E questo pone un problema, considerato l’alto numero di coloro che non possono permettersi un luogo dove vivere per contro proprio.

“Le relazioni sono complicate di questi tempi”, dice Katerina. “Nessuno ci pensa neanche a sposarsi o a fare figli”.

In effetti la popolazione greca si sta riducendo sempre più rapidamente, secondo i dati pubblicati dall’Autorità Statistica Ellenica (Elstat).

Da quando la Grecia ha firmato il suo primo accordo di salvataggio UE-FMI, il numero delle nascite è diminuito rapidamente. Nel 2010 ci sono stati 114.667 nati vivi, mentre nel 2013 il dato è sceso di 20.000 unità (a 94.134).

L’ostetrico Leonidas Papadopoulos dice che gli aborti spontanei presso l’ospedale di maternità Leto sono raddoppiati nel corso dell’ultimo anno.

“Forse è dovuto allo stress”, dice. “Non ci sono prove, ma lo vedi negli occhi della gente, c’è stress e paura per il futuro”.

Leonidas racconta di come una donna che lui aveva trattato per una fecondazione in vitro fosse venuta un giorno da lui piangendo perché era rimasta incinta.

Aveva perso il lavoro e chiedeva l’aborto. Ma lui non se l’è sentita di eseguire l’operazione.

“Presto”, dice il dottor Papadopoulos, “la popolazione sarà dimezzata e non ci saranno più giovani che lavorano per pagare le pensioni degli anziani. Tutti i problemi sociali ci si pareranno davanti”.

Alcune donne che hanno figli e fanno fatica a mantenerli hanno fatto ricorso al sesso a pagamento per poter portare il cibo in tavola.

A nord, presso Larissa, Soula Alevridou possiede un bordello legale, e dice che negli ultimi cinque anni il numero di donne sposate che vengono da lei per chiedere un lavoro è raddoppiato.

“Supplicano e implorano, ma come bordello legale noi non possiamo assumere donne sposate”, dice. “È illegale. E così alla fine queste donne finiscono a fare le prostitute per strada”.

Georgia, un medico, spiega che anche lei ha lavorato come escort nell’industria del sesso, per sostenere la sua famiglia.

Nel suo ambulatorio privato ora riceve tre pazienti alla settimana, ma il picco della stagione estiva nell’industria del sesso le permette di mantenersi in regola col pagamento degli affitti per la casa della sua famiglia e con le spese dell’assistenza sanitaria per i suoi anziani genitori.

“Ho una doppia vita e lo so solo io”, dice. “Ho fatto richiesta per lavorare come medico all’estero e tutti i giorni resto in attesa, nella speranza di una risposta”.

Per la giornalista Elini Lazarou, avere un bambino non era cosa alla quale fosse preparata, nell’attesa di un cambiamento del clima politico ed economico.

“L’amore ai tempi della crisi funziona da analgesico, grazie al quale dimenticare i problemi che si affrontano, o come fonte dalla quale trarre forza, energia e ottimismo”, dice.

Su un muro nel centro di Atene si legge un semplice messaggio scarabocchiato che dice “Amore o niente”.

Suona come una sfida tra le vite degradate, nascoste dietro la pura economia.

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