ZeroHedge riporta le dichiarazioni della Le Pen sul Grexit e analizza l’effetto che potrebbe prodursi se fossero confermate le prospettive elettorali per le prossime presidenziali francesi. Se nel 2017 a vincere fosse “Madame Frexit” non finirebbe soltanto l’euro, ma l’Unione Europea stessa che da sempre si è fondata sulla relazione “speciale” franco-tedesca. E – dice la Le Pen – la Merkel e gli euroburocrati lo sanno bene; per questo motivo non possono cedere sulla Grecia, all’uscita della quale dall’euro seguirebbe prima o poi il Frexit.

di Tyler Durden, 25-06-2015

C’è stata una certa confusione sul perchè la Germania e l’eurozona siano state così rigorose nella negoziazione con la Francia e riluttanti a fare anche la più piccola concessione a quelle che ritengono le stravaganti richieste greche. La ragione non è tanto se la Spagna o persino l’Italia, due paesi con la disoccupazione alle stelle, una generazione perduta e un ampio movimento contro l'”austerità”, saranno le prossime a presentarsi con richieste analoghe se l’Europa dovesse fare concessioni a Tsipras, ma la Francia, dove la favorita alla corsa presidenziale, Marine Le Pen del Fronte Nazionale, ha appena messo in guardia che non solo un Grexit è inevitabile, ma che l’uscita della Francia seguirebbe a breve.

Qui vale la pena ricordare che una delle maggiori preoccupazioni europee sulla Grecia non è tanto l’atteggiamento risoluto verso le richieste greche, poiché l’Europa può facilmente schiacciarle e costringere ad un cambiamento di regime tagliando l’ELA alle banche greche, forzando così un rapido e violento colpo di Stato, bensì trattare con i partiti politici che promettono tutto e niente solo per essere eletti, mettendo da parte nel processo quei tecnocrati preferiti dall’Europa che eseguono i desideri di Bruxelles senza la minima obiezione.

La Le Pen non è un tecnocrate. In realtà, come leader del partito popolare di destra Fronte Nazionale è quanto di diametralmente opposto ci sia al diventare un burattino di burocrati non eletti. E questa è una preoccupazione per l’Europa, dopo aver visto quanto sia facile per un partito populista farsi eleggere in Grecia, promettendo la fine dell’austerità e, se necessario, l’uscita dall’euro, che per di più è diventata la “pecora nera” dello spauracchio dei partiti politici

Di fatto, questo è precisamente il piano di gioco della Le Pen: come ha detto a Bloomberg in una recente intervista, la Le Pen, favorita nelle elezioni presidenziali del 2017 in Francia, sostiene che un’uscita della Grecia dall’euro è inevitabile. “E se tocca alla Grecia, la Francia non verrà molto dopo”.

“Abbiamo ottenuto una tregua di alcuni mesi, ma il problema tornerà”, ha detto martedì la Le Pen sulla Grecia in un’intervista nella sede nazionale del Fronte Nazionale a Nanterre, vicino a Parigi. “Oggi stiamo parlando di Grexit, domani del Brexit, e il giorno dopo domani verrà il Frexit.”

E Bruxelles sta ascoltando. La Le Pen, 46 anni, è in testa nei sondaggi sul primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, davanti al presidente Francois Hollande, all’ex leader Nicolas Sarkozy e al primo ministro Manuel Valls. Questa non è certo una buona notizia per la zona euro, perché è l’unica dei quattro che chiede che la Francia esca dall’euro, facendo affidamento sull’esasperazione della gente sulla crisi greca e sul fatto che la proposta di referendum sull’Unione Europea in Gran Bretagna conquisti gli elettori.

Inutile dire che senza la Francia non c’è nessuna “Unione europea”, e certamente non c’è nessuna moneta comune.

E proprio per cementare la possibilità di diventare il prossimo presidente, la Le Pen ha già imparato che in questi tempi tutto si gioca su aforismi e slogan irriverenti e arguti. Come ad esempio questo: “Sarò Madame Frexit se l’Unione Europea non ci darà indietro la nostra sovranità monetaria, legislativa, territoriale e di bilancio.”

Queste sono esattamente le sue richieste:

Lei chiede una rottura ordinata della moneta unica, con la Francia e la Germania sedute attorno al tavolo per smantellare l’unione monetaria vecchia di 15 anni.

Da quando ha preso il posto di suo padre come capo del Fronte Nazionale nel 2011, Marine Le Pen ha fatto del suo meglio per spingere il partito anti-immigrazione nel contesto politico francese. E’ arrivata terza nella corsa presidenziale del 2012 e attualmente ha due membri nell’Assemblea Nazionale del paese per la prima volta dal 1997.

Come promemoria, ieri abbiamo riportato che la disoccupazione francese ha appena raggiunto un livello record.

Questa è una notizia meravigliosa per la signora Le Pen. “La combinazione di crescita economica tiepida e alto tasso di disoccupazione nel paese, insieme a centinaia di migliaia di immigrati africani e mediorientali in cerca di lavoro o asilo in Europa, ha dato alla Le Pen una trazione maggiore”.

Ma la paura più grande non è tanto la sua prospettiva nazionalista, quanto le minacce di schiantare l’esperimento di valuta artificiale più costoso nella storia del mondo.

La Le Pen, nel frattempo, sta rimuovendo tutti gli ostacoli verso la conquista di più voti nel centro-destra, mettendo pubblicamente le distanze tra se stessa e l’antisemitismo e la negazione dell’Olocausto degli irriducibili del suo partito – che includono il padre – e concentrandosi invece su una piattaforma anti-euro, anti-immigrazione e anti-Islam radicale.

Gli osservatori dicono che sarebbe un errore escluderla troppo in fretta dalla corsa.

“Per molte persone in Francia e per molte persone al di fuori della Francia, molti degli argomenti che lei solleva sono molto solidi, soprattutto considerando tutto quello che è accaduto”, ha detto John Studzinski di Blackstone Group LP in un’intervista martedì. “Penso che le persone stiano migrando verso la leadership e penso che Marine Le Pen sia forte su un sacco di cose.”

Anche il cancelliere tedesco Angela Merkel ha espresso preoccupazione per il livello di supporto che la Le Pen riceverà nel 2017 e su come quel potere potrebbe pesare sulla politica economica francese.

“Lei sa perfettamente che se la Francia lascia, non c’è più l’euro”, ha detto la Le Pen. Sebbene la Le Pen non abbia dato un piano completo e dettagliato su come porterebbe il suo paese fuori dall’euro, sostiene che non crede che la Francia sarebbe estromessa dal mercato finanziario o respinta dagli investitori, come risultato.

E così, lentamente ma inesorabilmente, l’ultimo tentativo, destinato all’insuccesso, dell’Europa per integrarsi monetariamente, fiscalmente, culturalmente ed etnicamente è impostato per schiantarsi.

L’unica domanda a questo punto è se, nell’estate del 2017, la stessa Commissione Europea, che attualmente è la sede degli interminabili negoziati sul Grexit, sarà occupata da Portogallo, Italia, Spagna… o dalla Francia, cercando di ricreare il fallimento greco mentre chiedono un allentamento delle condizioni di “austerità” come la Grecia sta facendo oggi. O forse tutti insieme.