K. Whelan: Quindi, che succede tra la Grecia e la BCE?

La notizia del giorno è che la BCE non è più in grado, in base alle regole, di accettare  i titoli greci come collaterali a garanzia dei suoi prestiti, e quindi si teme che le banche greche si troveranno presto a corto di liquidità. Il prof. Karl Whelan, su medium.com, corregge le leggere imprecisioni: la decisione della BCE è del tutto discrezionale, e non vi sono regole certe dietro alle sue scelte.  La BCE fa politica, e sta chiaramente usando la sua discrezionalità per far pressione sul governo greco e sull’eurogruppo perché si giunga rapidamente a un accordo.

 

di Karl Whelan (professore di Economia all’Università di Dublino), 4 febbraio 2015

Tranquilli, non è successo niente. Stanno solo mostrando i muscoli.

La BCE ha appena rilasciato una dichiarazione sulla Grecia che ha l’aria di essere importante, perché taglia tutto il debito emesso o garantito dal Governo greco dall’elenco dei collaterali accettati in garanzia. Il mio primo suggerimento è  di seguire il consiglio di quest’uomo:

 
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[“State tutti tranquilli“, ndt]

Chiunque voglia capire i dettagli fondamentali di ciò che è appena successo tra la BCE e la Grecia dovrebbe probabilmente leggere il mio post di domenica 31  gennaio.

Riportiamo qui di seguito alcuni passi essenziali di questo interessante post prima di andare avanti con l’articolo:

 

  • Una delle principali incertezze sulla situazione in Grecia riguarda il rapporto tra le banche greche e la BCE. La coperturta della notizia da parte della stampa sta dando l’idea che la BCE si attenga a un insieme di regole consolidate, in base alle quali a marzo non sarà più in grado di concedere prestiti alle banche greche, a meno che il governo non si accordi su un nuovo programma UE-FMI per sostituire quello in scadenza alla fine di questo mese (vedi ad es. il Financial Times)

…È veramente questo che sta succedendo? Be’, la BCE ha una discrezionalità quasi totale sui suoi prestiti alle banche. … Il punto è che la BCE può individuare istituzioni specifiche e decidere di non far loro prestiti per praticamente qualsiasi ragione “legata al rischio” essa reputi di presentare. Tuttavia, questa eventuale decisione non si basa su nessuna regola precisa e stringente.

  • Altri rapporti suggeriscono che la questione chiave sia che la BCE intende rifiutarsi di accettare titoli di Stato greci come garanzia per i prestiti.  Ad esempio, Bloomberg:

Al momento, il paese gode di una particolare deroga da parte della BCE perché si sta conformando al programma di salvataggio. Ciò significa che il debito può essere utilizzato nelle operazioni di rifinanziamento della banca centrale anche se è classificato come “spazzatura”.

Non ci si potrà sorprendere se scopriamo che, se un paese è inferiore a quel rating e non è dentro un programma,  tale deroga viene meno”, ha detto il vicepresidente della BCE Vitor Constancio questo sabato durante un evento a Cambridge.”

Se il vice presidente Constancio si riferisce ad escludere l’ammissibilità di obbligazioni specifiche come garanzia, tuttavia qui siamo oltre l’approccio “ufficiale” della BCE, perché si minaccia un totale taglio dei fondi. Ancora, l’idea che tra le “regole della BCE” vi sia quella che le “obbligazioni-spazzatura sono ammissibili soltanto se un paese è in un programma”,  è un’esagerazione. In realtà, la BCE costruisce queste regole man mano che procede, e la routine nell’ammissibilità dei titoli di Stato greci è altalenante ormai da un bel po’ di tempo.

  • Un altro presupposto implicito di molti articoli su questo argomento è che le banche greche sono fortemente dipendenti dai titoli di Stato greci come garanzia per i prestiti da parte dell’Eurosistema. Ma in realtà questo non è vero.

La Banca di Grecia pubblica un bilancio mensile per le banche greche. Dalla scheda delle passività risulta che: a dicembre 2014, le banche greche dovevano 56 miliardi di € all’Eurosistema, attraverso la Banca di Grecia. Che asset hanno usato come garanzia per ottenere questi prestiti? Dalla scheda delle attività: le banche greche detenevano soli 12 miliardi di € di titoli di Stato greci a fine dicembre, quindi questi potevano garantire solo un ammontare relativamente ridotto del prestito dall’Eurosistema.

Dando uno sguardo più da vicino, risulta chiaro che i titoli di Stato greci sono ancora meno importanti come garanzia di quanto appaia da queste cifre. 7,4 miliardi di € di titoli di Stato greci posseduti dalle banche erano buoni del Tesoro, quindi meno di 5 miliardi di € erano regolari titoli di stato greci. E altre relazioni (ad esempio qui e qui) ci dicono che la BCE ha imposto un limite massimo di € 3,5 miliardi all’uso di buoni del Tesoro greco. (Un’altra “regola” che è fondamentalmente solo una procedura ad hoc).

Questo significa che le banche greche stavano utilizzando al massimo € 8 miliardi di debito pubblico greco a dicembre come garanzia per i prestiti da parte dell’Eurosistema.

Quindi, di per sé, l’ammissibilità dei titoli di Stato greci non è un grosso problema.

Per riassumere, [nel post del 31 gennaio] ho sottolineato il fatto che, alla fine, le decisioni della BCE su quali tipi di asset debbano essere usati come collaterali per i normali prestiti all’interno dell’Eurosistema sono altamente discrezionali. Ho anche suggerito (nel prosieguo del post) che la decisione se permettere o meno l’ELA [la procedura di erogazione di liquidità di emergenza, ndt] è ancora più discrezionale, e fondamentalmente non esiste un insieme stabilito di condizioni. Sulla base di ciò, ho sottolineato il fatto che quelli che hanno visto il possibile taglio, al 1° di marzo, dei fondi della BCE alle banche greche come una conseguenza delle ferree regole della BCE, sono decisamente fuori strada.

Penso che la dichiarazione di questa sera confermi il punto. La decisione di considerare non accettabili alcuni tipi di collaterali è stata presa sulla base di quanto segue:

La sospensione è in linea con le regole esistenti nell’Eurosistema, dato che al momento non è possibile presumere che la revisione del programma si concluda con un successo.

Quindi il Consiglio Direttivo ha deciso che non può ora “presumere che la revisione del programma si concluda con un successo”. Chissà cosa presumevano prima? Ma ora dovrebbe essere molto chiaro che questo non ha niente a che fare con le regole ferree. Il Consiglio Direttivo ha esplicitamente basato questa sua decisione sulle sue impressioni e intuizioni di come stia andando il negoziato.

Quantomeno, a differenza del suo periodo precedente da “Fight Club“, la BCE ora ammette  che l’ELA è disponibile ed entrerà in vigore al posto del normale prestito dell’Eurosistema, ora revocato. Quindi non ci sono conseguenze immediate sulla fornitura di liquidità alle banche greche. La BCE sta mostrando i muscoli, sta facendo sapere a tutti che ci manca veramente poco a tagliare la liquidità alla Grecia, sebbene nessun fondo sia stato ancora ritirato.

La questione si semplifica

Guardando al lato positivo, questa decisione semplifica la questione portandola all’essenziale. Come già in Irlanda e a Cipro, che le banche greche possano operare oppure no, dipende dalla decisione discrezionale della BCE se continuare o meno ad autorizzare l’ELA. E come nei casi precedenti, la BCE ha deciso cosa vuole in cambio dell’ELA, ed è determinata a proseguire sulla sua strada.

La decisione ci risparmia settimane di disinformazione, con altri articoli sulle “regole” e le “deroghe”, e aiuterà la gente a capire cosa sta succedendo: la BCE taglierà i fondi alle banche greche fino a che, be’, fino a che otterrà ciò che vuolemolto probabilmente un’indicazione sufficientemente chiara che siano in corso negoziati concreti con buone possibilità di avere successo. La mia attuale ipotesi è che Syriza risponderà a questa richiesta nelle prossime settimane e che le banche continueranno a ricevere l’ELA.

Un’impresa rischiosa

Al tempo stesso, questa è un’impresa rischiosa. Yiannis Mouzakis può anche pensare che non sia niente di grave e che ci si possa rilassare, ma un rapido esame di quel che gira in rete ci rivelerà che un sacco di gente è rimasta spaventata da questo annuncio. (A rischio di ripetermi, alcuni sembrano essere rimasti spaventati dalla pura arbitrarietà di tutto ciò, essendo prima convinti che la BCE seguisse un qualche tipo di regolamento.) Il ritiro dei depositi potrebbe probabilmente accelerare in seguito a questo annuncio, come si intensificheranno anche i discorsi sui controlli dei capitali.

Sono abbastanza ottimista sul fatto che la Grecia e l’UE possano mettere a posto la cosa nelle prossime settimane. Ciò detto, penso che il Consiglio Direttivo della BCE abbia oggi aumentato la minaccia alla stabilità finanziaria dell’Eurozona senza aver ottenuto niente di positivo in cambio.

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