FT: La dichiarazione (quasi) concordata tra Eurogruppo e Grecia

Nella tarda serata si sono susseguite notizie contrastanti sull’esito dell’incontro tra i ministri delle finanze UE; prima si è parlato di una possibile dichiarazione congiunta, poi la smentita. Il Brussels Blog del Financial Times ha raccolto le indiscrezioni su come è andata ed è riuscito a metter le mani sulla famosa dichiarazione, che in extremis non è stata più autorizzata dal governo greco.

di Peter Spiegel, 12 febbraio 2015

La rottura nei negoziati di mercoledì sera tra la Grecia e gli altri 18 ministri delle finanze della zona euro è avvenuta all’ultimo minuto, tanto che molti dei partecipanti alla riunione dell’Eurogruppo – compreso Wolfgang Schäuble, il potente ministro delle Finanze tedesco – nemmeno lo sapevano, dal momento che avevano già lasciato l’edificio.

Secondo diversi funzionari coinvolti nei colloqui, Yanis Varoufakis, il ministro delle Finanze greco, aveva accettato la dichiarazione congiunta con i suoi colleghi, una dichiarazione che era stata  approvata anche dal vice primo ministro greco, Yannis Dragasakis,  anche lui presente all’incontro di Bruxelles.

Una volta raggiunto l’accordo, la riunione dell’Eurogruppo si è sciolta e Schäuble insieme a molti altri colleghi si sono diretti verso l’uscita. Ma come riportato da alcuni funzionari, Varoufakis ha deciso di fare un’ultima telefonata ad Atene per informarli di quanto aveva appena concordato – e i funzionari del suo governo hanno posto il veto sulla dichiarazione.

Noi di Bruxelles Blog abbiamo messo le mani sulla dichiarazione e l’abbiamo pubblicata qui di seguito. In un certo senso, ce n’è un po’ per tutti. Per i funzionari dell’Eurozona, che facevano forti pressioni su Atene perché chiedesse una proroga dell’attuale salvataggio da € 172 miliardi che scade alla fine del mese, lascia aperta l’eventualità di “esplorare le possibilità di prolungare” il programma.

Per Varoufakis, c’è anche la parola “ponte” , menzionata nel paragrafo finale – anche se non nel senso probabilmente voluto dal ministro greco, come parte di un accordo di finanziamento ponte.

Ma la dichiarazione congiunta non doveva essere fatta. Un altro reperto del lungo dramma greco:

“Oggi l’Eurogruppo ha fatto un bilancio della attuale situazione in Grecia e dello stato del programma di aggiustamento in corso. In questo contesto, l’Eurogruppo si è impegnato in un intenso dialogo con le autorità greche recentemente entrate in carica.

Le autorità greche hanno espresso il loro impegno per un processo di riforma più forte e più ampio, volto a un duraturo miglioramento delle prospettive di crescita. Allo stesso tempo, le autorità greche hanno ribadito il loro impegno inequivocabile ad adempiere agli obblighi finanziari verso tutti i loro creditori.

Su questa base, ora inizieremo a lavorare sui dettagli tecnici per un’ulteriore valutazione dei piani di riforma della Grecia. Le Autorità greche hanno accettato di lavorare a stretto contatto e in modo costruttivo con le istituzioni, per esplorare la possibilità di estendere e concludere con successo l’attuale programma, tenendo conto dei piani del nuovo governo.

Se questo lavoro avrà successo esso getterà un ponte fino al momento in cui le autorità greche e l’Eurogruppo lavoreranno su nuovi possibili accordi contrattuali. Continueremo la nostra discussione nel nostro prossimo incontro di lunedi 16 febbraio.”

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