In Ucraina una Serie di Strani Omicidi e Suicidi

Russia Today elenca una serie di omicidi e suicidi che negli ultimi mesi hanno colpito funzionari e politici ucraini legati all’ex governo filo-russo di Yanukovich, e che fanno sorgere il fondato sospetto che in Ucraina sia in corso un’eliminazione violenta del dissenso. Nei media occidentali si è parlato molto dell’uccisione di Boris Nemetsov a Mosca, ma si tace di quest’ondata di morti in Ucraina.

 

di Russia Today, 16 aprile 2015

Un ex parlamentare ucraino e forte attivista anti-Maidan, Oleg Kalashnikov, è stato ucciso nel suo appartamento a Kiev. La sua uccisione è solo l’ultima di una serie di strane morti che hanno colpito funzionari del precedente governo e membri del partito dell’ex presidente Yanukovich.

Il 52enne è stato trovato morto nella sua abitazione a Kiev questo mercoledì sera. La morte è stata “provocata da un colpo di pistola” ha detto il Ministero dell’Interno in una dichiarazione sulle indagini di polizia. Il capo dell’investigazione criminale ucraina, Vasily Paskal, ha preso l’indagine sotto il proprio personale controllo e ha promesso di comunicare ai giornalisti il movente e i risultati preliminari delle indagini non appena saranno disponibili.

Le indagini si sono concentrate su cinque possibili moventi del crimine, secondo Anton Gerashchenko, consulente del ministro dell’interno.

Finora le indagini hanno considerato come principale movente dell’omicidio le “attività politiche” di Kalashnikov, legate alla sua “partecipazione all’organizzazione e al finanziamento” degli eventi contro-rivoluzionari in Ucraina. Gerashchenko ha messo l’accento sul fatto che Kalashnikov “conosceva bene” i movimenti anti-Maidan che avevano resistito al colpo di stato dello scorso anno, e che stanno continuando a sfidare le nuove autorità a Kiev.

Senza dubbio l’ucciso sapeva molto su chi finanziava il movimento anti-Maidan e sulle modalità del finanziamento, che costava milioni di hryvnias al giorno a Yanukovich e alla sua cricca. Ora si porta questi segreti nella tomba“, ha detto Gerashchenko, elencando sulla sua pagina Facebook anche altre piste. Debiti d’affari, inimicizie personali, tentativi di rapina e “omicidi di altro tipo”,  sono elencati tra i possibili moventi.

I media ucraini hanno riportato che prima dell’omicidio Kalashnikov aveva ricevuto minacce di violenza fisica per le sue idee politiche, e in particolare per la sua volontà di difendere il diritto degli ucraini a celebrare il 70esimo anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale.

In una lettera spedita ad un amico prima dell’omicidio, Kalashnikov pare avrebbe scritto che “un aperto genocidio contro il dissenso, minacce di morte e continui insulti” sono diventati “la norma“, dopo il suo pubblico appello a  onorare la memoria degli eroi e delle vittime della Grande Guerra Patriottica.

Un parlamentare ucraino ed ex portavoce del gruppo estremista Settore Destro, Borislav Bereza, si è spinto oltre e ha detto che Kalashnikov è stato eliminato dai suoi “ex datori di lavoro“, che stavano chiudendo i conti, “spaventati” che lui avrebbe potuto rivelare dettagli delle loro attività passate. Ma mentre una parte dei segreti è stata “portata nella tomba“, alcune informazioni sono rimaste “in forma elettronica“, ha detto Bereza.

“Una strana serie di suicidi di ex-Regionali [membri del Partito delle Regioni], e adesso l’omicidio di Kalashnikov, pongono degli interrogativi alle autorità giudiziarie. Spero che la società ucraina ottenga una risposta”, ha detto Bereza.

Nel frattempo Oleg Tsarev, portavoce parlamentare dell’autoproclamato Novorossiya, si è detto d’accordo sul fatto che l’omicidio di Kalashnikov sia l’ultimo anello di una catena di misteriose morti che hanno riguardato gli ex sostenitori del Partito delle Regioni.

È certamente un omicidio politico. In Ucraina è diventato estremamente difficile mantenere il proprio punto di vista, non arrendersi, ed esprimerlo pubblicamente“, ha detto Tsarev a Lifenews. “È certamente un omicidio fatto per rappresaglia.”

L’omicidio sarebbe un avvertimento per tutti quelli che osano opporsi al governo di Kiev, che può fare ciò che vuole contro i propri oppositori, sostiene Tsarev.

Negli scorsi mesi almeno otto funzionari dell’ex governo ucraino sono morti in modo misterioso, e sono stati considerati suicidi nella maggior parte dei casi.

Il 29 gennaio l’ex presidente del governo regionale di Kharkov, Aleksey Kolesnik, è stato trovato impiccato.

Il 24 febbraio, l’ex membro del Partito delle Regioni, Stanislav Melnik, è morto ucciso da un colpo di pistola, ed è stato considerato un suicidio.

Il 25 febbraio, diverse ore prima del suo processo, il sindaco di Melitopol, Sergey Valter, è stato trovato impiccato senza aver lasciato nessun messaggio.

Il giorno dopo, il 26 febbraio, il vicedirettore della polizia di Melitopol, Aleksandr Bordyuga, che a quanto è stato riferito era l’avvocato di Valter,  è stato trovato morto nel suo garage.

Il 26 febbraio, un ex parlamentare ed ex presidente dell’amministrazione dello stato regionale di Zaporozhye è stato trovato morto per una ferita da colpo di pistola al collo. La sua morte è stata considerata dalle indagini come un suicidio.

Il 28 febbraio un ex membro del Partito delle Regioni, Mikhail Chechetov, si è gettato dalla finestra del 17esimo piano del suo appartamento a Kiev, lasciando una lettera d’addio.

Il 14 marzo, il pubblico ministero 32enne Sergey Melnichuk è caduto dalla finestra del suo appartamento al nono piano a Odessa.

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