Zero Hedge: Il Mistero della Scomparsa della Crescita dei Salari in America È Risolto

Zero Hedge discute lo strano caso della mancata crescita dei salari in America, pur in un momento di tanto sbandierata crescita economica e bassa disoccupazione.  Forse che si tratta principalmente  di posti di lavoro precari e a bassa retribuzione? Fatto sta che, disaggregando i dati, addirittura appare che non solo di crescita salariale non si vede neanche l’ombra, ma anzi si è avuto un crollo dei salari per la stragrande maggioranza dei lavoratori. 

 

di Tyler Durden, 12 marzo 2015

Uno dei maggiori enigmi, uno di quelli che hanno profonde implicazioni di politica monetaria, e che ha sconcertato la Fed per tutto lo scorso anno è come sia possibile che, pur con una disoccupazione al 5,5%, non ci sia praticamente alcuna crescita dei salari. Il mistero si infittisce ulteriormente se la Fed dà ascolto ai cosiddetti esperti di economia, che dicono che la crescita dei salari è imminente, se non già in corso, e il problema è solo che non viene registrata dalle varie serie di dati. I dati sul lavoro di venerdì non fanno che confermare che dal crollo della Lehman ad oggi non c’è stata praticamente nessuna crescita dei salari, dato che l’aumento del salario nominale medio per ora lavorata è a malapena sopra il target di inflazione della Fed, anziché al livello a cui la Yellen vorrebbe vederlo, cioè più o meno al 4%.

Wages all employees

Eppure quando i raffinati ed eruditi opinionisti, che solitamente hanno incarichi ben pagati in posizioni di comando, guardano i dati, ci dicono che i salari stanno crescendo.

Com’è possibile?

In effetti il mistero diventa ancora più fitto se anziché guardare ai salari di “tutti gli occupati”, come viene mostrato sopra, si prova a guardare all’80% dei lavoratori classificati dal BLS [Ufficio di Statistica del Lavoro, NdT] come “impiegati nella produzione in ruoli non dirigenziali” che “rappresentano circa i quattro quinti dell’occupazione nelle imprese private non agricole“. L’Ufficio di Statistica del Lavoro li definisce in questo modo:

“Gli occupati nella produzione e in attività connesse comprendono i dirigenti e tutti i lavoratori che non hanno ruoli dirigenziali (inclusi i capisquadra e gli apprendisti) addetti a: fabbricazione, elaborazione, assemblaggio, ispezione, ricezione, magazzino, trattamento, imballaggio, stoccaggio, spedizioni, autotrasporti, rimorchi, manutenzione, riparazione, pulizie, servizi di guardia, sviluppo dei prodotti, produzioni ausiliarie per l’impianto stesso (ad esempio alle centrali elettriche), registri, e altri servizi strettamente connessi alle attività produttive sopra elencate.

Gli occupati in ruoli non dirigenziali comprendono tutti coloro che lavorano in imprese private produttrici di servizi e che non sono al livello dirigenziale. Questo gruppo comprende ruoli come: impiegati d’ufficio e di segreteria, riparatori, addetti alle vendite, operatori, autisti, medici, avvocati, ragionieri, infermieri, assistenti sociali, collaboratori di ricerca, insegnanti, redattori, fotografi, estetisti, musicisti, ristoratori, custodi, camerieri, installatori e riparatori di linee elettriche, braccianti, bidelli, guardiani, e altri lavoratori e livelli occupazionali simili i cui servizi sono strettamente connessi a quelli sopra elencati.”

Il BLS aggiunge che “questi gruppi rappresentano circa i quattro quinti dell’occupazione totale delle imprese private non agricole”. I rimanenti sono all’opposto: sono quelli che il LA Times definisce “principalmente occupati nella direzione, supervisione o pianificazione del lavoro degli altri”.

In altre parole “dirigenti”, boss e altri “leader”.

I numeri sono importanti: gli impiegati nella produzione in ruoli non dirigenziali rappresentano l’80% della forza lavoro effettivamente occupata. Questo è importante nel momento in cui si guarda al prossimo grafico, che mostra l’aumento annuale nella retribuzione oraria solo per gli occupati nella produzione in ruoli non dirigenziali.

A questo punto chiediamo a tutti gli economisti di distogliere lo sguardo, perché la situazione si fa assai brutta:

wages of non_supervisory employees

Come riportato dal BLS, non solo la crescita annua dei salari dell’80% della forza lavoro non sta crescendo, ma di fatto sta crollando ai livelli più bassi dall’inizio della crisi Lehman!

Ma se i salari dell’80% della forza lavoro stanno precipitando mentre nel complesso il grafico del salario medio resta piatto, ciò significa che gli stipendi dei dirigenti americani, vale a dire dei “capi” stanno…

Bingo.

Il grafico sotto mostra come si sono evolute le retribuzioni per ora lavorata dei “dirigenti” dall’inizio della seconda Grande Depressione ad oggi. Notate le differenze con il grafico sopra.

wages of supervisory employees_2

Ed ecco qui, signore e signori, l’impennata nella crescita dei vostri salari: se ne va tutta dritta nelle tasche di quel fortunato 20% di lavoratori americani che sono lì a dare ordini, a vestire in giacca e cravatta e a sembrare importanti.

Sì – i salari crescono, ma per quelli che ne hanno meno bisogno, cioè per “quelli che comandano”.

In altre parole, proprio tutti quegli economisti che un giorno dopo l’altro continuano a ripetere, fottendosene della realtà, che i salari stanno aumentando…

Be’, provate a indovinare: hanno proprio ragione… se si parla dei loro salari! E’ solo su quel piccolo particolare dei salari di tutti gli altri, che hanno torto marcio.

E così, la prossima volta che qualcuno vi chiede perché non c’è una ripresa generalizzata dei consumi per l’intera popolazione, fategli semplicemente vedere i grafici qui sopra.

E con ciò, il misterioso caso della scomparsa della crescita salariale in America, è chiuso.

Fonti: BLS, St. Louis Fed

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