F. Coppola: La fragile interdipendenza delle banche austriache e tedesche

Su Pieria, Frances Coppola spiega quali saranno i pesanti effetti sistemici del fallimento della “bad bank” dell’austriaca Hypo Alpe Adria sul sistema bancario austro-tedesco: a fronte della volontà del governo austriaco di ripudiare le garanzie emesse dallo stato regionale di Carinzia per evitarne il default, delle conseguenti inevitabili pesanti perdite per tutte le banche coinvolte e della normativa EBRRD sul bail-in recentemente entrata in vigore, la Germania riuscirà a resistere alla tentazione di tenere in piedi il proprio sistema bancario attraverso l’intervento pubblico violando così le stesse regole che ha imposto agli altri? Non sarebbe la prima volta che il paese più grande dell’Unione Europea, messo di fronte al proprio interesse nazionale, non rispetti quelle regole che pure ha creato.

 

di Frances Coppola, 13 marzo 2015

Alla banca austriaca “congelata”, Hypo Alpe Adria (HAA), è stato finalmente consentito di scongelarsi, liberando un flusso diffuso di perdite. L’agenzia di rating Fitch ha stimato il probabile impatto sulle banche austriache e tedesche.

Forse sorprendentemente, Fitch afferma che le banche tedesche saranno colpite più duramente di quelle austriache […]:

“La moratoria imposta su Heta [la “bad bank” nella quale sono stati racchiusi gli asset tossici di HAA, ndt] dalle autorità austriache il 1 ° marzo 2015 aumenterà la pressione sulle emittenti tedesche di obbligazioni garantite. Queste banche sono largamente esposte attraverso i loro portafogli del settore pubblico perché i titoli garantiti dallo Stato sono garanzie idonee per la cartolarizzazione di obbligazioni garantite del settore pubblico”

Le perdite potrebbero essere considerevoli (il grassetto è mio):

“Assumendo un haircut del 50% e che le banche tedesche detengano circa il 40% delle passività di Heta che sono colpite dalla moratoria, non ci aspettiamo che le perdite collegate ad Heta superino i 15bp del common equity tier 1 ratio (CET1) del settore bancario tedesco. Tuttavia, stimiamo che il costo potrebbe arrivare al 10% dell’utile netto del settore del 2015, dimostrando le potenzialità che ha una singola risoluzione di intaccare le prestazioni di sistemi bancari, anche di grandi dimensioni e diversificati, sotto la direttiva Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD) dell’Unione Europea.”

Ahia.

Inoltre, Fitch ha abbassato a “c” il rating dell’emittente di Pfandbrief Duesseldorfer Hypothekenbank AG (DHB), citando “eventi esterni a partire dal 24 febbraio 2015”. Questo è senza dubbio un riferimento all’annuncio su Heta. Duesselhyp (come è comunemente conosciuta) è particolarmente esposta su Heta attraverso il suo portafoglio del settore pubblico. Il declassamento riflette l’opinione di Fitch che il fallimento sia inevitabile, a meno che Duesselhyp non riceva iniezioni di liquidità e capitale aggiuntivo. Comunque, Fitch suggerisce che Duesselhyp potrebbe essere salvata dal governo tedesco attraverso il Fondo di tutela dei depositi (DPF).:

“Fitch si aspetterebbe in primo luogo un sostegno sistemico dal DPF. Tuttavia, se le risorse del DPF risultassero insufficienti, ci aspetteremmo che sia il governo tedesco a fornire sostegno sistemico tramite il DPF. Questo scenario sarebbe paragonabile al sostegno dato a Bankhaus Lehman AG nel 2008 … ..”

Inoltre, il sostegno potrebbe essere fornito ai depositanti istituzionali così come ai piccoli risparmiatori. […] Come l’Austria, la Germania ha già reso effettivo l’European Bank Recovery and Resolution Directive (EBRRD), che richiede agli obbligazionisti e ai grandi risparmiatori di subire una ristrutturazione dei propri crediti (bail in) prima che sia reso disponibile l’intervento pubblico. Il salvataggio dei depositanti istituzionali con denaro pubblico (bail out) tramite il DPF minerebbe alle fondamenta questa normativa.

Duesselhyp non è l’unica emittente di Pfandbrief che potrebbe essere nei guai:

“Deutsche Pfandbriefbank (bb +) ha una provvista di 120 milioni di euro, circa il 30% della sua esposizione di 395 milioni di euro verso Heta, nei suoi conti 2014, con un taglio all’utile di quasi il 70%. Dexia Kommunalbank Deutschland (che non ha rating), un’altra emittente di Pfandbrief, dovrà sostenere una passività non precisata nel primo trimestre 2015 sui suoi 395 milioni di euro di obbligazioni Heta. Questa cifra rischia di superare i suoi già deboli profitti. E’ probabile che grandi esposizioni verso Heta, o altre Landeshypothekenbanken, siano nei bilanci di altre Pfandbriefbanken.”

Poichè l’haircut previsto è del 50%, non sembra che la ricapitalizzazione di Deutsche Pfandbriefbank sarà sufficiente. Sembra probabile che sia Deutsche Pfandbriefbank che DKB subiranno perdite in conto capitale. L’impatto sulle altre emittenti di obbligazioni garantite è attualmente sconosciuto.

Né il danno è limitato a queste piccole banche specializzate. Anche le Landesbanken regionali sono esposte, soprattutto BayernLB, l’ex proprietaria di HAA, che rischia di perdere 2.35 miliardi di euro (anche se sta attualmente combattendo per vie legali nelle corti sia di Monaco che austriache).

Non c’è dubbio che le autorità austriache intendono imporre un haircut sostanziale su tutte le obbligazioni senior non garantite, comprese quelle coperte da fideiussione da parte dello Stato di Carinzia. Non sono francamente credibili le affermazioni secondo le quali le recenti osservazioni fatte dal ministro delle finanze austriaco Schelling facciano ritenere che alla Carinzia sarebbe permesso di fare default. Poichè l’impatto economico di un default a livello locale si ripercuoterebbe sul bilancio dello stato, permettere alla Carinzia di dichiarare bancarotta sui crediti delle banche tedesche sarebbe politicamente insostenibile. Fitch si aspetta che il governo austriaco revochi le garanzie emesse dalla Carinzia, ed eventualmente anche le garanzie fornite da altri governi regionali austriaci:

Anche se non vi è ancora alcuna dichiarazione ufficiale, ci aspettiamo che il governo centrale austriaco revochi (con una legislazione ad hoc, se necessario) le fideiussioni (‘Gewaehrtraegerhaftung’) dello stato regionale della Carinzia che coprono la maggior parte del debito Heta senior. Altri stati regionali austriaci hanno fornito fideiussioni alle rispettive Landeshypothekenbanken.

Abrogare le garanzie sarebbe sensato. Ma si crea un problema. I sistemi bancari austriaci e tedeschi sono altamente interconnessi: è per questo che il fallimento di una banca austriaca di medie dimensioni ha effetti così ampi. In realtà, i due sistemi dovrebbero essere considerati un unico sistema. Quando le garanzie regionali vengono rimosse, allora l’interconnessione di questo sistema implica che anche banche abbastanza piccole avranno bisogno di elevati livelli di capitalizzazione per evitare di innescare un crollo in stile domino in caso di fallimento. E al momento, le garanzie regionali esentate [da copertura, ndt] contribuiscono al capitale Tier 1. Risolvere questo casino non sarà facile.

[…] Le Landesbanken tedesche rimangono deboli, scarsamente capitalizzate e strategicamente incoerenti, mentre le due maggiori banche tedesche – Commerzbank e Deutsche Bank – affrontano un futuro incerto a causa di costi crescenti, scarsa redditività e multe amministrative e contenziosi potenzialmente illimitati. Mentre scrivo, la Deutsche Bank ha fallito gli stress test negli USA a causa di carenze nei sistemi di gestione e controllo dei rischi, e Commerzbank è stata colpita da una sanzione di 1.45 miliardi di dollari combinata tra l’autorità di regolamentazione degli Stati Uniti e il Dipartimento di Giustizia per rottura delle sanzioni. Ce ne saranno altre in futuro anche in questo caso.

Forse a causa del vasto sostegno statale implicito ed esplicito di cui hanno finora goduto – e forse anche per motivi politici – né il sistema bancario austriaco né quello tedesco hanno ancora subito gli interventi radicali necessari per eliminare la necessità del salvataggio da parte del governo in una crisi sistemica. Resta da vedere se l’impegno dei governi austriaco e tedesco verso il principio del bail-in dei creditori sopravviverà alla ristrutturazione e al consolidamento brutale del loro sistema bancario congiunto che sarà verosimilmente scatenato da quel principio.

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