Russia Insider: Il rublo debole sostiene il boom di produzione di auto in Russia

A causa della caduta del prezzo del petrolio, il rublo, moneta russa, si è parecchio svalutato negli ultimi mesi. Si tratta di una flessione assolutamente fisiologica. Come riporta Russia Insider, ciò aiuta l’economia russa ad affrontare la situazione: infatti diviene più conveniente la produzione di beni in questo paese rispetto che all’estero. E come al solito le grandi aziende, sempre pronte a sostenere le monete forti laddove vogliono vendere, approfittano della situazione spostando la produzione nei paesi a moneta debole. Come la Germania!

 

Di Sputnik, 26 Agosto 2015

 

I rappresentanti di Volkswagen e Hyundai hanno annunciato che le due compagnie stanno pianificando di avvantaggiarsi del rublo debole aumentando la produzione delle loro fabbriche russe di veicoli per il mercato estero del Medio Oriente e dell’Estremo Oriente.

Il vertice della branch russa ha annunciato che , nelle prossime settimane, Hyundai consegnerà le sue Solaris, prodotte nella fabbrica russa, in Egitto e in Libano.

Entro la fine di agosto la fabbrica russa dell’azienda avrà prodotto un primo lotto di 550 autovetture, e prevede di consegnarne circa 4.000 ai paesi del Medio Oriente entro la fine dell’anno.

“Abbiamo fatto un gran lavoro per essere pronti all’inizio delle nostre esportazioni in Medio Oriente, e consideriamo che il ricorso a nuovi mercati sia il nostro contributo allo sviluppo delle esportazioni dei beni prodotti in Russia”, ha detto Choi Dong El, direttore generale della fabbrica russa di Hyundai, situata nella periferia di San Pietroburgo e che impiega più di 2.220 persone, producendo 200.000 autovetture all’anno.

Sergey Tselikov, il capo dell’agenzia analitica automobilistica Autostat, ha dichiarato a Izyestya che i produttori stranieri in Russia possono avvantaggiarsi della grande capacità delle fabbriche di automobili russe:

“La reale capacità di produzione russa di autovetture è di 3 milioni di vetture all’anno, e la mia stima è che quest’anno ne verranno prodotte 1,2 milioni. Le fabbriche stanno lavorando al 50% della capacità, perciò è logico sostituire la richiesta nazionale declinante di vetture con la richiesta di altri mercati”, ha detto Tselikov, che ha stimato il potenziale volume di export in 150.000 – 200.000 vetture all’anno.

Martedì Marcus Ozegovich, direttore generale di Volkswagen Russia, ha dichiarato a Izvestiya che, insieme a Hyundai, la sua azienda progetta di avvantaggiarsi dalla debolezza della valuta russa e di aumentare l’export ad altri paesi che confinano con la Russia

“non parlo di export verso il CIS (Commonwealth of Independent States), che esiste già da parecchio tempo, ho in mente esportazioni su scala globale”.

“Non è così semplice: ci sono correnti di esportazioni globali, accordi, spese logistiche, tasse e impedimenti doganali dei vari paesi, e così via”.

“E’ una sfida piuttosto seria per noi, ma che alla fine ci permetterà di migliorare la nostra qualità qui”.

Il piano di incrementare la produzione per l’export a mercati più ampi è un passo senza precedenti per i produttori stranieri di autovetture con impianti in Russia, dove la produzione tradizionalmente si è concentrata sul mercato russo e del CIS.

Le autovetture per il mercato estero sono state invece largamente prodotte dalle aziende russe come AytoVAZ, che produce la Lada, così come UAZ, che produce fuoristrada, e GAZ e KAMAZ, che producono camion.

L’esperto di autovetture Morzheretto ha dichiarato a Izvestiya che le esportazioni dalla Russia potrebbero perfino finire sul mercato dell’Europa dell’Ovest:

“L’Europa dell’Ovest potrebbe essere tra le regioni che importano tali autovetture. Per esempio, quando la Renault ha sviluppato il marchio romeno Dacia, si supponeva che queste macchine fossero destinate solo ai mercati in via di sviluppo, mentre adesso possiamo vederle ovunque nell’Unione Europea”, ha spiegato Morzheretto, che ha menzionato la Volkswagen Polo sedan, che viene prodotta solo in Russia nella fabbrica Volkswagen di Kaluga, come uno dei possibili prodotti da esportazione.

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