Come riporta Zerohedge, una Grecia messa alle corde dai creditori europei potrebbe rivolgersi alla Russia per avere sostegno finanziario. L’operazione sarebbe molto conveniente per Mosca: aumenterebbe la sua influenza in Europa a un prezzo irrisorio, visto che i finanziamenti concessi alla Grecia prenderebbero la strada del FMI e da lì all’Ucraina, altro esempio di stato che “beneficia” delle meraviglie finanziarie UE, e che ha enormi debiti in scadenza con la russa Gazprom. L’incontro previsto la prossima settimana tra Putin e Tsipras potrebbe avere risvolti interessanti.

 

di Tyler Durden, 29 marzo 2015

Mentre Atene si prepara a cercar di convincere i creditori dell’eurozona che il suo ultimo pacchetto di proposte di riforma rappresenta un tentativo credibile per affrontare la crisi fiscale della Grecia, e mentre i depositanti greci corrono il rischio molto reale di fare ben presto la fine di quelli di Cipro, un Alexis Tsipras senza potere contrattuale affronta una scelta piuttosto sgradevole: inchinarsi alla Troika che “vuole riforme reali… ossia che la Grecia infine implementi alcuni/tutti i licenziamenti nel settore pubblico a lungo promessi e mai attuati ” oppure, per citare il Credit Suisse, essere “bombardata digitalmente fino al ritorno al baratto.” Purtroppo per la popolazione greca, quest’ultima possibilità sembra essere molto più probabile della precedente. Secondo il WSJ:

Secondo alcuni funzionari dell’eurozona,  le proposte greche per un nuovo programma di salvataggio non sono abbastanza dettagliate da soddisfare i creditori internazionali, rendendo sempre più probabile che Atene rimanga parecchie settimane senza una nuova infusione contanti, di cui ha un disperato bisogno…

Le proposte erano frammentarie, vaghe,  e in alcuni casi i colleghi greci non sono stati in grado di spiegarne tecnicamente le implicazioni pratiche “, ha detto un funzionario dell’eurozona. “Quindi, speriamo che presentino qualcosa di meglio la prossima settimana.” 

Alti funzionari finanziari dell’eurozona terranno una teleconferenza mercoledì per discutere della situazione. Ma le fonti hanno detto che è altamente improbabile che ministri dell’eurozona si incontrino prima di metà aprile per erogare più soldi alla Grecia. Il che significa che Atene dovrà racimolare il denaro sia per pagare  stipendi e  pensioni a fine mese che per rimborsare il debito al FMI per un ammontare di 460 milioni di euro  il 9 aprile.

Come promemoria, ecco due grafici che mostrano l’urgenza della situazione:

 

Eurasia 1 e 2

Eurasia 3

Nonostante quella che è senza dubbio una prospettiva piuttosto disastrosa, Atene ha ancora una carta da giocare, perché come abbiamo notato la scorsa settimana, “una volta che arriverà la prima settimana di aprile e la Grecia finirà ufficialmente i soldi in cassa, andrà da chiunque possa fornire i fondi necessari ad evitare la guerra civile, anche se questo significa riconvertire le sue alleanze, dall’Europa verso l’Unione economica eurasiatica, una cosa che la Russia non vede l’ora di realizzare, e che già alcuni mesi fa noi abbiamo predetto che si sarebbe verificata. ” Con l’incontro tra Tsipras e Putin previsto tra poco più di una settimana, si può scommettere che Mosca non vorrà sprecare l’opportunità di procurarsi un certo potere di influenza sull’Europa, di fronte a una situazione sempre più conflittuale nell’Ucraina orientale. Mosca, infatti, definisce la visita di Tsipras’ un “grande evento” e ha detto che ogni richiesta di assistenza finanziaria sarà “presa in esame”.  Qualche dettaglio in più tramite Ekathimerini:

“Siamo certi che la visita di lavoro del primo ministro greco a Mosca sarà un grande evento per le nostre relazioni bilaterali,” ha detto l’ambasciatore russo Andrey Maslov. “Sarà esaminata la possibilità di una più stretta cooperazione nel campo del commercio, dell’energia, delle questioni tecniche militari, dell’istruzione e della cultura.”

Maslov ha detto a Ekathimerini che qualsiasi richiesta di Atene per un prestito verrebbe “esaminata molto attentamente”, a causa dell’adesione della Grecia all’euro: “Se il governo greco invia una richiesta per un prestito, essa sarà esaminata – come ha detto il ministro degli esteri Sergey Lavrov dopo l’incontro con la sua controparte Nikos Kotzias e come ha confermato il ministro delle finanze russo Anton Siluanov”. 

Maslov ha minimizzato la possibilità che Mosca tolga l’embargo sulle importazioni di cibo dalla Grecia o da altri paesi dell’Unione europea finché l’UE manterrà le sanzioni alla Russia. Tuttavia, l’ambasciatore ha elogiato Atene per aver contribuito a prevenire una frattura nelle relazioni tra l’UE e la Russia. 

“Siamo riconoscenti per gli sforzi della Grecia nel contribuire ad alleviare la tensione nelle relazioni tra Russia e Unione Europea, causata principalmente dalle sanzioni,” ha detto. “La posizione del nostro partner greco e di altri Stati membri dell’UE durante il Consiglio dei ministri degli esteri di gennaio e al vertice dei leader UE in febbraio ha impedito che i falchi… creassero una spaccatura permanente nelle relazioni Russia-UE.”

Questa può infatti essere un’opportunità per Mosca di condurre una quasi-annessione con un prestito (anziché con la forza) e inoltre, tutti i soldi spediti in Grecia alla fine torneranno indietro a Mosca comunque, perché tutto quello che Atene riesce a racimolare per pagare il FMI verrà in pratica girato direttamente a Kiev, che come abbiamo già detto, “è in bancarotta tanto quanto la Grecia, e deve pagare Gazprom al più presto per continuare a ricevere gas, con Gazprom che girerà prontamente i fondi nel caveau personale di Putin.”

Vi lasciamo con quest’ultima nota di Ekathimerini:

“Nel mese di  marzo le pressioni sui depositi bancari greci sono continuate; i funzionari del settore stimano che nelle prime settimane di questo mese famiglie e imprese hanno ritirato 3 miliardi di euro netti.”