Zero Hedge descrive la situazione della Grecia, rimasta del tutto a secco di liquidità e con l’incombenza a fine maggio di pensioni e salari pubblici, e nel corso di giugno del pagamento di 1,5 miliardi di euro al FMI. Si profila forse una manovra in stile Cipro, con prelievi forzati dai conti bancari? Zero Hedge, da americano, teme che ciò possa reinnescare una crisi globale, stavolta di origine europea. (Noi, da europei, temiamo un’Europa che pur di sostenere l’insostenibile euro lascia che avvenga anche questo.)

 

di Micheal Snyder, 20 maggio 2015

Vi ricordate cos’è successo a Cipro quando ha deciso di sfidare l’UE? Alla fine l’intero sistema bancario del paese è crollato e ci sono state confische di denaro dai conti bancari privati. Be’, la Grecia si sta avvicinando ad un finale simile. È da agosto 2014 che il governo greco non riceve più denaro dall’UE o dal FMI. Come potete immaginare, ciò significa che i conti del governo greco sono ormai completamente prosciugati.

Il nuovo governo greco continua a insistere che “non violerà il suo mandato anti-austerità”, ma la vite si sta stringendo. Il tasso di disoccupazione in Grecia è sopra il 25 percento e il sistema bancario è sull’orlo del collasso. Non ci vorrà molto perché si scateni il panico, e si parla già del fatto che, quando ciò avverrà, l’UE abbia in progetto di confiscare il denaro dai conti bancari privati proprio come ha già fatto a Cipro.

Durante tutti gli anni della crisi la situazione non è mai stata disperata come ora per il governo greco. Solo il 12 maggio si è arrivati così vicini al default su un prestito fatto dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). E ora, senza più un soldo rimasto, si vorrebbe che il governo greco ripaghi grosse quote di debito nel corso delle prossime settimane

Atene è riuscita a malapena ad effettuare l’ultimo pagamento (il 12 maggio) al FMI, e lo ha potuto fare solo perché il governo si è accorto che poteva attingere a delle riserve di valuta di cui non era a conoscenza, secondo i media greci.

Kathimerini, un quotidiano greco, ha riportato che il primo ministro Alexis Tsipras aveva scritto a Christine Lagarde, capo del FMI, per avvertirla che la Grecia non sarebbe stata in grado di effettuare il pagamento da 762 milioni di euro.

Alla fine del mese ci saranno da pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici, e secondo queste notizie Atene potrebbe essere in grave difficoltà ad effettuare questi pagamenti. Anche se ci dovesse riuscire, il 5 giugno il paese dovrebbe restituire altri 305 milioni di euro al FMI.

Nelle due settimane dopo il 5 giugno sono previsti altri tre pagamenti, che portano il totale della somma dovuta al FMI nel solo mese di giugno a oltre 1,5 miliardi di euro.

La Germania e gli altri falchi finanziari dell’UE fanno affidamento su queste scadenze incombenti per costringere la Grecia a un altro patto di salvataggio.

Nel frattempo anche le banche greche si trovano in cattive acque. Molte di esse hanno completamente esaurito i collateriali, e in mancanza di un intervento esterno alcune di esse potranno fallire nel giro di qualche settimana. Ciò che segue è riportato da Bloomberg

Le banche greche stanno esaurendo i collaterali di cui hanno bisogno per restare in vita, e questa crisi potrebbe determinare le scelte del primo ministro Alexis Tsipras dopo settimane di braccio di ferro coi creditori.

Mentre i depositi fuggono dal sistema bancario greco, i creditori stanno usando i collaterali lasciati nella Banca Centrale Greca per attingere ad una quota sempre crescente di liquidità di emergenza. Nel peggiore dei casi, quest’ultima àncora di salvezza arriverà ad esaurimento fra tre settimane per il raggiungimento della quota massima, e questo spingerebbe le banche all’insolvenza, secondo alcuni economisti.

“È probabile che il punto di esaurimento dei collaterali sia molto vicino”, hanno scritto Malcolm Barr e David Mackie, analisti per la JPMorgan Chase Bank, in una nota ai clienti del 15 maggio. “Le pressioni sui flussi di cassa del governo centrale, sul sistema bancario, e sul calendario politico stanno tutte convergendo verso la fine di maggio e inizio di giugno.”

Se non si raggiunge un accordo, tra un mese esatto la Grecia potrebbe trovarsi in una crisi stile-Cipro, se non peggio.

E se ciò dovesse accadere, ci sono già voci che parlano dell’imposizione di una “soluzione stile-Cipro”. Leggete cosa ha detto recentemente James Turk al King World News

La Troika (UE, BCE e FMI) non hanno ancora staccato la spina alle banche greche, ma la seguente citazione del Financial Times, uscita questa settimana, dovrebbe suonare da avvertimento per tutti quelli che hanno ancora del denaro o dei depositi in quel paese: “L’idea di presentare un piano stile-Cipro alle autorità greche ha fatto presa su alcuni ministri delle finanze dell’eurozona, secondo un funzionario coinvolto nelle trattative.”

La BCE è immersa fino al collo nel debito greco inesigibile. La BCE non ha però intenzione di segnarsi una perdita sui propri libri contabili. Dato che la Grecia non ha le possibilità finanziarie di ripagare ciò che è diventata ora un’esposizione della BCE per 112 miliardi di euro, la BCE è rimasta con due alternative.

Può spingere i 112 miliardi di debito greco che detiene sul groppone delle banche centrali nazionali dell’eurozona o sui contribuenti, il che sarebbe politicamente inammissibile. Oppure può confiscare i depositi nelle banche greche, come ha fatto a Cipro e come il Financial Times ha riportato.

Non c’è bisogno di dire che la visione di un film del genere scatenerebbe il panico finanziario in tutta Europa.

Vedremo davvero una cosa del genere?

Be’, ricordiamo che in aprile abbiamo già visto il governo greco impossessarsi del denaro “inattivo” nei conti bancari dei governi regionali e dei fondi pensione. Ciò che segue è come Bloomberg riportò quell’evento…

Senza possibilità di alternativa, il primo ministro greco Alexis Tsipras ordinò alle amministrazioni locali e agli enti del governo centrale di spostare la liquidità che avevano in cassa presso la banca centrale come investimento a breve termine nel debito pubblico.

Il decreto di confisca dei depositi detenuti nelle banche commerciali per trasferirli presso la Banca di Grecia potrebbe permettere di raccogliere 2 miliardi di euro, secondo due persone che conoscono la questione. Il denaro sarebbe necessario per poter pagare pensioni e stipendi alla fine del mese, dicono.

“È una decisione politicamente e istituzionalmente inaccettabile” ha detto Giorgios Patoulis, sindaco della città di Marousi e presidente dell’Unione dei Comuni della Grecia, questo lunedì in una dichiarazione. “Nessun governo fino ad ora aveva osato toccare i soldi dei comuni.”

Impossessarsi del denaro depositato nei conti bancari dei privati cittadini sarebbe solo un passo ulteriore.

E ciò che è avvenuto a Cipro appena un paio di anni fa è ancora ben fresco nel ricordo di molti greci. Questo è il motivo per il quale molti hanno ritirato il proprio denaro dalle banche durante le ultime settimane. Quanto segue è stato scritto da Wolf Richter

I greci ricordano bene cosa avvenne a Cipro nel 2013, quando le banche locali ebbero l’ok dall’Europa per attingere i conti privati dei depositanti. Cipro e Grecia sono legati molto strettamente, e molti greci considerano l’isola di Cipro come una “nazione sorella”.

La poca fiducia rimasta verso le banche greche morì quel giorno. La gente ha iniziato a guardare nervosamente ai segnali che potesse avvenire qualcosa di simile anche in patria.

E hanno deciso di agire al primo segnale di pericolo: le banche non possono confiscare il denaro tenuto sotto il materasso. Il denaro può essere portato via e nascosto.

Speriamo che ciò che è avvenuto a Cipro non riaccada in Grecia.

Ma adesso ciascuna parte in causa sta aspettando che sia l’altra a piegarsi.

I tedeschi credono che ad un certo punto la sofferenza economica e finanziaria diventi così grande da costringere il nuovo governo greco a rinunciare alle proprie pretese.

I greci ritengono che la minaccia di una crisi finanziaria totale in Europa spingerà la Germania a fare marcia indietro all’ultimo momento.

E se si sbagliassero entrambi?

Cosa succede se entrambi saranno preparati a tenere il terreno fino a tirarci giù dal burrone, verso il disastro?

È da tempo che avverto che una grossa crisi finanziaria potrebbe essere in arrivo dall’Europa.

Questa potrebbe essere la scintilla che innesca la miccia.