una volta Come riporta Russia Insider, il governo russo ha formalmente smentito Tsipras: non è vero che la dracma non è stata reintrodotta per un mancato appoggio esterno. Anche analizzando le notizie a disposizione non era difficile arrivare alla stessa conclusione. Il motivo per il quale Tsipras sta – ancora una volta – mentendo è semplice: poiché sta facendo quello che aveva giurato non avrebbe mai fatto, ossia inchinarsi ai voleri dell’austera troika, ha bisogno di un capro espiatorio per salvare la propria carriera politica.

 

Di Alexander Mercouris, 23 luglio 2015

 

Il governo russo ha formalmente negato il report apparso sul giornale greco To Vima secondo il quale, nelle ore successive al referendum, Putin avrebbe respinto una richiesta da Tsipras di 10 miliardi di dollari per sostenere una nuova dracma.

Il report in effetti non ha senso. Putin non sarebbe stato in grado di soddisfare una simile richiesta, se mai fosse stata fatta.

La Russia avrebbe potuto fornire alla Grecia 10 miliardi di dollari con così poco preavviso solo attraverso il suo fondo di previdenza nazionale. Ma questa operazione è vietata dalle sue regole che impediscono al fondo di investire in titoli che non abbiano un rating pari a “AAA”. Il Rating della Grecia è a livello “spazzatura”, quindi un prestito alla Grecia avrebbe violato le regole del fondo.

In realtà, una volta, Putin ha ordinato al fondo di prestare denaro a un debitore il cui rating di credito non lo qualificava per un prestito del fondo. E’ stato nel dicembre 2013 quando ha concesso un prestito all’Ucraina usando soldi prelevati dal fondo.

Da allora, i Russi si sono pentiti della decisione. Basti pensare che gli ucraini hanno sostenuto che, siccome il prestito è stato concesso contro le regole del fondo, esso è da considerarsi un debito privato — anziché pubblico — quindi è possibile fare default rispetto a tale prestito.

I russi non sono disposti a essere messi di nuovo in quella condizione e hanno pubblicamente e ripetutamente escluso un tale prestito alla Grecia. È inconcepibile che Tsipras non ne fosse a conoscenza quando ha parlato con Putin, dal momento che i Russi ne hanno ripetutamente parlato.

L’unica altra fonte possibile di fondi sarebbe stato un pre-pagamento da Gazprom nel quadro di un contratto per una condotta. I Russi avevano offerto tale pagamento anticipato di 5 miliardi di dollari nel mese di aprile ma Tsipras e il governo greco avevano rifiutato – un fatto che viene ammesso da To Vima.

Alla fine, il contratto per la condotta è stato firmato nel mese di giugno senza il pagamento anticipato, e non sembra credibile che nelle ore immediatamente successive al referendum Tsipras avesse potuto credere che l’intero contratto potesse essere rinegoziato in breve tempo per includere il pre-pagamento.

Se Tsipras avesse fatto questa richiesta a Putin nelle ore successive al referendum — o anche nelle settimane precedenti — allora avrebbe solo rafforzato l’impressione dei Russi di avere a che fare con un dilettante, incapace di decidersi e indegno di fiducia.

È molto più probabile — e molto più coerente con i fatti noti — che la richiesta di 10 miliardi di dollari non sia mai stata fatta.

Nel corso di tutti i loro contatti con Tsipras i russi hanno detto ripetutamente che lui non aveva chiesto loro aiuto finanziario per la Grecia, ma che avrebbero considerato tale richiesta se mai fosse stata fatta.

È possibile che i russi l’abbiano detto per aiutare Tsipras a salvare la faccia, ma è più probabile che stessero dicendo la verità.

Varoufakis, che dovrebbe sapere come si sono svolti i fatti, non ha mai menzionato tale richiesta nel resoconto dettagliato che ha dato delle varie trattative, ed è difficile capire perché non avrebbe riportato questa richiesta se effettivamente era stata fatta.

Ma allora perché, se è falsa, questa storia appare in questo momento?

In breve, la risposta è: a causa della crisi politica in Grecia. Mentre la crisi si aggrava, sta diventando urgente per Tsipras e i suoi sostenitori affermare che non c’era alcuna alternativa e addossare la colpa a qualcun altro.

Questo sembra essere l’obiettivo di questa storia, con Putin, insieme a Teheran e Pechino — che avrebbero rifiutato le richieste di aiuto di Tsipras— che vengono additati come le persone che hanno voltato le spalle alla Grecia nel momento del bisogno, lasciando Tsipras senza possibilità di scelta se non quella di cedere alle richieste dell’Unione Europea.

Purtroppo questo incidente rischia di avere gravi ripercussioni.

Ho già scritto di come l’approccio manipolativo di Tsipras verso i Russi li avrà offesi e fatti infuriare.

Quest’ultimo incidente è destinato ad aumentare significativamente il problema.

Putin ha ripetutamente fatto capire che nulla lo fa infuriare di più del vedere abusate le sue discussioni riservate con i leader stranieri al fine di spacciare versioni distorte o fabbricate delle cose che ha detto privatamente.

Si è pubblicamente lamentato di questo nei confronti di Anders Fogh Rasmussen quando egli era Primo Ministro della Danimarca.

Quando Jose Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, ha fatto la stessa cosa durante il periodo più intenso del conflitto ucraino dell’anno scorso, Putin minacciò di pubblicare il record stenografico di tutta la conversazione, costringendo Barroso ad una pubblica ritrattazione.

Se Putin pensa che Tsipras ha fatto la stessa cosa, allora la fiducia di Putin in lui sarà compromessa irrimediabilmente.

Putin sarà comunque più attento d’ora in poi a quello che dice a tutti i visitatori che arrivano dalla Grecia.