Il New York Times riporta le idee del ministro delle finanze tedesco Schäuble sul Grexit. Schäuble mette in fila delle semplici verità: la Grecia ha accettato un drastico piano di riforme per ottenere altri finanziamenti, ma probabilmente neanche questo sarà sufficiente; avrebbe bisogno di un taglio del debito; starebbe meglio fuori dall’euro. Schäuble sembra disposto a cancellare parte del debito se la Grecia uscirà, e ribadisce che nessuno la sta costringendo in un senso o nell’altro. Qualunque cosa (di male) pensiate di Schäuble, a questo punto la responsabilità di andare verso altra austerità e altre sofferenze, di non voler tentare affatto un percorso alternativo, ricade del tutto e imperdonabilmente sul governo Tsipras. La scelta, del resto, c’è sempre stata.

 

di Melissa Eddy, 16 luglio 2015

Berlino — Il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, questo giovedì ha suggerito che la Grecia potrebbe stare meglio se lasciasse l’euro, affermando che un’uscita temporanea dalla moneta unica potrebbe dare al paese una maggiore flessibilità per ridurre il peso di un debito che è diventato paralizzante.

È la seconda volta in una settimana che Schäuble solleva quest’idea pubblicamente. La sua dichiarazione, fatta durante un’intervista alla radio, arriva poche ore dopo che un riluttante Parlamento greco ha approvato il pacchetto di riforme di politica economica che era stato richiesto dalla Germania e dagli altri creditori come condizione per permettere alla Grecia di rimanere nell’eurozona e ricevere ulteriori finanziamenti per un nuovo bailout.

La dichiarazione di Schäuble, arrivata proprio il giorno prima che il Parlamento tedesco voti l’approvazione ai negoziati per il nuovo bailout greco, ha messo in rilievo il costante dibattito che si sta svolgendo in Germania su quale sia la strada migliore per una soluzione della crisi.

La dichiarazione ha anche dato nuovo credito alle asserzioni che erano state fatte da alcuni funzionari greci, secondo cui Schäuble avrebbe voluto la Grecia fuori dall’eurozona fin dall’inizio delle trattative, e ha ribadito le divisioni che ci sono in Europa e non solo sul fatto se la Grecia possa riprendersi dopo la lunga crisi economica senza una importante riduzione del debito.

Schäuble ha ribadito che darà comunque il proprio sostegno al nuovo piano di salvataggio concordato coi leader europei lunedì mattina a seguito di un estenuante weekend di trattative, quando venerdì verrà presentato per il voto a Berlino. Tuttavia, ha detto anche che il debito della Grecia è troppo elevato, e che le regole di appartenenza all’eurozona non permettono quel genere di taglio del debito che secondo molti economisti sarebbe necessario alla Grecia.

Non abbiamo detto di volerlo imporre,” ha detto Schäuble durante l’intervista alla radio Deutschlandfunk questo giovedì, quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse di permettere alla Grecia di uscire dall’eurozona per un periodo. “Non possiamo, non vogliamo, nessuno l’ha suggerito. Ma forse è la cosa migliore per la Grecia.

La Grecia è in una situazione molto difficile,” ha aggiunto.

Schäuble ha evidenziato che nessuno sta cercando di spingere la Grecia in una direzione o nell’altra, ma ha sottolineato che una riduzione del debito pubblico della Grecia, che attualmente è di oltre 300 miliardi di euro, non è compatibile con la permanenza nell’eurozona. Ha anche messo in dubbio il fatto che il pacchetto di aiuti per il quale la Grecia sta cercando un accordo sia abbastanza per riportare la situazione finanziaria del paese in una posizione sostenibile.

Il nuovo pacchetto di salvataggi fornirebbe fino a 86 miliardi di euro in tre anni, oltre a un pacchetto di stimolo economico per la Grecia. In cambio, la Grecia dovrebbe mettere in atto un’ampia serie di riforme, tra cui maggiori tasse, tagli alle pensioni, e altri provvedimenti che dovrebbero promuovere la crescita economica e facilitare la restituzione del debito da parte del governo.

Il pacchetto stabilisce che ci siano ulteriori discussioni sulla sostenibilità del debito greco, ma è vago su cosa effettivamente i creditori europei possano essere disposti ad accettare. La Germania, che ha detto che l’aderenza alle condizioni del salvataggio dovrebbe permettere alla Grecia la totale restituzione dei propri obblighi finanziari, ha escluso qualsiasi taglio del debito. Ha comunque lasciato la porta aperta a discussioni che riguardino l’estensione dei periodi di pagamento o la riduzione dei tassi di interesse.

La Francia, tra gli altri paesi, ha premuto per una consistente riduzione del debito Greco, come anche il Fondo Monetario Internazionale, che questa settimana ha fatto sapere che la sua partecipazione al piano di salvataggio dipenderà dal fatto che la Germania e gli altri creditori accettino una ristrutturazione del debito greco che sia molto più ampia di quella alla quale finora si siano detti disponibili.

Schäuble questo giovedì ha fatto sapere che potrebbe essere difficile ridurre il peso del debito in misura sufficiente senza una parziale cancellazione del debito stesso — una misura che però, ha detto, non può essere decisa finché la Grecia rimarrà membro dell’area euro.

La questione più difficile sarà quella di raggiungere la sostenibilità del debito, e se si potrà concordare un pacchetto di aiuti abbastanza ampio senza una riduzione del debito,” ha detto Schäuble. “Ma qui ritorniamo al punto che una riduzione del debito non è consentita all’interno dell’eurozona.

Da tempo c’è un influente gruppo di economisti tedeschi che sostiene che la Grecia non appartiene di fatto all’eurozona, e che starebbe meglio se utilizzasse una propria moneta. Di recente, Schäuble sembra essersi avvicinato a questa visione delle cose.

Il più esplicito dei sostenitori dell’uscita della Grecia dall’euro è Hans-Werner Sinn, presidente dell’Ifo Institute di Monaco, un importante organizzazione di ricerca in economia. In una dichiarazione di questo martedì, Sinn ha ribadito la sua vecchia tesi secondo cui la Grecia dovrebbe riprendere la propria moneta, che potrebbe dunque svalutarsi per rendere i propri prodotti di esportazione e la propria industria del turismo più competitivi.

Un’uscita è l’unica opzione“, ha detto Sinn.