Il The Guardian riporta una fuga di notizie dalla Bank of England: la banca centrale britannica ha incaricato una task-force di studiare in segreto gli effetti di un eventuale Brexit a seguito del referendum sull’adesione alla UE previsto nel 2017. La Banca sostiene che la procedura è appropriata poichè il referendum è un obiettivo dichiarato del governo e che per non influenzare prematuramente il dibattito già infuocato il rapporto deve uscire al momento opportuno, come fatto in occasione del referendum sull’indipendenza della Scozia.

di Philip Inman, 22 maggio 2015

Emergono notizie del progetto sotto copertura, incluse le note su come negarne l’esistenza, dopo che il personale della Banca ne ha per sbaglio inviato i dettagli per e-mail al Guardian

Funzionari della Bank of England stanno portando avanti in segreto studi sugli shock finanziari che potrebbero colpire la Gran Bretagna se si votasse a favore dell’uscita dall’Unione Europea nel prossimo referendum.

La Banca ha fatto saltare la propria copertura venerdì, quando ha accidentalmente inviato via e-mail direttamente al Guardian i dettagli del progetto – incluse le modalità con le quali la banca intende respingere qualsiasi richiesta di informazioni sul proprio lavoro.

Secondo l’e-mail riservata, la stampa e la maggior parte del personale in Threadneedle Street [sede della Banca, NdVdE] devono essere tenuti all’oscuro del lavori in corso, che è stato soprannominato Progetto Bookend [fermalibro, in italiano, NdVdE].

Viene precisato che, se qualcuno chiede del progetto, la task force deve affermare che lo studio non ha nulla a che vedere con il referendum, dicendo solo che il personale è coinvolto nell’esame di “una vasta gamma di questioni economiche europee” che riguardano la Banca.

La rivelazione rischia di mettere in imbarazzo il governatore della banca, Mark Carney, che ha revisionato le operazioni della banca centrale e ha promesso una maggiore trasparenza nel processo decisionale.

I parlamentari sono ora propensi a chiedere se la Banca ha intenzione di informare il parlamento che l’istituzione che funge da principale regolatore finanziario del Regno Unito si è impegnata in un profondo esame delle prospettive della Gran Bretagna al di fuori dell’UE. E’ anche probabile che Carney sia messo sotto pressione all’interno della Banca per rivelare se ci sono altri progetti sotto copertura in corso.

Probabilmente i funzionari hanno mantenuto il progetto sotto copertura per evitare di entrare nel dibattito assolutamente esplosivo intorno al referendum sulla UE, che è saltato in cima all’agenda politica da quando i conservatori si sono assicurati la maggioranza assoluta. Molti imprenditori e attivisti pro-UE hanno avvertito che il “Brexit” colpirebbe le esportazioni britanniche e danneggerebbe il prestigio della città di Londra.

Il rapporto potrebbe rivelarsi incendiario, ma senza un avviso pubblico che reclamizzi il progetto di ricerca della Banca, il Parlamento e l’opinione pubblica non sarebbero in grado di chiedere la sua pubblicazione.

L’e-mail indica che l’effetto di un Brexit deve essere esaminato da un piccolo gruppo di funzionari di alto livello sotto l’autorità di Sir Jon Cunliffe, che come vice direttore per la stabilità finanziaria ha la responsabilità di vigilare sul rischio di un altro crollo del mercato.

Cunliffe siede anche nel consiglio di regolamentazione della City, la Prudential Regulatory Authority.

James Talbot, il capo della dipartimento di valutazione monetaria e strategia, è coinvolto nel Project Bookend, attingendo alla sua precedente attività da consulente in materia di politica economica europea.

L’e-mail, dal segretario privato di Cunliffe a quattro dirigenti, è stato scritta il 21 maggio e trasmessa per errore a un direttore del Guardian dal capo dei rapporti con la stampa della Banca, Jeremy Harrison.

L’e-mail riporta: “La proposta di Jon, che mi ha chiesto di evidenziarvela, è che nessuna e-mail riguardo al progetto venga inviata al team di James o più in generale al personale della Banca”

E continua: “James può dire alla sua squadra che sta lavorando su un progetto a breve termine sull’economia europea che durerà un paio di mesi nella [divisione] Internazionale. Sarà un lavoro approfondito su una vasta gamma di questioni economiche europee. Idealmente non dovrebbe poi dire altro. ”

L’email afferma che Talbot prevede di informare il personale giovedi.

Il messaggio continua proponendo che alle domande di “altre parti (ad esempio: la stampa) su “se questo sia un progetto che guarda al referendum “, dovrebbe essere data la risposta “che ci sono un sacco di cose che accadranno in Europa nei prossimi due mesi – indicando alcune delle specifiche questioni economiche europee (ad esempio: la Grecia) che sarebbero fonte di preoccupazione per la Banca “.

Tra il personale dirigente elencato nell’e-mail e al corrente del progetto ci sono: Iain de Weymarn, segretario privato di Mark Carney dal mese scorso; Nicola Anderson, responsabile della valutazione del rischio nel dipartimento della stabilità finanziaria; Phil Evans, direttore della divisione internazionale; e Jenny Scott, direttore esecutivo della comunicazione.

Un portavoce della Banca ha detto: “E’ politica dichiarata del governo che ad un certo punto ci sarà una rinegoziazione e un referendum nazionale sull’adesione del Regno Unito all’Unione Europea. Non dovrebbe essere una sorpresa che ci siano una serie di questioni economiche e finanziarie che si presentano nel contesto della rinegoziazione e del referendum nazionale. Uno dei compiti della Banca consiste nel valutare quelle che si riferiscono ai suoi obiettivi.”

“Non è sensato parlare di questo lavoro pubblicamente, in anticipo. Ma, come con il lavoro svolto prima del referendum scozzese, riveleremo i dettagli di tale progetto al momento opportuno. Anche se è un peccato che questa informazione sia diventata di dominio pubblico in questo modo, la Banca manterrà questo approccio “.