Telegraph: La situazione demografica mette a rischio la posizione dominante della Germania

Uno studio del World Economy Institute di Ambrugo, riportato sul Telegraph da Ambrose Evans Pritchard, fa luce sulla grave prospettiva demografica della Germania (seguita a ruota dall’Italia) che farà entrare in una spirale perversa i conti pubblici e la capacità produttiva del paese.   A questo si cerca di rispondere con l’austerità e l’immigrazione,  dando ancora una volta delle risposte disumane a un problema causato dalla disumanità del modello di crescita seguito sinora. 

di Ambrose Evans Pritchard, 1 giugno 2015

Nel corso dei prossimi 15 anni la forza lavoro della Germania si ridurrà di 6 milioni di unità, un calo ancora più veloce di quello del Giappone

Il tasso di natalità della Germania è crollato al livello più basso del mondo e per i primi anni del 2020 la sua forza lavoro inizierà a precipitare ad un ritmo superiore a quello del Giappone, minacciando seriamente la sostenibilità a lungo termine dell’economia leader in Europa.

Uno studio del World Economy Institute di Amburgo (HWWI) ha rilevato che nel quinquennio 2008-2013 il numero medio di nascite su 1.000 abitanti è sceso a 8,2, aggravando ulteriormente una crisi demografica già in cantiere. Perfino il Giappone ha fatto un po’ meglio, con 8.4.

Nonostante il forte afflusso di giovani lavoratori migranti, nessun altro paese industriale sta peggiorando a questa velocità. Nel lungo periodo la Germania non potrà continuare ad essere un dinamico centro di attività  senza un forte mercato del lavoro“, ha avvertito l’istituto.

La crisi è aggravata dal doppio effetto di un potente baby boom nel dopoguerra seguito e controbilanciato da un crollo delle nascite – il cosiddetto “Pillenknick”. Il quadro in Portogallo (9) e in Italia (9.2) è quasi altrettanto grave.

Il governo tedesco si aspetta che per il 2060 la popolazione si ridurrà da 81 a 67 milioni, con le sacche di depressione nella ex Germania dell’est che continueranno a peggiorare in una spirale di declino, con i negozi, gli studi medici e i trasporti pubblici che inizieranno a chiudere, provocando un circolo vizioso in cui sempre più persone se ne andranno.

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Un certo numero di piccole città in Sassonia, Brandeburgo e Pomerania hanno cominciato a preparare dei piani di graduale “sgombero” e chiusura finale, una prospettiva una volta impensabile.

La cancelliera Angela Merkel ha avvertito in un discorso a Davos all’inizio di quest’anno che nel corso dei prossimi 15 anni la Germania subirà una perdita netta di lavoratori pari a 6 milioni di unità, con una riduzione graduale nel resto di questo decennio prima di entrare in caduta libera.

Il Fondo Monetario Internazionale prevede che nel decennio 2020 il calo sarà più concentrato – e più difficile da gestire – rispetto ai ritmi di declino più lenti visti finora in Giappone,.

Gran Bretagna e Francia sono di gran lunga più in forma, con una media di 12,5 nascite su 1.000 negli anni 2008-2013. Il FMI prevede che entro la metà del secolo, e forse anche entro il 2040, entrambi i paesi sorpasseranno il Pil della Germania, il che implica un cambiamento radicale nell’equilibrio di potere europeo.

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La linea più chiara rappresenta il tasso di natalità in Germania. La linea più scura il tasso di mortalità.

Gli stessi leader tedeschi sono profondamente consapevoli che la loro posizione egemonica attuale in Europa è in gran parte un miraggio, che comincerà a svanire come delle dinamiche storiche più potenti verranno alla ribalta.

Il HWWI ha detto che per il 2030, nel fondamentale gruppo di età 20-65, i numeri scenderanno dal 61pc al 54pc, spingendo il tasso di dipendenza verso 1: 1 e mettere in discussione la sostenibilità del sistema pensionistico pubblico. Si prevede che entro la metà del secolo la speranza di vita per le donne  aumenterà a 88 anni, e per gli uomini a 84, creando un enorme peso sociale.

Vogliamo che la gente si renda conto dell’enormità del problema“, ha detto il dottor Andrés Wolf, uno degli autori del rapporto.

E’ un pericolo per le finanze pubbliche ed è un pericolo a lungo termine per la capacità delle imprese tedesche di fare innovazione e sviluppare nuovi prodotti“, ha aggiunto.

Benché le società che invecchiano possano godere per un certo tempo di un aumento del reddito pro-capite, esse tendono a farlo vivendo di rendita sulla creatività e il capitale intellettuale del passato. Nel corso del tempo questa riserva va esaurendosi. Diventa sempre più difficile per i paesi più anziani rimanere alla frontiera della tecnologia.

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Il HWWI ha detto che la Germania deve ulteriormente aprire le porte alla immigrazione di lavoratori qualificati, ma teme che sarà una merce difficile da vendere agli elettori, nel clima tempestoso che si sta attraversando.

Il partito anti-euro Alternative fur Deutschland (AFD) è entrato con forza in diversi parlamenti regionali con la sua linea dura contro gli immigrati. Ci sono già quasi 10 milioni di stranieri nel paese – il 12pc della popolazione totale – con altri 400.000 immigrati attesi quest’anno.

La Germania non può aggirare facilmente questa bomba demografica. Studi accademici dimostrano che i tassi di fertilità tendono ad essere strutturali – causati da modelli culturali e sistemi sociali profondamente radicati – e cambiano molto lentamente in tempi di pace.

La crisi demografica spiega perché la Germania sia così determinata a riportare un avanzo di bilancio e a ridurre i suoi indici di indebitamento pubblico, nella speranza di evitare una trappola del debito in stile giapponese prima che sia troppo tardi.

Se questo possa essere meglio realizzato con l’austerità è una questione controversa. I tagli di bilancio negli ultimi dieci anni hanno portato a un tasso negativo di investimenti pubblici, anche se parti del sistema di canali tedesco, delle ferrovie e delle infrastrutture nazionali stanno lentamente cadendo a pezzi.

Il FMI dice che la Germania farebbe un favore a se stessa e al resto della zona euro se spendesse di più per prepararsi alla vecchiaia, non di meno.

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