La maggioranza dei tedeschi vuole la Grecia fuori dall’euro

CNBC commenta i dati di un recente sondaggio d’opinione in Germania, che mostrano quanto velocemente si siano deteriorate le relazioni nell’eurozona dopo i dibattiti degli ultimi mesi. Ora la maggioranza dei tedeschi vorrebbe la Grecia fuori dall’euro. Istituzioni e vertici europei, invece, non la pensano (ancora) così. È comunque evidente che le condizioni politiche per la sopravvivenza della moneta unica sono irrealizzabili.

 

di Holly Ellyatt, 18 marzo 2015

Mentre cresce la frustrazione per l’atteggiamento combattivo del governo greco nelle trattative sulla posizione della Grecia nell’eurozona, dati recenti mostrano che la maggioranza dei tedeschi sarebbe felice di lasciar uscire la Grecia dalla moneta unica.

Secondo un sondaggio di YouGov in Germania, pubblicato martedì, durante gli ultimi mesi l’opinione pubblica nella più grande economia dell’eurozona si è drasticamente rivoltata contro i vicini del sud dell’area euro .

Secondo un’indagine online condotta da YouGov.de su 1.012 persone, nel periodo tra metà febbraio e metà marzo il numero dei tedeschi favorevoli alla cosiddetta “Grexit” è cresciuto dal 48 al 59 percento.

Nel frattempo, il numero dei tedeschi favorevoli alla permanenza della Grecia nell’eurozona è sceso dal 34 percento di febbraio al 23 percento di marzo.

Il sondaggio è stato condotto tra l’11 e il 13 febbraio, e poi tra il 13 e il 16 marzo, afferma YouGov sul suo sito tedesco. In quel periodo c’è stata una crescita delle tensioni tra la Grecia e la Germania, e in generale nell’eurozona.

Nello specifico, il sondaggio si è svolto in un momento in cui le tensioni tra Grecia e Germania si sono intensificate, con le dispute tra il Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e il suo omologo tedesco, Wolfgang Schaeuble, al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica.

Negli ultimi giorni, le accuse su Varoufakis che avrebbe “mostrato il dito medio” alla Germania hanno riempito i titoli dei giornali, sebbene nelle ultime settimane entrambe le parti si siano reciprocamente accusate di un comportamento “offensivo” durante le recenti trattative per estendere il programma di salvataggio greco di altri quattro mesi.

La Grecia è stata la destinataria di due salvataggi del valore di 240 miliardi di euro, che sono stati supervisionati dalla “troika”, formata dalle istituzioni internazionali: Banca Centrale Europea, Commissione Europea, e Fondo Monetario Internazionale.

La Germania, “fiscalmente disciplinata”, ha spinto per l’austerità come mezzo per riportare sui binari l’economia dell’eurozona, e questo ha fatto di Berlino il bersaglio della rabbia greca, sia da parte dei cittadini che dei politici. D’altra parte, i tedeschi sono arrabbiati per quel che considerano come offese e ingratitudine da parte della Grecia, nel momento in cui sono i suoi maggiori creditori tra i paesi dell’eurozona.

Da quando il nuovo governo di sinistra sotto la guida del Primo Ministro Alexis Tsipras è arrivato al potere in gennaio, questi sentimenti si sono intensificati, specialmente quando Tsipras e il suo partito hanno cercato di cambiare i termini e le condizioni del salvataggio.

Di conseguenza, le prospettive di una “Grexit” sono tornate alla ribalta, dice Daniele Antonucci, economista europeo alla Morgan Stanley.

Al contrario di quanto dicono molti commentatori, non pensiamo che le probabilità di un’uscita dall’euro siano diminuite“, ha detto Antonucci martedì in una nota, aggiungendo che Morgan Stanley quota la probabilità della Grexit da uno a quattro nei prossimi sei mesi.

La situazione greca si sta deteriorando rapidamente. L’economia è in recessione, le entrate fiscali sono inferiori agli obiettivi, i depositi bancari stanno abbandonando il sistema e la volatilità politica sembra in crescita, sia nel paese che nelle relazioni con i creditori ufficiali. Le possibilità di vedere raggiunto un rapido compromesso sono diminuite.

Le tensioni economiche e finanziari sono state accompagnate da un’atmosfera politica sempre più gelida, mentre il Primo Ministro greco Alexis Tsipras sembra essere rimasto sempre più isolato in Europa.

Il governo greco dovrà affrontare una situazione finanziaria disperata nelle prossime settimane, specialmente perché i creditori non sembrano disposti ad allentare le condizioni per l’estensione dei prestiti concordata lo scorso mese“, ha detto Wolfango Piccoli, amministratore delegato del servizio di consulenza di rischio Teneo Intelligence, in una nota dello scorso martedì.

Lasciando da parte il problema della crisi di liquidità, la strategia nazionalista del governo sta gettando le basi per un periodo di intensa agitazione ed incertezza“, ha aggiunto, dicendo che la mancanza di esperienza al governo da parte di Tsipras sta iniziando a rendersi evidente, dato che egli si trova di fronte ad un partito diviso al suo interno e isolato all’estero.

Reuters riporta che secondo un un portavoce del governo greco,  questo mercoledì Tsipras durante l’incontro con i leader europei, a margine del vertice di Bruxelles di questa settimana, solleverà la questione di un aumento della liquidità a disposizione dell’economia greca.

Nonostante le prospettive difficili e il recente “inasprimento della retorica da parte di entrambi“, c’è ancora una volontà di mantenere la Grecia nell’eurozona, ha fatto notare Piccoli, dicendo che “l’uscita dall’euro è ancora poco probabile (al 20 percento)“.

Martedì la Grecia ha deluso i suoi maggiori creditori, rifiutandosi di aggiornare gli altri membri dell’eurozona sui progressi delle sue riforme durante una teleconferenza che era in programma, secondo un report di Reuters, insistendo invece che tali discussioni dovrebbero essere portate a un vertice dell’Unione Europea in programma per giovedì.

A dimostrazione che la pazienza verso la Grecia si sta esaurendo, il capo degli affari finanziari dell’UE [Pierre Moscovici, NdT] ha detto mercoledì in un’intervista di non essere disposto a mantenere la Grecia nell’eurozona a qualsiasi costo, sebbene un’uscita della Grecia sarebbe un grande danno per l’unione monetaria.

L’Eurogruppo (il gruppo dei ministri delle finanze dell’area euro) a grande maggioranza vuole mantenere la Grecia nell’eurozona“, ha detto Pierre Moscovici, il capo degli affari finanziari, al quotidiano tedesco Die Welt. “Degli incidenti finanziari possono accadere. Il nostro obiettivo, però, non è quello di organizzarli, ma di prevenirli“.

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