Sapir: Lascia o Raddoppia

Secondo Jacques Sapir siamo arrivati al cuore del conflitto tra il nuovo governo greco e l’euro-austerità. Se i greci manterranno ferme le loro richieste, sostenute da ambienti accademici e politici autorevoli, riusciranno a smascherare definitivamente l’intransigenza tedesca, e su questa graverà la responsabilità della crisi e del crollo  dell’euro.

 

di Jacques Sapir, 19 febbraio 2015

Il governo greco oggi si trova a capo di un conflitto contro l’austerità, rappresentata in Grecia dalla “Troika”, cioè l’unione di FMI, BCE e Commissione europea. Giovedì 19 febbraio il governo greco ha annunciato, nella sua richiesta di proroga dei prestiti europei, la volontà di “collaborare strettamente con le istituzioni europee e con il Fondo Monetario Internazionale” e anche quella di “onorare i suoi obblighi finanziari nei confronti dei suoi creditori “. Si è impegnato a “finanziare pienamente le nuove misure, astenendosi da qualsiasi azione unilaterale che pregiudicherebbe gli obiettivi di bilancio, la ripresa economica e la stabilità finanziaria“, introducendo nel contempo una “flessibilità” che permetta delle “riforme sostanziali” al fine di “ripristinare il tenore di vita di milioni di cittadini greci” [1]. Le parole sembrano essere state progettate al millimetro. In realtà, il governo greco si è impegnato SOLO al mantenimento di un avanzo primario in pareggio, ma non rinuncia alla sua volontà di utilizzare il denaro destinato al pagamento degli interessi e al rimborso del debito per finanziare delle misure di tipo sociale. In realtà, non ci sono cambiamenti sostanziali. Ed è per questo che il governo tedesco ha già annunciato la sua opposizione a questa richiesta.

Da oggi ci troviamo al cuore del problema. La Germania fa della Troika e dell’austerità, l’alfa e l’omega della sua politica, in quanto tali misure garantiscono il suo dominio in Europa. Facendo delle concessioni di pura forma, il governo greco smaschera l’atteggiamento tedesco e fa ricadere sulla Germania la responsabilità di un conflitto. [2] Poiché è improbabile che la Germania ceda su questo punto. In realtà, il governo greco ha teso una trappola alla Germania. Le sue concessioni di pura forma sottolineano la rigidità tedesca.

Un libro importante.

Un recente libro di Costas Lapavitsas e Heiner Flassbeck, pubblicato in inglese, mette in evidenza la questione centrale, sia per la politica tedesca che per l’Europa del “regime della Troika”, Against the Troika. Crisis and Austerity in the Eurozone. Ediz. Verso, Londra [3].

Costas Lapavitsas è un professore di economia che insegna alla SOAS di Londra. Stimato e rispettato dai suoi colleghi, negli ultimi anni ha assunto delle posizioni radicali sul tema della gestione della crisi del debito nella zona euro. Ha pubblicato con i suoi colleghi numerose relazioni e documenti, come ad esempio Crisis in the Eurozone, nel 2012. E’ stato eletto nella lista di SYRIZA alle elezioni del 25 gennaio. Heiner Flassbeck è un economista tedesco che è stato vice-ministro delle Finanze nel 1998-1999 e ha diretto il centro di ricerca economica di UNCTAD a Ginevra fino al 2012. Questo libro contiene inoltre le prefazioni di Oskar Lafontaine, ex leader SPD e fondatore del Partito della Sinistra Die Linke, e di Paul Mason, oltre a una postfazione di Alberto Espinosa Garzon. Diventa impossibile sostenere che le riflessioni su cui si basa il governo greco provengono da ambienti “marginali”, sia da un punto di vista accademico che anche istituzionale.

Questo libro è un contributo molto importante all’analisi dell’euro-austerità causata dalla moneta unica e voluta dalla Germania, la quale ne trae un enorme profitto. Questa politica è descritta come neo-mercantilista. Essa provoca, infatti, delle pressioni deflazionistiche estremamente potenti su tutte le economie della zona euro. Questo libro rappresenta in diversi capitoli un quadro completo dell’origine dell’euro-austerità e dei suoi effetti, sia sull’economia europea, come anche sull’economia globale. Esso aiuta a comprendere gli effetti asimmetrici delle politiche di austerità in Germania e negli altri paesi. Da questo punto di vista, c’è un forte nesso tra l’opera di Lapavitsas e Flassbeck e quella di Jorg Bibow [4]. Questo libro evidenzia molto bene anche le disastrose conseguenze che l’euro potrebbe avere sull’Europa. Questo concetto è sottolineato in particolare da Oskar Lafontaine, che è stato uno dei “padri” dell’euro e, nella sua prefazione, insiste sul fatto che l’euro porta con sé la morte dell’Europa.

Un eurogruppo decisivo?

La riunione dell’Eurogruppo che si terrà venerdì 20 febbraio sarà un momento determinante al riguardo. Si vedrà chiaramente da che parte si schiereranno i vari governi. Per la Francia, è chiaro che starà al fianco della Germania. Certo, con le lacrime agli occhi. Le lacrime sono a buon mercato. Ma l’allineamento a Berlino sarà probabilmente totale. Vedremo quindi se il governo greco terrà ferma la linea che ha definito, e se è pronto ad affrontare le conseguenze. E’ possibile che i negoziati dureranno fino al 28 febbraio, ma avremo una visione molto chiara di come si svolgeranno: sull’intransigenza tedesca graverà la responsabilità immediata, così come sulla politica economica tedesca la responsabilità a lungo termine, della crisi e del crollo della zona euro.

 
[1] http://www.lesechos.fr/monde/europe/0204170723979-la-grece-demande-officiellement-une-aide-prolongee-
[2] Godin R., http://www.latribune.fr/actualites/economie/union-europeenne/20150219tribff46afd9d/grece-un-eurogroupe-sous-haute-tension.html
[3] http://www.amazon.com/Against-Troika-Crisis-Austerity-Eurozone…dp/B00TCI4RNM/ref=sr_1_
[4] Bibow J et A. Terzi (eds.), Euroland and the World Economy—Global Player or Global Drag? Londres, Palgrave, 2007.

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