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Costas Lapavitsas: “La proroga di 4 mesi come potrà migliorare la nostra posizione negoziale?”

Via Zero Hedge il commento del prof. Costas Lapavitsas – (già noto ai lettori del blog), professore di economia all’Università di Londra  ed editorialista per il Guardian,  nuovo eletto nelle liste di Syriza – sull’accordo del suo governo con l’Eurogruppo.  Egli pone delle domande semplici e fondamentali, le cui risposte saranno determinanti per il futuro del popolo greco e di tutta l’eurozona.

di Tyler Durden, 22 febbraio 2015

Anche se il tono non è forse così veemente come quello delle recenti dichiarazioni sul ‘New Deal’ greco da parte dello storico europarlamentare di Syriza Manolis Glezos, Costas Lapavitsas ( neoeletto parlamentare di Syriza) in un post sul suo blog mette in discussione in modo molto chiaro il processo decisionale della leadership del suo partito. Inizia manifestando “una profonda preoccupazione per quanto riguarda il nostro impegno verso il popolo greco“, ed espone in dettaglio cinque principali domande a cui si deve dare risposta, tra cui soprattutto: “Che cosa cambierà esattamente nei prossimi quattro mesi di ‘proroga’, in modo che il nuovo negoziato con i nostri partner possa condurre a migliori risultati? Che cosa impedirà il deterioramento della situazione politica, economica e sociale del Paese?

Via blog Costas Lapavitsas,

L’accordo con l’Eurogruppo non è ancora concluso, anche perché non sappiamo ancora quali “riforme” saranno proposte oggi (Lunedi, giorno 23 Febbraio) dal governo greco e quali di esse saranno accettate. Ma noi che siamo stati eletti sulla base del programma di SYRIZA e crediamo che le promesse di Salonicco rappresentino il nostro impegno verso il popolo greco, noi nutriamo una profonda preoccupazione. E’ nostro obbligo dar conto dei fatti.

L’impostazione generale dell’accordo è la seguente:

1. La Grecia chiede la proroga dell’attuale accordo di sostegno finanziario, che si basa su una serie di impegni.

2. L’obiettivo è quello di consentire il completamento della valutazione dell’attuale accordo e dare il tempo per un possibile nuovo accordo.

3. La Grecia presenterà immediatamente un elenco di “riforme” che saranno valutate dalle «istituzioni» e, infine, concordate nel mese di aprile. Se la valutazione è positiva, verrà erogato il denaro non distribuito anche dell’attuale accordo, più il rimborso dei profitti della BCE.

4. I fondi esistenti del Fondo di stabilità finanziaria saranno utilizzati esclusivamente per le esigenze delle banche e saranno fuori dal controllo greco.

5. La Grecia si è impegnata a soddisfare pienamente e tempestivamente tutti i suoi obblighi finanziari nei confronti dei propri partner.

6. La Grecia si impegna a garantire “adeguati” avanzi primari per garantire la sostenibilità del debito, sulla base della decisione dell’Eurogruppo di novembre 2012. L’avanzo per il 2015 terrà conto delle condizioni economiche del 2015.

7. La Grecia non revocherà le misure, né apporterà modifiche unilaterali che possano avere un impatto negativo sugli obiettivi di bilancio, la ripresa economica, o la stabilità finanziaria, secondo le valutazioni di queste istituzioni.

Su queste basi, l’Eurogruppo avvierà il procedimento nazionale per una proroga di quattro mesi dell’attuale accordo e sollecita le autorità greche perché diano immediato avvio al processo per il completamento della sua valutazione.

E’ difficile vedere come attraverso questo accordo potrà essere data attuazione agli annunci ‘di Salonicco’, che comportano l’eliminazione della maggior parte del debito e la sostituzione immediata dei memorandum con il Piano di Ricostruzione Nazionale. Coloro che sono stati eletti con Syriza si sono impegnati ad andare avanti nella realizzazione del Piano Nazionale a prescindere dai negoziati sul debito, perché abbiamo bisogno di riavviare l’economia e dare sollievo alla società. È quindi necessario spiegare ora come questi impegni saranno attuati e come il nuovo governo cambierà la tragica situazione che ha ereditato.

Per essere più precisi, il Piano Nazionale comprendeva quattro pilastri ad un costo per il primo anno come specificato qui di seguito:

I) Affrontare la crisi umanitaria (1,9 miliardi).

II) Riavviare l’economia abbassando la pressione fiscale e istituendo delle linee di credito speciali alla Development Bank, reimpostare il salario minimo a 751 euro (in totale 6,5 miliardi).

III) Programma per l’occupazione pubblica di 300.000 posti di lavoro (3 miliardi nel primo anno e altri 2 miliardi nel secondo).

IV) Trasformazione del sistema politico con interventi nei governi locali e in parlamento.

Le fonti di finanziamento erano state pianificate come segue:

I) Liquidazione dei debiti con l’ufficio delle imposte (3 miliardi)

II) La lotta contro la frode e il contrabbando (3 miliardi)

III) Fondo di stabilità finanziaria (3 miliardi)

IV) NSFR e altri programmi europei (3 miliardi)

Dato quindi il comunicato dell’Eurogruppo, chiedo:

1. Piano di Ricostruzione Nazionale

Come finanziare il Piano di Ricostruzione Nazionale, dato che i 3 miliardi del Fondo di stabilità finanziaria sono ora fuori dal controllo greco? La rimozione di questi fondi rende ancora più pressante la raccolta di un grande ammontare di evasione fiscale e del regolamento dei debiti in un tempo molto breve. Come è realizzabile questa prospettiva?

2. Remissione del debito

Come si potrà fare la cancellazione del debito, quando la Grecia si è impegnata a rispettare pienamente e tempestivamente tutti gli obblighi finanziari verso i suoi partner? 

3. La revoca dell’austerità

Come può esserci una revoca dell’austerità, quando la Grecia è obbligata a riportare avanzi primari “appropriati” per rendere ‘sostenibile’ l’enorme debito esistente? La ‘sostenibilità’ del debito – come stimata dalla Troika – era esattamente il motivo per l’irrazionale caccia agli avanzi primari. Poiché il debito non si è ridotto in maniera significativa, cesserà di esistere questo vincolo dell’avanzo primario che è così catastrofico per l’economia greca ed è l’essenza stessa dell’austerità?

4. Supervisione e costo finanziario

Come procedere a qualsiasi progressivo cambiamento del paese, quando le istituzioni eserciteranno uno stretto controllo e le azioni unilaterali sono proibite? Esse istituzioni consentiranno l’attuazione dei pilastri di “Salonicco’, con i costi finanziari diretti o indiretti?

5. Il futuro negoziato

Che cosa esattamente cambierà nei prossimi quattro mesi di ‘proroga’, in modo che la nuova trattativa con i nostri partner possa condurre a migliori risultati? Che cosa impedirà il deterioramento della situazione politica, economica e sociale del Paese?

Questi momenti sono assolutamente fondamentali per la società, la nazione e, naturalmente, la sinistra. La legittimazione democratica del governo è basata sul programma di Syriza. Il requisito minimo è quello di avere una discussione aperta tra i membri del partito e il gruppo parlamentare. Devono immediatamente essere date le risposte fondamentali a questi interrogativi, per mantenere il grande sostegno e lo slancio che ci viene dal popolo greco. Le risposte che verranno date prossimamente determineranno il futuro del paese e della società.

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