Grecia e Ucraina: una nuova forma di colonialismo sta emergendo in Europa

Dal sito di Telesurtv un interessante articolo illumina (ahinoi di una livida luce) il quadro della nuova forma di colonialismo che si sta attuando in Europa, i cui esempi più macroscopici sono la Grecia e l’Ucraina,  ma che prende piede via via in tutti i paesi che subiscono i colpi di questa crisi indotta.  Come nell’economia cresce il peso della finanza, così cambia la forma dell’estrazione della ricchezza  dalle nuove colonie.

di Jack Rasmus, 29 agosto 2015

Una nuova forma di colonialismo sta emergendo in Europa. Non un colonialismo imposto dalla conquista militare e dall’occupazione, come nel 19 ° secolo. Nemmeno la forma più efficiente di colonialismo economico sperimentato dagli Stati Uniti nel periodo successivo al 1945, dove i costi di amministrazione diretta e l’occupazione militare sono stati sostituiti da compiacenti élite locali a cui è dato di condividere la ricchezza estratta in cambio del permesso di governare in nome e per conto dei colonizzatori.

Nel 21° secolo, si tratta di “colonialismo mediante il trasferimento di attività finanziarie.” E’ un’estrazione ricchezza dalla colonia da parte dei manager dei paesi colonizzatori, i quali sono incaricati di amministrare direttamente dentro la colonia i processi attraverso i quali le attività finanziarie devono essere trasferite. Questa nuova forma di colonialismo fatto di gestione diretta e trasferimento di ricchezza finanziaria sta ora emergendo in Grecia e in Ucraina.

Dietro le apparenze del recente accordo sul debito greco vi è la realtà dei banchieri europei e delle loro istituzioni – la Commissione europea, la Banca centrale europea, il FMI, e il Meccanismo europeo di stabilità (ESM) – che presto assumeranno la gestione diretta dell’economia, secondo il Memorandum of Understanding, MoU, firmato il 14 Agosto 2015 dalla Grecia e dalla Troika. Il MoU esercita la gestione diretta in vari modi. Nel caso dell’Ucraina, è ancora più diretta. Stati Uniti e banchieri ombra europei sono stati instaurati da US-Europa lo scorso dicembre 2014 come ministri dell’economia e della finanza dell’Ucraina. Da allora gestiscono direttamente e quotidianamente l’economia dell’Ucraina.

Il nuovo colonialismo come trasferimento di attività finanziarie assume diverse forme pratiche: trasferimento di ricchezza sotto forma di pagamenti di interessi su un debito sempre crescente,  liquidazioni di beni pubblici venduti direttamente a investitori e banchieri dei colonizzatori, e  acquisizione di fatto del sistema bancario della colonia e degli attivi bancari per trasferire ricchezza agli azionisti dei banchieri e investitori privati del paese colonizzatore.

Il caso della Grecia

L’ultimo accordo sul debito siglato il 14 ago 2015 tra la Grecia e la troika delle istituzioni economiche europee aggiunge altri 98 miliardi di $ al debito della Grecia, facendo aumentare il debito totale a più di 400 miliardi di dollari. Quasi tutti i 98 miliardi di $ sono destinati ai pagamenti del debito e alla ricapitalizzazione delle banche greche. La ricchezza viene estratta sotto la forma che i Greci devono produrre di più, o tagliare la spesa e aumentare le tasse, al fine di creare quello che si chiama un avanzo primario di bilancio da cui trarre il denaro per ripagare gli interessi e il capitale.

I greci non produrranno i loro beni a un minor costo e non li venderanno alla Germania a un prezzo più conveniente perché siano ri-esportati a più alto prezzo e generino profitto – come nel colonialismo del 19° secolo. Le multinazionali non vanno a trasferirsi in Grecia per pagare salari più bassi, ridurre i costi, e poi ri-esportare verso il resto del mondo per il profitto – come nel tardo colonialismo USA del 20° secolo. I greci lavoreranno di più e per meno soldi al fine di generare un surplus che tornerà indietro alle istituzioni della troika sotto forma di pagamento di interessi su un debito sempre crescente. La troika sono gli intermediari, gli esattori, le agenzie statali rappresentanti dei banchieri e degli investitori, per conto dei quali si riscuotono i pagamenti del debito. Sono organismi sovra-statali e i nuovi agenti dell’estrazione e trasferimento della ricchezza finanziaria.

Il MoU Grecia-troika definisce nel dettaglio la gestione diretta, ed anche  quanto e come sarà estratta e trasferita la ricchezza. Il protocollo d’intesa inizia affermando esplicitamente che nessuna legislazione o altri atti, anche di rilievo secondario, da parte delle istituzioni politiche della Grecia possono essere adottati senza la previa approvazione della Troika. La troika ha quindi in Grecia il potere di veto su praticamente tutte le misure politiche, tutte le decisioni legislative o esecutive, e su tutti i livelli di governo.

Inoltre, la Grecia non avrà più una politica fiscale. La troika definirà il bilancio. Supervisionerà la redazione del bilancio. Il protocollo d’intesa prevede una ristrutturazione totale delle entrate e delle spese greche che devono essere effettuate nel nuovo bilancio. La Grecia arriva a scrivere il suo bilancio, ma solo se questo bilancio è il bilancio voluto dalla Troika. E i rappresentanti della Troika ne controlleranno la conformità al fine di garantire che la Grecia aderisca al bilancio della troika. Ogni agenzia greca ed ogni commissione legislativa del Parlamento greco avrà così il suo ‘commissario della Troika’ che gli starà col fiato sul collo quasi quotidianamente.

Il protocollo d’intesa stabilisce che la troika ha anche il potere di nominare “consulenti indipendenti” nei Consigli di amministrazione delle banche greche. Molti vecchi amministratori delle banche saranno rimossi. In altre parole, le banche greche ora saranno gestite quotidianamente da incaricati della troika. Filiali delle banche greche all’estero saranno “privatizzate”, cioè vendute ad altre banche dell’Eurosistema. Quindi ora le banche greche sono greche solo di nome. Esse diventeranno appendici e de facto filiali delle banche dell’Euro del nord che si celano dietro il velo della Troika e lavorano alle spalle delle banche greche loro controparti. Le diverse decine di miliardi di dollari stanziati per ricapitalizzare le banche greche saranno depositati nelle banche del Lussemburgo, non in Grecia. La Grecia non ha più una politica monetaria; la Troika si.

La Banca Mondiale ridisegnerà il sistema di welfare greco e un nuovo sistema di sicurezza sociale. I nuovi nominati al Ministero del Lavoro, dopo l’approvazione della troika, “razionalizzeranno il sistema dell’istruzione” (cioè licenziamenti di insegnanti e tagli salariali). Il nuovo ministero del Lavoro, controllato dalla Troika, attuerà le proposte dei “consulenti indipendenti” della Troika per limitare le “azioni industriali” (cioè gli scioperi) e la contrattazione collettiva e seguendo le raccomandazioni dei consulenti istituirà nuove regole per i licenziamenti collettivi (cioè i licenziamenti di massa). Le pensioni saranno tagliate, l’età pensionabile aumentata, i contributi per l’assistenza sanitaria dei lavoratori saranno aumentati, i governi locali resi più efficienti (licenziamenti, tagli salariali), e l’intero ordinamento giuridico revisionato.

Il Fondo per le privatizzazioni di beni pubblici greci da 50 miliardi rimarrà in Grecia. Tuttavia, secondo il MOU, opererà “sotto il controllo delle competenti istituzioni europee”. La troika deciderà ciò che deve essere privatizzato e venduto, a quale prezzo (di svendita) e a quali dei suoi favoriti investitori. Nel frattempo, vengono accelerate le vendite delle privatizzazioni in corso.

Il caso dell’Ucraina

Nel caso dell’Ucraina, solo una volta che i banchieri USA ed Euro sono stati instaurati come ministri delle finanze e dell’economia lo scorso dicembre 2014, allora sono stati promessi più prestiti all’Ucraina. Gli Stati Uniti e l’UE hanno messo altri 4 miliardi di $ a gennaio, e il FMI ha annunciato rapidamente il nuovo accordo da 40 miliardi nel mese di febbraio. Dopo i 40 miliardi di dollari, il debito dell’Ucraina è salito dai 12 miliardi di $ nel 2007 ai 100 miliardi di $ nel 2015. Il nuovo debito da 100 miliardi di $ significherà un aumento massiccio dell’estrazione di ricchezza finanziaria sotto forma di pagamento di interessi su quei 100 miliardi di $.

Un’altra forma di trasferimento avverrà con l’accelerazione delle privatizzazioni. Non meno di 342 ex aziende pubbliche sono in lista per la vendita nel 2015, comprese centrali elettriche, miniere, 13 porti, e persino aziende agricole. Le vendite probabilmente saranno a prezzi di saldo, a beneficio degli “amici” USA ed europei dei nuovi ministri USA ed europei. E nello stesso modo anche la vendita delle aziende private ucraine sarà approvata dai nuovi Ministri. Una ogni cinque è tecnicamente fallita e non in grado di rifinanziare i 10 miliardi di $ di debito dei junk bond aziendali. Molte andranno in fallimento, le migliori saranno raccolte dai banchieri ombra degli Stati Uniti e della UE, e da multinazionali.

Quel che la Grecia e l’Ucraina rappresentano oggi è la gestione più diretta dell’estrazione di ricchezza e del suo trasferimento sotto forma di attività finanziarie. Nei salvataggi del debito pubblico del passato il Fondo monetario internazionale e le altre istituzioni impostavano i parametri di ciò che il paese salvato doveva fare. Ma si lasciava che fosse il paese a realizzare il piano.  Non più. Ora  è  la gestione diretta a garantire che la colonia non abbia esitazioni o ritardi nel trasferimento delle attività finanziarie attivato da un debito sempre crescente.

 

Categories Nazioni Voci dall'estero