Zerohedge: l’Europa dà un ultimatum alla Grecia di 24 ore, la Germania si prepara ai controlli di capitali

Come riporta Zerohedge, le “istituzioni” (il politicamente corretto per “troika”) hanno ormai dato un ultimatum alla Grecia. Essi non solo vogliono dettare gli obiettivi fiscali greci dei prossimi anni, ma vogliono entrare nel dettaglio delle misure da prendere: tagli alle pensioni, aumenti di tasse, privatizzazioni. Questo non perché tali misure servano a qualcosa – ormai non ci crede più nessuno – ma solo per dare una lezione a qualsiasi altro governo periferico che osi ribellarsi al cappio UE. L’olio di ricino ormai è a un passo.

 

 

Da Zerohedge, 11 giugno 2015

 

Giovedì i funzionari UE hanno messo Atene sotto pressione dopo che il FMI ha riturato la sua delegazione dai negoziati e rispedito il suo capo negoziatore a Washington.

In quello che si può definire un mezzo tentativo, il premier greco Alexis Tsipras aveva sottoposto due proposte di tre pagine all’inizio di questa settimana, ma esse sono state definite dai creditori “non serie”. Abbiamo ipotizzato che la cosa fosse intenzionale da parte di Tsipras, dal momento che dopo aver guadagnato un po’ di tempo per la Grecia con il suo pagamento dilazionato al FMI in stile Zambia, egli sta semplicemente reggendo il gioco mentre i veri negoziati li svolge in segreto con la parte più determinata del suo stesso partito Syriza, di cui Tsipras deve garantirsi l’appoggio prima di andare in parlamento per evitare una situazione che potrebbe velocemente precipitare in una crisi politica e sociale.

Verrebbe da pensare che Bruxelles si renda conto di tutto questo, ma potrebbe benissimo essere che, tra il caustico editoriale di Tsipras (pubblicato due domeniche fa) e l’ardente discorso al parlamento di venerdì, i creditori inizino a temere che Tsipras potrebbe davvero iniziare a credere di poter efficacemente ricattare l’Unione Monetaria minacciando di dimostrare, una volta per tutte, che l’unione è in realtà reversibile a prescindere dal genere di proteste che si sentono da persone irreprensibili.

Quindi, dato che il FMI ha gettato la spugna, e i legislatori tedeschi sono determinati a seguire l’incorreggibile Wolfgang Schaeuble in un ammutinamento nei confronti della Merkel, l’Europa sembra finalmente averne abbastanza perché, giovedì sera, si dice che i funzionari UE abbiano dato un ultimatum di 24 ore alla Grecia per presentare una proposta che includa una riforma delle pensioni e un aumento dell’IVA.

Da Bloomberg:

Un gruppo di funzionari Ue ha avvertito la Grecia a Bruxelles che ha meno di 24 ore per preparare una controproposta seria, secondo una persona informata dei fatti.

La delegazione greca si è sentita dire dai funzionari UE che la lista deve includere una riforma delle pensioni e dell’IVA.

 I funzionari hanno avvertito la Grecia che l’UE sta valutando seriamente tutti gli scenari.

 Gli ufficiali non hanno specificato cosa accadrebbe alla Grecia se il piano non verrà presentato domani.

Intanto, la Reuters (citando la Bild) ha detto che la Germania ha iniziato “concrete” discussioni su come gestire una bancarotta della Grecia.

Il governo tedesco ha in corso “consultazioni concrete” su cosa fare nel caso di una bancarotta dello stato greco, ha detto il giornale tedesco Bild, citando persone a conoscenza della situazione.

Questo include discussioni sull’introduzione di un controllo dei capitali in Grecia se il paese colpito dalla crisi andrà in bancarotta, come riporta una bozza di un articolo della Bild che verrà pubblicato venerdì.

Esso dice anche che è in discussione pure un taglio del debito greco, aggiungendo che funzionari del governo sono in contatto con la Banca Centrale Europea a questo riguardo.

Il governo tedesco non ha, comunque un piano concreto su come reagire se la Grecia dichiarasse bancarotta e molto dovrebbe essere deciso al momento, secondo le fonti della Bild.

Il punto qui è che anche se venisse l’inferno in terra, un’inondazione o “Grimbo” (Grecia nel limbo, ndVdE), l’UE dovrà comunque ottenere un taglio alle pensioni e un aumento dell’IVA da Tsipras, e non perché qualcuno pensi davvero che queste misure possano fare la differenza nel mettere il paese su un percorso “sostenibile”, ma semplicemente perché l’Ue non può permettere che i simpatizzanti di Syriza in paesi più importanti economicamente come la Spagna, possano pensare di invertire l’austerità (a patto che sia stata fatta) e di usare la loro permanenza nell’UE come merce di scambio.

L’unico dubbio ora è se Tsipras sia riuscito a convincere gli elementi più intransigenti del proprio partito ad appoggiare ulteriori concessioni, perché se questa storia diventa una battaglia politica prolungata, è possibilissimo che il paese sprofondi nel caos, magari solo per qualche settimana.

 

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