Un mini-post di Paul Krugman suggerisce un provocatorio confronto tra l’Islanda, paese di poco più di 320.000 abitanti dotato di sovranità monetaria, e la Contea di Mercer (negli USA), dove si trova l’Università di Princeton in cui lui insegna. Noi potremmo fare lo stesso confronto con Firenze o con Bari. Ciò dovrebbe far riflettere quelli che, da noi, dicono che l’Italia è “troppo piccola” per potersi permettere una propria sovranità monetaria.

 

di Paul Krugman, 22 marzo 2015

Questa economia ha una propria moneta:

islanda

 

Quest’altra invece no:

mercer_county

 

Ciò vi crea qualche problema?

La cosa davvero sorprendente è che l’Islanda se l’è cavata benissimo con la propria moneta indipendente, che le ha risparmiato l’immenso costo della svalutazione interna. Ora, non sto dicendo che bisogna creare la moneta della Contea di Mercer — per quanto, se mai ciò dovesse accadere, suggerisco che si chiami Plumdollar o Evanovich. Ma chiedersi il perché è un esercizio interessante per la teoria delle aree valutarie ottimali.