Krugman: Spezzare la Grecia

Krugman torna a parlare delle trattative sul salvataggio della Grecia nel suo blog, rilevando ancora una volta che i creditori – quegli stessi che hanno distrutto l’economia greca a suon di austerità – non hanno alcuna intenzione di venire incontro alle proposte pure accomodanti del governo greco. Il loro unico fine sembra essere quello di forzare una spaccatura in Siryza, magari costringendo la Grecia ad un default disastroso. Se il Grexit verrà – dice il Nobel – sarà perché i creditori, FMI in testa, hanno fatto di tutto per farlo succedere.

di Paul Krugman, 25-06-2015

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Sono stato abbastanza quieto sulla Grecia, non volendo gridare Grexit in un teatro affollato. Ma dati i resoconti dei negoziati a Bruxelles, qualcosa va detto – vale a dire, che cosa pensano di stare facendo i creditori, e in particolare il FMI?

Questo dovrebbe essere un negoziato sugli obiettivi di avanzo primario, e quindi sulla riduzione del debito che blocca la strada ad infinite crisi future. E il governo greco ha accettato quelli che in realtà sono obbiettivi di surplus abbastanza alti, soprattutto in considerazione del fatto che il bilancio sarebbe in un enorme avanzo primario se l’economia non fosse così depressa. Ma i creditori continuano a rifiutare le proposte greche sulla base del fatto che si basano troppo su imposte e non abbastanza su tagli alla spesa. Quindi siamo ancora nel campo dell’imporre la politica interna.

La ragione presunta per rifiutare una risposta basata sulle tasse è che farà male alla crescita. La risposta ovvia è: ci state prendendo in giro? Le persone che sono state totalmente incapaci di vedere i danni che l’austerità avrebbe fatto – si veda il grafico, che mette a confronto le proiezioni dell’accordo standby del 2010 con la realtà – adesso danno lezioni agli altri sulla crescita? Inoltre, le preoccupazioni per la crescita sono tutte dal lato dell’offerta, in un’economia che opera di sicuro almeno il 20 per cento al di sotto della propria capacità.

Parlate con la gente del FMI e andranno avanti a parlare dell’impossibilità di trattare con Syriza, della loro irritazione nei summit pubblici, e così via. Ma qua non siamo al liceo. E in questo momento sono i creditori, molto più dei greci, che continuano a cambiare le regole del gioco. Quindi cosa sta succedendo? L’obiettivo è spaccare Syriza? E’ forzare la Grecia ad un default presumibilmente disastroso, per incoraggiare gli altri?

A questo punto è il momento di smettere di parlare di “Graccident”; se il Grexit succederà sarà perché i creditori, o almeno il Fondo monetario internazionale, hanno voluto che accadesse.

 

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