Deutsche Bank farà la fine di Lehman Brothers?

Il blog NotQuant, ripreso anche da ZeroHedge, mette in piedi un parallelismo tutt’altro che azzardato tra la situazione di Lehman Brothers nel 2007-2008 e quella odierna di Deutsche Bank. Come allora, al pubblico viene data una percezione di assoluta affidabilità e solidità della banca, ma si accumulano segnali poco rassicuranti per coloro che fanno più attenzione. Come sempre accade, la vera minaccia per il nostro sistema economico arriva dalla scriteriata e sregolata finanza privata, anziché dalla troppo bistrattata finanza pubblica.

 

 

Da NotQuant, 11 giugno 2015

 

Ripensando al collasso di Lehman Brothers nel 2008, è incredibile quanto sia avvenuto rapidamente. Col senno di poi ci sono stati alcuni segnali anticipatori, ma la vera portata del disastro è stata resa nota al pubblico solo all’ultimo istante, prima che divenisse ovvio che Lehman era condannata.

Prima di tutto, per poter fare un paragone, ricapitoliamo gli eventi del 2007-2008:

Ci sono stati pochi preavvisi della difficile situazione di Lehmann. I ben introdotti, però, sapevano tutto: verso la fine del 2007 Goldman Sachs piazzò sul mercato una massiccia scommessa contro Lehman, nota internamente come il “Big Short” (è una scommessa che avrebbe poi portato profitti durante la crisi).

Nell’estate del 2007 i mutui subprime cominciavano a causare preoccupazioni. Nell’agosto 2007 il mercato delle scritture commerciali era rimasto rapidamente a corto di liquidità e i fondi per le Asset-Backed Securities andavano proscigandosi.

Ma perfino alla fine del 2007, c’erano pochi segnali al pubblico che Lehman fosse nei guai. Probabilmente il primo segnale pubblico che la situazione stava precipitando per Lehman arrivò solo il 9 giugno 2008, quando Fitch tagliò il giudizio su Lehman a AA -, con prospettive al ribasso (ironicamente, esattamente 7 anni dopo, S&P ha tagliato il giudizio su Deutsche Bank).

Le “prospettive al ribasso” significano che un altro taglio era probabile. In questo caso, si è trattato di uno dei maggiori eufemismi della storia.

Soltanto 3 mesi dopo, nell’arco di una sola settimana, Lehman avrebbe annunciato enormi perdite e avrebbe portato i libri in tribunale.

E il resto è storia (l’inizio dell’enorme crisi del 2008 ndVdE).

 

Potrebbe succedere lo stesso a Deutsche Bank?

Per prima cosa, diciamo un’ovvietà: Se Deutsche Bank sarà la prossima Lehman, non lo sapremo finché gli eventi non si muoveranno a una velocità progressiva e incontrollabile. La natura di tutte le banche con riserva frazionaria – che sono per definizione in bancarotta in ogni momento – è quella di proiettare un’aura di stabilità finché l’illusione non ha già cominciato a implodere.

Nel momento in cui sappiamo che c’è una crisi – se ce ne sarà una – sarà già un lampo ruggente nel momento in cui viene resa pubblica. E’ ormai assodato che la verità è la prima vittima delle crisi bancarie. Ci saranno pochi segnali premonitori. Iniziamo allora a unire i puntini:

 

Ecco un elenco di quel che è successo a Deutsche Bank negli ultimi 15 mesi:

  • Nell’aprile del 2014,  Deutsche Bank fu obbligata a raccogliere 1.5 miliardi di capitale “Tier 1” per dare supporto alla sua struttura di capitale.  Perchè?
  • 1 mese dopo nel maggio 2014, la corsa alla liquidità è continuata con DB che ha annunciato la vendita di 8 miliardi di euro di azioni – con uno sconto pari al 30% del prezzo nominale. Ancora una volta, perché? Questa mossa ha perplesso i media finanziari. L’apparente immagine calma di Deutsche Bank non sembrava riflettere questa corsa affannata a trovare liquidità. C’era qualcosa che non andava per niente bene dietro le tende.
  • Facciamo un balzo a marzo di quest’anno:   Deutsche Bank fallisce gli “stress test” del settore bancaria e incassa un severo rimprovero affinché puntelli la sua struttura patrimoniale.
  • In Aprile,  Deutsche Bank conferma che ha accettato un accordo con gli USA e il Regno unito a seguito della sua manipolazione del LIBOR. La banca viene penalizzata con un enorme indennizzo di 2,1 miliardi al dipartimento di giustizia (comunque solo una piccola frazione di quanto ha ricavato dal crimine in questione).
  • In maggio,  a uno dei CEO di Deutsche Bank, Anshu Jain, viene concesso un enorme potere aggiuntivo dal board della banca. Viene da pensare che la mossa sia dovuta a una crisi. In tempi di crisi il potere dell’amministratore viene spesso incrementato.
  • 5 giugno:  la Grecia non onora un pagamento al FMI. Il rischio di default su tutti i debiti greci diventa acuto. Ciò ha forti ripercussioni su Deutsche Bank.
  • 6/7 giugno:  (ossia il fine settimana immediatamente seguente il mancato pagamento greco al FMI) i due CEO di Deutsche Bank announciano a sorpresa le loro dimissioni dalla società  (appena un mese dopo che Jain aveva ottenuto poteri aggiuntivi). Anshu Jain sarà il primo ad andarsene, a fine giugnio.  Jürgen Fitschen se ne andrà il prossimo maggio.
  • 9 giugno: S&P abbassa il rating di Deutsche Bank a BBB+  appena tre livelli sopra il giudizio “spazzatura”.  (A voler vedere,  BBB+ è un livello persino più basso di quello di Lehman dopo il taglio che ha preceduto il suo collasso di appena 3 mesi)

Ecco dove siamo ora. Quanto è brutta la situazione? Non lo sappiamo perché non ci è permesso saperlo. Ma queste non sono le mosse che farebbe una società in salute.

Deutsche Lehmann fig 1

Quanto è esposta Deutsche Bank?

Il problema di Deutsche Bank è che le sue normali operazione bancarie “retail” non sono una significativa fonte di profitti. Per mantenere i suoi margini, DB ha dovuto andare alla caccia di asset più rischiosi rispetto alla sua concorrenza.

Deutsche Bank possiede più di 75.000 miliardi di dollari di scommesse sui derivati – un totale che vale 20 volte il PIL della Germania. La sua esposizione ai derivati è superiore perfino a quella di JP Morgan – addirittura di ben 5.000 miliardi di dollari.

Con un’esposizione di questo tipo, anche piccolo variazioni possono causare perdite catastrofiche. Ancora una volta, dobbiamo ricordarci che la Grecia ha appena saltato un pagamento al FMI – e altri default non sono certo difficili da ipotizzare.

Deutsche Lehmann fig 2

E se gli elementi non fossero già sufficienti, c’è un fattore finale che rende perfetto il quadro.

Ecco a voi Tom Humphrey. Si tratta del capo delle operazioni di Investment Banking di Deutsche Bank a Wall Street. Era anche il direttore dei redditi fissi di Lehman

Deutsche Lehmann fig 3

La storia non si ripete mai. Però alle volte fa rima. In termini di mercato, tende a far rima ogni circa 7 anni.

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