L’economista americano David Beckworth scrive un articolo caustico sulla prevedibilità dell’attuale crisi dell’eurozona. Mentre si tende erroneamente a credere che solo poche menti illuminate —pochi grandi economisti e politici— avessero intuito cosa sarebbe successo, la verità è che negli anni ’90 esisteva già un’ampia e consolidata letteratura scientifica di “euroscettici”, che avevano perfettamente previsto il disastro a cui l’esperimento della moneta unica europea avrebbe portato.

 

di David Beckworth, 16 luglio 2015

Secondo un recente articolo di Bloomberg, nove persone avevano visto arrivare la crisi dell’eurozona anni prima di tutti gli altri. Uau! Solo nove persone l’hanno vista arrivare? Notevole! Queste persone devono possedere veramente della abilità di prescienza, se sono stati gli unici a prevedere la crisi.

Peccato che tutto ciò sia totalmente falso. C’erano un sacco di economisti che avevano previsto i problemi di un’Unione Monetaria europea prima che essa venisse creata. Un importante economista che non è sulla lista di Bloomberg è Martin Feldstein, che in un famoso articolo del 1997 su Foreign Affairs inizia così:

Monnet aveva torto … Se l’Unione Monetaria europea viene fatta, come ora sembra probabile, cambierà il carattere politico europeo in un modo che potrebbe portare a dei conflitti in Europa … Per quali motivi ci sarebbero questi conflitti? All’inizio ci sarebbero degli importanti disaccordi tra i paesi membri dell’unione sugli obiettivi e le modalità della politica monetaria. Questi disaccordi risulterebbero esacerbati ogni volta il ciclo economico fa aumentare la disoccupazione in un particolare paese o in un gruppo di paesi. Questi disaccordi economici potrebbero confluire in un più generale senso di sfiducia tra i paesi europei.

Feldstein fu uno dei tanti economisti americani che dubitavano che un’unione valutaria in Europa avrebbe funzionato. Di fatto, c’è un intero articolo sull’Econ Journal Watch che si occupa del tendenziale scetticismo della maggior parte degli economisti americani verso l’euro già prima che l’euro fosse stato creato. Gli autori, entrambi europei, sostenevano che la Storia aveva già dimostrato che questi americani scettici avevano torto. Scrivevano così:

Il risultato principale della nostra indagine è che negli anni ’90 gli economisti accademici americani erano per la maggior parte scettici sulla moneta unica. Ad oggi l’euro esiste da oltre un decennio. Le previsioni pessimiste e gli scenari disegnati dagli economisti accademici americani negli anni ’90 non si sono realizzati. L’euro è ben consolidato. Non ha prodotto agitazioni politiche in Europa, e ha favorito l’integrazione finanziaria, del lavoro e dello scambio delle merci all’interno dell’area euro. Il commercio dentro l’eurozona è aumentato, e con esso la sincronizzazione del ciclo economico. I differenziali di inflazione dentro l’area euro al momento sono comparabili a quelli tra gli Stati americani.

Perché gli economisti USA erano così scettici nei confronti dell’integrazione monetaria europea ancor prima dell’esistenza fisica dell’euro?

È ironico che l’articolo sia stato pubblicato all’inizio del 2010, proprio quando stava iniziando a manifestarsi la crisi del’eurozona. Per quanto ci riguarda, la cosa più interessante di questo articolo non è il suo trionfalismo straordinariamente inopportuno sull’euro, ma la sua documentazione sui tanti economisti americani che erano scettici sull’euro. L’articolo considera le pubblicazioni degli economisti americani negli anni ’90, includendo sia la Federal Reserve che gli ambienti accademici. Qui sotto c’è la lista delle pubblicazioni accademiche riportate nell’articolo:

eurofailure

A questa lista aggiungete altre 43 pubblicazioni della Federal Reserve. Perciò sì, c’erano un po’ più di nove persone ad esprimere qualche dubbio e preoccupazione sulla fattibilità dell’eurozona. La prossima volta che sentite qualcuno che esalta i pochi che avevano visto arrivare la crisi dell’eurozona, sappiate che erano in realtà molti ad averla prevista.

Aggiunta: Forse la maggior parte dei cittadini del Regno Unito che si opponevano la Trattato di Maastricht nel 1992 lo facevano perché capivano i problemi di un’Unione Monetaria Europea. Dopotutto, erano appena usciti dalla crisi del Sistema Monetario Europeo (SME). Aggiungete anche questi alla lista di persone che avevano previsto la crisi dell’eurozona.