KeepTalkingGreece riporta una notizia che ci fa ricordare quanto è recentemente avvenuto in Italia. La corte amministrativa greca ha dichiarato incostituzionali i tagli alle pensioni imposti dalla Troika nel 2012, e ha disposto che siano annullati. Il governo Tsipras potrebbe essere messo ulteriormente in difficoltà da questa sentenza, proprio mentre i “creditori” stanno chiedendo nuovi tagli. Valuteremo quanto sarà coerente con la sua dichiarata linea “anti-austerità”…

 

di KeepTalkingGreece, 11 giugno 2015

Questo mercoledì la suprema corte amministrativa greca, il Consiglio di Stato, ha sentenziato che i tagli delle pensioni imposti dalla Troika nel 2012 erano contro la Costituzione. La sentenza del Consiglio di Stato ha seguito un importante contenzioso portato avanti da pensionati e associazioni del settore privato del paese ellenico.

Il Consiglio di Stato ha stabilito che i tagli alle pensioni erano contrari alla Costituzione greca e alla Convenzione sui Diritti Umani dell’Unione Europea, in quanto “deprivano i pensionati del diritto ad una vita dignitosa”.

La sentenza permette ad oltre 800.000 pensionati assicurati dal più grande fondo privato nazionale, l’IKA, nonché ad ex lavoratori del settore dei servizi e del settore bancario di ricevere aumenti tra il 5 e il 15 percento.

I tagli imposti nel 2012 ai pensionati che tra pensione principale e supplementi ricevevano oltre i 1.000 euro erano stati i seguenti:

tagli del 5% alle pensioni tra 1.001 e 1.500 euro

tagli del 10% alle pensioni 1.501 e 2.000 euro

tagli del 15% alle pensioni sopra i 2.000 euro

La decisione della corte è una sfida al governo greco che è in forte difficoltà per il raggiungimento di un accordo coi creditori del paese, i quali chiedono, tra le altre cose, ulteriori tagli alle pensioni.

Si stima che i nuovi aumenti delle pensioni vadano a pesare sul bilancio dello Stato e sui fondi pensione per oltre un miliardo di euro. Parlando a Reuters, un portavoce del ministero delle finanze ha detto che l’impatto fiscale della decisione della corte amministrativa non può essere stimato prima che il ministero venga ufficialmente informato della sentenza.

Ci saranno anche oltre 2.000 pensionati che avranno diritto ai pagamenti retroattivi fino al 2012. Si tratta di coloro che avevano precedentemente intentato una causa legale.

La corte ha disposto che le pensioni devono ritornare ai livelli del 2012. I tagli erano stati imposti con il secondo Memorandum d’Intesa, e avevano seguito quelli precedenti del 2010 e del 2011. Secondo alcuni consulenti legali, i tagli del 2012 venivano dopo quattro tagli di fila nel 2010 e 2011. I tagli alle pensioni del 2012 erano “ingiusti e logoranti” hanno riferito ai media greci.

Al tempo stesso, la corte ha stabilito che i tagli alle pensioni del 2010 e del 2011 erano conformi alla Costituzione in quanto erano stati imposti a causa di “circostanze eccezionali”, vale a dire a causa del primo Memorandum d’Intesa con la Troika (FMI, Commissione europea, e BCE).

Fonti del ministero delle finanze avrebbero commentato la sentenza dicendo che “la decisione della corte sarà rispettata per quanto lo consentiranno le possibilità finanziarie”. Una dichiarazione ufficiale e una decisione in proposito sono attese dopo che la corte avrà pubblicato ufficialmente la sentenza.

Il Segretario generale alla previdenza sociale, Giorgios Romanias, giovedì mattina ha detto a Mega TV che “gli aumenti saranno graduali” e dipenderanno dalle “possibilità del bilancio”. Romanias ha stimato che i costi degli aumenti saranno di mezzo miliardo di euro e ha detto che non saranno retroattivi.

Un promemoria generale: i fondi pensione greci hanno sofferto perdite per 8 miliardi di euro a causa dei tagli del marzo 2012.

Commento di KeepTalkingGreece:

Va bene dare una aumento del 5-15 percento ai pensionati della classe media (che ricevono più di 1.000 euro al mese) in modo che possano avere “diritto ad una vita dignitosa”. Ma cosa vogliamo dire delle migliaia di anziani con pensioni di 600-700 euro al mese, per i quali le 13esime e le 14esime erano vitali, e se le sono viste tagliare nel 2011? Orizzontalmente e senza eccezione?

Prima delle elezioni e dopo aver preso il potere, Syriza aveva promesso di ripristinare le 13esime (i bonus pensione di Natale) per i pensionati sotto i 700 euro al mese. Era stato promesso che la misura sarebbe stata implementata a dicembre 2015, ma i creditori del paese dubitano che ciò si possa fare, a causa della situazione finanziaria, e alcuni funzionari del governo hanno preso in considerazione la possibilità di ritardare il ripristino delle 13esime fino a dicembre 2016.

Il Ministro-alternativo per la previdenza sociale, Dimistris Stratoulis ha rifiutato con veemenza l’opzione del ritardo e a fine maggio aveva detto che “le 13esime saranno pagate a dicembre 2015, dopo che la Grecia avrà raggiunto l’obiettivo [nota: l’obiettivo stabilito coi creditori] per il surplus primario”.

Supponiamo che se il governo riesce a trovare 500 milioni o un miliardo di euro per pagare i tagli incostituzionali del 2012 alle pensioni, allora riuscirà a spremere qualche altra pietra per trovare una soluzione anche per i pensionati a reddito più basso.

Solo per amore della giustizia e della coesione sociale 🙂

PS. Come pensionati avremmo una vita davvero dignitosissima anche solo con 2.000 euro al mese… Nota: non siamo pensionati.