Ashoka Mody: Il FMI Deve Correggere i Suoi Errori sulla Grecia

Su Bruegel, l’economista indiano Ashoka Mody sottolinea l’incoerenza del Fmi, che da un lato ammette imperdonabili errori nei confronti della Grecia, e dall’altro continua a pretenderne i pagamenti, mentre sarebbe certamente doveroso riconoscere le proprie responsabilità  e condonare il debito.  E’ bene sottolinearlo, anche se sappiamo perché la coerenza non rientri tra le prerogative del Fondo monetario internazionale.

di Ashoka Mody, 21 Aprile 2015

I crescenti problemi finanziari del governo greco lo stanno portando a considerare l’impensabile: fare default su un prestito del Fondo monetario internazionale. Invece di chiedere il rimborso e ulteriore austerità, il Fmi dovrebbe riconoscere le proprie responsabilità per la difficile situazione del paese e condonare gran parte del debito.

L’oneroso debito della Grecia verso il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e i governi europei, può esser fatto risalire all’aprile 2010, quando queste istituzioni hanno commesso un errore fatale. Invece di permettere alla Grecia di fare default sui propri debiti insostenibili verso i creditori privati, hanno scelto di prestarle dei soldi per pagare interamente il suo debito.

A quel tempo, molti auspicavano una immediata “ristrutturazione” del debito detenuto dai privati, che avrebbe fatto così ricadere le perdite sulle banche e sugli investitori che avevano prestato denaro alla Grecia. Tra di loro c’erano diversi membri del Consiglio del Fmi e Karl Otto Pohl,  ex presidente della Bundesbank e architetto dell’euro. Il Fmi e le autorità europee risposero che la ristrutturazione avrebbe causato il caos finanziario globale. Come osservò candidamente Pohl, si trattava solo di una copertura per il salvataggio delle banche tedesche e francesi, che erano state tra i più grandi fautori della dissolutezza greca.

In definitiva, l’approccio delle autorità ha semplicemente sostituito un problema con un altro: il Fmi e i finanziamenti ufficiali europei sono stati utilizzati per rimborsare i creditori privati. Così, nonostante una ristrutturazione tardiva nel 2012, i debiti della Grecia rimangono insostenibili – solo che ora sono quasi interamente nei confronti dei creditori ufficiali.

Cinque anni dopo che la crisi è iniziata, il debito pubblico è salito dal 130 per cento del prodotto interno lordo a quasi il 180 per cento. Nel frattempo, una profonda crisi economica e deflazione hanno gravemente compromesso la capacità del governo di rimborsare.

Praticamente tutti sono ormai d’accordo che spingere la Grecia a pagare i suoi creditori privati ​​è stata una cattiva idea. L’austerità fiscale necessaria era semplicemente troppo grande, e ha causato il collasso dell’economia. In un rapporto del 2013 il Fmi ha riconosciuto l’errore sulla Grecia, e in un recente documento del suo staff, il Fondo ha affermato che quando la crisi minaccia di diffondersi, si dovrebbe cercare una soluzione globale collettiva piuttosto che costringere l’economia in difficoltà a sopportare l’intero onere. Il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard, ha avvertito che più austerity schiaccerà la crescita.

Stranamente, la via proposta dal Fmi per la Grecia rimane invariata: prendere in prestito più soldi (questa volta dalle autorità europee) per rimborsare un gruppo di creditori (il FMI) e rimanere concentrati sull’austerità. Le ultime previsioni del fondo presuppongono che l’avanzo di bilancio del governo (al netto degli interessi) raggiungerà il 4,5 per cento del PIL, il che significa stringere la cinghia a un livello che pochi governi hanno mai sostenuto per un periodo di tempo significativo.

Seguendo l’esempio della Germania, i funzionari del FMI hanno riposto la loro fiducia nelle “riforme strutturali” – cambiamenti nel lavoro e in altri mercati che dovrebbero migliorare il potenziale di crescita a lungo termine dell’economia greca. Dovrebbero saperne di più. L’ultimo World Economic Outlook del Fondo critica l’idea che tali riforme possano affrontare il problema del debito greco in modo affidabile e tempestivo. Le misure più valide sono quelle che agevolano la ricerca e lo sviluppo e contribuiscono a stimolare i settori ad alta tecnologia. Tutto questo va nella direzione giusta, ma non produce effetti nei prossimi cinque anni. La priorità deve essere quella di evitare che la Grecia sprofondi in una spirale di deflazione da debito. Purtroppo, alcune riforme effettivamente accelereranno la spirale a causa di un indebolimento della domanda.

Il 9 aprile, la Grecia ha rimborsato 450 milioni di € al FMI, e deve pagare altri 2 miliardi di dollari tra maggio e giugno. Il direttore del FMI, Christine Lagarde, ha messo in chiaro che ritardi nei rimborsi non saranno tollerati. “Per quanto mi riguarda, sicuramente non potrei accettarlo”, ha detto a Bloomberg Television.

Inevitabilmente, si arriverà alla riduzione del debito – ma col contagocce e con una sofferenza incessante. Il governo greco dovrà trattenere i pagamenti ai fornitori e ai lavoratori, e razziare i fondi pensione. Tra cinque anni, lo stress economico e sociale del paese potrebbe essere ancora più grave. La domanda sarà: perché il debito non è stato condonato prima? Nessuno è disposto a confrontarsi con questa sgradevole aritmetica, e l’illusione prevale.

Avendo fallito il suo primo test greco, il Fondo monetario internazionale rischia di fallire di nuovo. Rimane intrappolata dalle priorità degli azionisti, tra cui negli ultimi anni il Regno Unito e Germania. Per riaffermare la sua indipendenza e riscattare la credibilità perduta, dovrebbe cancellare una grossa fetta del debito della Grecia e costringere gli azionisti ricchi a sopportare le perdite.

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