The Guardian: L’estrema destra entra nella coalizione di governo in Finlandia

Il prestigioso The Guardian riferisce la situazione politico-economica della Finlandia. Anche nel paese “virtuoso” il centrosinistra si è piegato alle logiche della Realpolitik. Ma applicando rigore e sacrificio si è condannato all’insuccesso, prendendo una sonora sconfitta alle urne e lasciando il paese in piena crisi economica. Ancora una volta, per la sinistra, fare politiche di destra ha avvantaggiato solo la destra.

 

 

Di Jean-Baptiste Chastand, 19 Maggio 2015

 

Il Governo finlandese dovrebbe includere rappresentanti dell’estrema destra dopo che il nuovo primo ministro Juha Sipilä, leader del partito di centro, ha confermato l’apertura delle trattative per portare per la prima volta il populistico Partito dei Finlandesi (PS) in coalizione. Il leader carismatico del PS, Timo Soini, è pronto a diventare ministro, probabilmente delle finanze o degli affari esteri, dopo che il suo partito è finito secondo alle elezioni generali del 19 aprile.

Sipilä ha detto che questa è la “soluzione migliore” per le sfide che il paese deve affrontare, in particolare riguardo l’economia. Ha detto di volere una coalizione forte, capace “di fare le riforme e attuare tali decisioni”. Il terzo partner della coalizione sarà il conservatore Partito di Coalizione Nazionale, guidato dal premier uscente Alexander Stubb. La coalizione avrà una maggioranza confortevole, con 123 seggi su 200.

Sono cominciate le trattative per un’agenda dettagliata di governo. I socialdemocratici, parte del precedente governo, saranno all’opposizione dopo la pesante sconfitta elettorale.

Per tutta la campagna elettorale, Soini, 52 anni, ha assicurato gli elettori che era pronto a governare. Si tratta di un ben noto euroscettico e un critico del pacchetto finanziario di salvataggio per la Grecia.

Soini ha evitato qualsiasi riferimento all’euro durante la campagna elettorale, anche se il manifesto del suo partito afferma chiaramente che la Finlandia dovrebbe rinegoziare i termini di adesione all’Unione Europea e recuperare poteri da Bruxelles. Soini ha anche attenuato le sue critiche sull’immigrazione, anche se non ha fatto alcun tentativo di condannare i commenti xenofobi di altri candidati del PS.

C’è accordo, condiviso dai tre principali partiti che hanno governato in passato, sul fatto che sia preferibile avere i populisti nella squadra di governo, piuttosto che permettere loro di guadagnare terreno stando all’opposizione. Insieme a Belgio e Grecia, la Finlandia è il terzo paese dell’UE che avrà populisti euroscettici nella coalizione di governo.

Anche se Sipilä potrebbe riuscire a venire a patti con la posizione di Soini, la posizione della Finlandia riguardo l’Europa diventerà presto un problema, soprattutto se Soini dovesse diventare ministro delle finanze o degli affari esteri. Stubb, il terzo leader della coalizione, sostiene l’integrazione europea e vorrebbe che la Finlandia aderisse alla Nato. Tuttavia, come gli altri partner della coalizione, ha perplessità riguardo agli aiuti alla Grecia.

I tre partner della coalizione dovranno anche trovare l’accordo sulla spinta verso una severa austerità che Sipilä sta preparando nel tentativo di risanare le finanze del paese, dopo aver sopportato tre anni di recessione e una scarsa crescita nel 2015. Il premier ha annunciato che intende tagliare la spesa pubblica di almeno 6 miliardi di euro durante il suo mandato.

Sipilä sta anche spingendo i sindacati e i datori di lavoro a concordare riforme del mercato del lavoro per aumentare la competitività. Finora non sono riusciti ad accordarsi su una piattaforma comune. I conservatori sono pronti ad attuare drastici tagli della spesa pubblica, ma il PS è più cauto. In diverse occasioni il PS ha dichiarato che le misure di austerità non dovrebbero essere troppo severe.

 

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