New York Times: La Finlandia, Ex Fiore all’Occhiello dell’Eurozona, Sta Vacillando

Il New York Times racconta come la Finlandia—un tempo uno dei più aggressivi falchi, assieme alla Germania, nel pretendere la rigidità fiscale per i paesi del sud dell’eurozona—, sia ora in grave difficoltà. Nuovamente in recessione, l’economia finlandese sta facendo addirittura peggio di quella italiana, e meglio solo della disastrata Grecia. (La dinamica che ha portato la Finlandia allo sfacelo fu spiegata qui dal prof. Bagnai.)

 

di David Jolly, 13 maggio 2015

Che delusione!

Fino a poco fa la Finlandia era la “tigre del nord”, con una casa produttrice di telefoni cellulari, la Nokia, che era all’avanguardia nel mondo. E anche quando la crisi finanziaria e i problemi del debito sovrano in Europa hanno iniziato a gettare una luce impietosa sulle finanze dell’eurozona, i leader finlandesi erano tra i più forti sostenitori della cancelliera tedesca nell’insistere perché si applicasse una rigida disciplina di bilancio come medicina per i paesi più deboli dell’area euro.

Ora è proprio la Finlandia a sembrare un paese debole. La sua economia si è contratta dello 0,1 percento nel primo trimestre del 2015, come mostrato dai dati ufficiali usciti mercoledì. Si tratta del secondo calo consecutivo nei dati trimestrali, per cui secondo la definizione tradizionale si può parlare di recessione.

I fattori che hanno portato a ciò includono gli effetti delle sanzioni economiche imposte dall’Occidente contro la Russia, che è il terzo più importante partner commerciale per la Finlandia, subito dopo Germania e Svezia. C’è anche il declino della Nokia nella produzione mondiale di smartphone.

Perfino l’Italia e la Spagna, paesi che qualche anno fa sembravano sul punto di essere espulsi dall’eurozona, nell’ultimo trimestre sono riusciti a fare di meglio. Tra i membri dell’eurozona infatti solo la Finlandia e l’inguaiata Grecia sono tuttora in recessione, e gli economisti hanno iniziato a screditare la competitività della forza lavoro finlandese.

Per aggiungere al danno la beffa, questo mercoledì la Commissione Europea ha detto che entro due settimane deciderà se è il caso di aprire una “procedura per deficit eccessivo”, un tipo di controllo amministrativo che potrà portare ad una multa, dovuta al fatto che le finanze pubbliche della Finlandia non sono più in linea con le regole europee.

Questo ottobre la Finlandia ha perso la sua tripla A sul rating del debito emesso da Standard & Poor’s, agenzia che ha citato il rischio di “stagnazione prolungata” come motivazione per il declassamento. S&P ora ha attribuito una AA+. Fitch e Moody’s, invece, continuano a mantenere una tripla A.

I guai della Finlandia non sono nemmeno un disastro per l’eurozona. Il paese infatti conta per appena l’1,9 percento dell’economia dell’area euro. I suoi problemi sono, in un certo senso, solamente suoi.

Eero Lehto, economista presso il Labour Institute for Economic Research di Helsinki, ha detto che la Finlandia è stata frenata da una serie di fattori che potrebbero non durare a lungo. Le esportazioni verso la Russia sono “crollate” dopo le sanzioni imposte dall’Occidente a causa degli interventi russi in Ucraina, ha detto, e per di più c’è stato un calo dei turisti russi in Finlandia dovuto alla rapida discesa del valore del rublo.

L’economia di questo paese di 5,4 milioni di persone è stata colpita negativamente anche dalla caduta della domanda dei suoi prodotto forestali, tra cui la carta, dal momento che sono cresciute le comunicazioni digitali, ha notato Lehto.

Poi c’è la Nokia. L’azienda, che una volta era il maggior produttore mondiale di telefoni cellulari, ha contato da sola per un quasi un quarto della crescita economica della Finlandia nel decennio che ha preceduto la crisi finanziaria globale. Ma poi questo campione nazionale della tecnologia non ha saputo adattarsi alla rivoluzione degli smartphone e alla fine è stata abbattuta da Apple e Samsung.

Lehto dice che la caduta della vendita di telefoni della Nokia, che nel 2014 è stata acquisita da Microsoft, è costata molte migliaia di posti di lavoro ben pagati, così come è costata la scomparsa degli immensi profitti che l’azienda portava all’economia finlandese, e questo richiederà un doloroso periodo di aggiustamento.

Ma penso che siamo a un punto di svolta“, ha detto, indicando come gli ex impiegati della Nokia stanno trovando nuovi lavori nel settore tecnologico del paese. “È una specie di processo di distruzione creatrice“.

Categories Fonti Nazioni Voci dall'estero