WSWS: Il Tradimento Politico di Syriza (Documentato da Varoufakis)

Il World Socialist Web Site pubblica un duro articolo in cui denuncia il tradimento politico di Syriza, i cui contorni sono chiaramente delineati da molte recenti dichiarazioni, specialmente da parte di Varoufakis in un’intervista di alcuni giorni fa. Purtroppo era tutto evidente da molto tempo: il tradimento di Syriza era stato ampiamento annunciato, non ci si poteva aspettare che attuasse davvero un programma di sinistra, e infatti non l’ha fatto.

 

di Robert Stevens, 24 agosto 2015

L’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis sta continuando il suo sforzo per prendere le distanze dal memorandum di austerità che il Primo Ministro Alexis Tsipras ha accettato di imporre. Nel farlo sta solo confermando la bancarotta politica dell’intero progetto di Syriza, che è stato tanto bene accolto dai gruppi internazionali di pseudo-sinistra.

Varoufakis diventò ministro delle finanze dopo l’elezione di Syriza alle elezioni di gennaio. Fu poi rimosso dall’incarico da Tsipras il 6 luglio, subito dopo la valanga di voti contro l’austerità ottenuti nel referendum voluto dal governo guidato da Syriza.

In un’intervista all’Observer della scorsa settimana, Varoufakis ha detto che Tsipras ha deciso di “arrendersi” all’Unione Europea e agli altri creditori della Grecia, e sta cercando di diventare “un nuovo De Gaulle“.

Varoufakis ha fornito ulteriori dettagli su come Tsipras, la sera stessa della vittoria schiacciante nel referendum contro le pretese di austerità avanzate dall’Unione Europea, decise di concludere un accordo per accettare tutte le misure richiesta dall’UE.

Tsipras giustificò questa scelta sulla base del fatto che “è meglio che un governo progressista attui delle condizioni di resa che depreca piuttosto che lasciare che a farlo siano i tirapiedi della Troika [Commissione Europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale], che attuerebbero le stesse condizioni di resa con entusiasmo“.

Come dimostrato dagli eventi, il principale “tirapiedi” della Troika è proprio Syriza, con lo stesso Varoufakis in uno dei ruoli da protagonista.

L’ex ministro delle finanze ha descritto come, nelle trattative con la Troika, egli stesso propose misure di politica economiche “in stile Thatcher o Reagan“, tra cui riduzioni di tasse e privatizzazioni. Ma queste non furono accettate, si lamenta Varoufakis, perché la Troika voleva solo ottenere una resa totale e un “cambio di regime“.

Syriza giunse al potere con l’idea di cercare una serie di alleanze in Europa, tra gli altri con Italia, Francia, e gli altri paesi molto indebitati, e con queste avrebbe avanzato le proprie proposte per una soluzione sul debito estero greco, che ammonta a 300 miliardi di euro.

Tuttavia, sopra ogni altra cosa erano preoccupati di ottenere il sostegno della Germania. È per questo che Varoufakis viaggiò personalmente a Berlino e salutò l’architetto dell’austerità europea, il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, come uno dei più grandi leader politici del nostro tempo.

Quando è diventato chiaro che Schäuble non avrebbe fatto alcuna concessione alla Grecia, e stava tramando per gettare la Grecia fuori dall’eurozona, l’attenzione di Syriza e Varoufakis si concentrò sul tentativo di convincere la Cancelliera tedesca Angela Merkel a tenere a freno Schäuble.

Varoufakis ha dichiarato all’Observer che “non abbiamo mai pensato che la Troika potesse riconoscere i propri errori… Pensavamo che i leader europei sarebbero intervenuti, e in particolare che lo avrebbe fatto la Cancelliera Merkel“.

La scorsa settimana Varoufakis ha pubblicato il documento che aveva presentato alla Troika nel corso delle trattative di maggio e giugno. La sua proposta fu sottoscritta da un “Gruppo di Consiglieri Internazionali”, tra cui Lord Norman Lamont, che Varoufakis descrive come “un caro amico”.

Lamont era stato a capo del ministero del tesoro nel governo dei Conservatori britannici guidato da John Major. Ebbe una serie di incarichi di vertice nel governo di Margaret Thatcher. Recentemente ha scritto che la sua amicizia con Varoufakis era basata sul fatto che avevano vedute simili in materia di economia:

Io e Yanis abbiamo partecipato a un dibattito sull’euro a Melbourne, in Australia, ed eravamo su posizioni contrapposte, ma col procedere del dibattito ci siamo accorti che eravamo sui fondamenti della questione e che in realtà non c’era molta differenza tra le nostre vedute…

Tra coloro che hanno consigliato Varoufakis c’era anche Thomas Mayer, ex capo economista della Deutsche Bank, e Lawrence Summers, professore all’Università di Harvard ed ex segretario del Tesoro statunitense. Poi c’era la ricercatrice Mariana Mazzucato, membro permanente del gruppo di esperti per l’innovazione e la crescita della Commissione Europea.

James Galbraith dell’Università del Texas è da lungo tempo collaboratore di Varoufakis. Prima di giungere alla carica nel governo greco, Varoufakis fu autore di diverse versioni di “A Modest Proposal for Resolving the Eurozone Crisis” [Una Modesta Proposta per Risolvere la Crisi dell’Eurozona, NdT], la prima delle quali su scritta con l’ex parlamentare laburista britannico Stuart Holland. L’ultima versione, uscita nel luglio 2013, fu pubblicata in collaborazione con Galbraith. Nel giugno 2013, Varoufakis e Galbraith scrissero un editoriale in evidenza intitolato “Solo Syriza Può Salvare la Grecia”.

Varoufakis e Galbraith assicurarono l’élite internazionale dominante che un governo di Syriza “non sarebbe stato un male per l’Europa e gli Stati Uniti“. Se Syriza fosse stata eletta, scrivevano, “non sarebbe cambiato nulla nelle questioni cruciali per gli Stati Uniti… Syriza non ha intenzione di lasciare la NATO né di chiudere le basi militari americane“.

I documenti presentati da Varoufakis a Schäuble e compagni in maggio e giugno erano intitolati “Un quadro politico per il consolidamento fiscale, la ripresa e la crescita della Grecia” e “Come far finire la crisi greca: Riforme strutturali, crescita tramite investimenti e gestione del debito“.

Invocarono privatizzazioni e la creazione di una “bad bank”, come quella istituita dal governo irlandese pro-austerità, per dirigere la spesa pubblica nelle mani di quelle stesse banche che avevano portato l’economia sull’orlo del crollo. Il documento di giugno assicurava la Troika sul fatto che le proposte di Syriza “non sarebbero costate ai partner europei e internazionali della Grecia nemmeno un euro di ulteriori finanziamenti“.

Varoufakis ha concluso la sua intervista all’Observer insistendo di nuovo sul fatto che non c’è alcuna prospettiva di socialismo. “Non credo che un periodo di depressione sia adatto alla rivoluzione“, ha dichiarato, aggiungendo che “i soli individui che ne beneficiano sono i nazisti, i razzisti, i bigotti e i misantropi“.

Tsipras, che ha selezionato Varoufakis con molta cura per la posizione più importante nel suo governo, nonostante Varoufakis non fosse mai stato un membro di Syriza, non avrebbe nulla su cui non essere d’accordo.

Il modo in cui Varoufakis ha documentato la prospettiva reazionaria e anti-socialista di Syriza mette in luce le menzogne nella Piattaforma di Sinistra e di tutti i gruppi di pseudo-sinistra in giro per il mondo, i quali, dopo aver indicato per mesi Syriza come il modello da seguire, ora fanno lo stesso servizio alla fazione tardivamente dissidente del partito.

Molti dei rappresentanti della Piattaforma di Sinistra, tra cui il leader Panagiotis Lafazanis, hanno occupato alte cariche nel governo di Syriza e nel partito. La Piattaforma di Sinistra dichiarò, ad un certo punto, di avere la maggioranza del Comitato Centrale del partito, e di avere 4 su 11 seggi nella segreteria politica del partito. Erano i sostenitori più entusiasti dell’alleanza tra Syriza e il partito xenofobo e di destra dei Greci Indipendenti.

Varoufakis ha tenuto stretti contatti con Lafazanis per tutto il tempo del suo incarico. Poco dopo che, in febbraio, Syriza accettò di estendere il programma di austerità che era stato precedentemente accettato dal governo di Nuova Democrazia, Varoufakis fu fotografato nella caffetteria del parlamento greco mentre discuteva con Lafazanis.

Lafazanis e i suoi compari sapevano tutto ciò che Varoufakis e Tsipras stavano discutendo con la Troika, e al momento decisivo hanno fatto in modo che, coi loro voti, Syriza restasse al potere.

Una parte della Piattaforma di Sinistra si è ora separata da Syriza, essendo stata costretta da Tsipras a uscire, dato che egli non è più disposto a tollerare nemmeno la loro timida opposizione, e ha formato il movimento Unità Popolare (Laiki Enótita). In questa veste continueranno a dedicare i loro sforzi a impedire lo sviluppo di un movimento rivoluzionario della classe lavoratrice greca.

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