A.E. Pritchard sul Telegraph offre un aggiornamento della situazione greca: lo scontro col FMI sembra diventato inevitabile, il “falco” Schaeuble minaccia apertamente un’espulsione dall’euro del paese, e mentre molti temono un effetto politico a catena e una catastrofe in politica estera, sembra che nulla possa sbloccare la situazione di impasse. 

 

di Ambrose Evans-Pritchard 17 aprile 2015

Il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito la Grecia, con il linguaggio  più duro usato sinora, che un ritardo nei pagamenti del debito sarebbe un evento senza precedenti con nessuna giustificazione morale.

Non c’è mai stata un’economia avanzata che chieda dilazioni nei pagamenti“, ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fondo.

Chiaramente non sarebbe una condotta idonea o raccomandabile. Comporterebbe ulteriori contributi da parte della comunità internazionale  e alcuni di questi paesi sono anche in una situazione peggiore di quelli che chiedono la dilazione”, ha dichiarato, chiarendo che il Fondo non è disposto a violare le sue regole per scongiurare una resa dei conti.

Questi commenti giovedì hanno innescato una fuga dal debito greco, facendo salire i rendimenti a tre anni di 280 punti base, a quasi il 27%.

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Questo è successo il giorno dopo che Standard &Poor’s ha tagliato il rating della Grecia a CCC+, avvertendo che in mancanza di un ulteriore aiuto il suo debito sarebbe diventato “insostenibile”.

C’è una situazione critica di liquidità adesso“, ha detto Moritz Kraemer, responsabile dei rating sovrani dell’agenzia.

Quanto tempo ci vorrà prima che le casse siano vuote, non lo so. Non penso che il governo greco lo sappia, ma è una questione di settimane” ha detto al Telegraph.

La Grecia sta preparando misure drastiche per poter pagare una tranche di 1,7 miliardi in salari e pensioni, il che significa che dovrà prendere i soldi dalla cassa delle imprese statali, presso la banca di Grecia.

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Funzionari ad Atene hanno detto che il governo Syriza alla fine sarà costretto a razziare i fondi pensione del paese, una manovra disperata per evitare il fallimento. Un ministro ha dichiarato in privato che sarebbe meglio ammettere la bancarotta e farla finita anziché prolungare l’agonia in modo così distruttivo.

La signora Lagarde ha detto che il FMI è preoccupato a causa della “situazione di liquidità” della Grecia, ma ha rifiutato di ipotizzare i potenziali pericoli per il sistema finanziario globale se il paese fosse espulso dall’euro.

Il capo economista del fondo, Olivier Blanchard, ha detto che un Grexit sarebbe estremamente doloroso” per la Grecia, ma non sarebbe “una passeggiata” nemmeno per l’eurozona, nonostante le misure introdotte negli ultimi due anni, e che “turberebbe sicuramente i mercati finanziari“.

Lo scontro con il FMI si palesa mentre il ministro delle finanze greche, Yanis Varoufakis, arriva a Washington per incontrare il presidente Barack Obama, un incontro che ha suscitato un certo stupore negli ambienti diplomatici.

L’amministrazione Obama ha dichiarato di voler fare una “mediazione onesta”, rifiutando di appoggiare l’agenda di austerità dell’eurozona e incolpando sia le potenze creditrici dell’Europa che la Grecia per il perpetuarsi dell’interminabile crisi.

A febbraio Obama aveva detto  che non aveva senso continuare a spremere dei paesi in recessione e aveva avvertito che ulteriori tagli erano “insopportabili per la società greca e per il sistema politico“. La sua decisione di violare le regole del protocollo e tenere un incontro con il ministro delle finanze nell’ufficio ovale è un potente gesto di solidarietà verso la Grecia, anche se la Casa Bianca è esasperata dalle posizioni troppo rischiose di Syriza.

La signora Lagarde ha detto che informerà Varoufakis sui “precedenti e quella che finora è stata la storia” degli arretrati nei confronti del FMI, alludendo allo stato di semi-sacralità di cui il fondo pensa di godere in quanto prestatore di ultima istanza del mondo.

Syriza aveva sperato di evitare un conflitto con il Fondo – ritenendo che la Banca centrale europea sia il vero nemico in questo dramma – ma il calendario dei rimborsi del debito non le concede questo lusso. Devono pagare al FMI quasi 1 miliardo di euro in due tranche all’inizio di maggio.

Fonti ad Atene dicono che i principali esponenti del partito ora considerano i ritardi nei pagamenti al FMI come un male necessario e come forse l’unico modo per inviare un messaggio chiaro alle autorità della UE e alle potenze creditrici, che non possono insistere sulle stesse richieste come se nulla fosse cambiato.

Non è un grosso problema andare in mora. In realtà non succede nulla per settimane e francamente a questo punto è l’unico modo per Syriza di mostrare che fa sul serio”, ha detto un ex funzionario della BCE, che ora sostiene i greci.

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I leader del partito hanno detto al Telegraph che, se costretti a scegliere tra un tradimento nei confronti del popolo greco e uno nei confronti del FMI, opteranno per quest’ultimo.

Sostengono che il FMI ha rinunciato al suo diritto a un trattamento speciale quando ha appoggiato il programma di salvataggio progettato dalla UE nel 2010, che ha violato le regole interne del FMI ed era destinato a salvare l’euro e le banche dell’Europa, piuttosto che a salvare la Grecia.

Wolfgang Schaeuble, il ministro delle finanze tedesche, mercoledì in una riunione a New York ha rotto  il suo lungo silenzio sulla crisi greca, accusando Syriza di “distruggere” tutti i progressi fatti dalla Grecia negli ultimi tre anni. “Nessuno ha idea di come sia possibile raggiungere un accordo su un programma ambizioso,” ha detto.

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Schaeuble ha avvertito ancora una volta i greci di non tentare la sorte, insistendo sul fatto che l’eurozona può fare tranquillamente a meno di loro.

Se si guarda alla Grecia, non è una parte importante dell’economia dell’eurozona nel suo complesso. La maggior parte dei partecipanti ai mercati finanziari ci dicono che i mercati hanno già incorporato tutti gli scenari nelle loro valutazioni. Non si vede alcun contagio,” ha detto.

La stampa tedesca ha detto che questi commenti sembrano farsi beffe di un ordine esplicito da parte della Cancelliera Angela Merkel di desistere da ulteriori osservazioni ostili. Ovviamente lei è infastidita dai tentativi appena dissimulati di Schaeuble di buttare la Grecia fuori dall’Unione monetaria, perché teme che ciò potrebbe innescare una reazione politica a catena e portare a una catastrofe nella politica estera.

Bernd Riexinger, il Presidente del partito tedesco Linke, ha accusato il partito di governo dei cristiano democratici (CDU) di fare  in Grecia una “carneficina neo-liberista” e li ha accusati di stare scavando la tomba dell’unità europea per ottenere dei vantaggi politici interni per il proprio partito.

La commissione finanze della CDU ha ora apertamente chiesto l’introduzione di una valuta parallela in Grecia o un vero e proprio “Grexit“. “L’Eurozona deve urgentemente preparare un piano B per la Grecia“, ha detto.

Per aumentare la confusione, il Die Zeit ha riferito che Berlino offrirà alla Grecia un default ordinato e il ritiro dall’euro, con il sostegno della BCE e di Bruxelles, per stabilizzare il paese mentre si riadatta alla dracma.

Il problema è che Syriza deve accettare lo stesso pacchetto di riforme imposte dalla Troika UE-FMI che ha già respinto. Sembra che nulla possa sbloccare la situazione di impasse.