La truffa messa a punto dalla Volkswagen sulle emissioni delle auto è così clamorosa, oltre che per l’enormità del fatto, anche per il modo meticoloso e premeditato in cui è stata condotta: la casa automobilistica ha creato un dispositivo software ad hoc per imbrogliare i sistemi di misurazione e poter commercializzare auto che violavano i parametri. Un articolo di The Local spiega come, secondo le dichiarazioni di alcuni politici, perfino il governo tedesco fosse al corrente dell’imbroglio, ma abbia preferito lasciar correre.

 

TheLocal.de, 23 settembre 2015

Questo martedì sera il partito di opposizione dei Verdi ha affermato che il governo tedesco ha ammesso di essere a conoscenza dell’imbroglio sulle emissioni di gas delle auto Volkswagen già in luglio, e non ha fatto nulla a riguardo.

Il governo ci ha detto che a luglio sapeva di questo software [che regolava le emissioni a seconda che l’auto fosse sottoposta a una fase di test, NdT] che veniva utilizzato negli USA, e sapeva chiaramente che il software era usato in modo molto esteso“, ha detto Olivier Krischer, capogruppo del Partito dei Verdi, a N24.

Il governo ha lavorato in collaborazione con l’industria automobilistica, non per assicurarsi che i livelli di emissioni venissero ridotti, ma affinché che i sistemi di misurazione venissero tarati in modo tale da far risultare sulla carta che le automobili fossero adeguate agli standard richiesti“, ha continuato Krischer.

Il governo aveva già ammesso in luglio che c’erano delle “carenze” nei sistemi di misurazione dei gas di emissione delle auto, secondo quanto affermato dal parlamentare dei Verdi.

Krischer punta il dito specialmente contro il Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, che ha accusato di essere stato ipocrita nel chiedere un’indagine sulle attività della Volkswagen.

È sorprendente vedere come Dobrindt si finga scioccato dalle notizie degli ultimi giorni, mentre in luglio era ben informato sulla situazione“, ha detto Krischer.

Ma Dobrindt ha negato che il governo sia mai sfuggito alle proprie responsabilità sull’intera questione.

Facciamo test in continuazione. Se ci sono delle irregolarità le discutiamo immediatamente col produttore delle auto, in base alle norme vigenti“, ha detto Dobrindt ai giornalisti questo martedì.

La Corea del Sud interroga i rappresentanti Volkswagen

Lo scorso mercoledì, dopo che si è scoperto l’imbroglio messo in atto dal gigante automobilistico tedesco, i funzionari ambientali della Corea del Sud hanno interrogato i rappresentanti della Volkswagen in merito ai test sulle emissioni condotti negli USA.

L’incontro avvenuto presso il Ministero per l’Ambiente si è focalizzato sui tempi e le modalità dei test condotti nella Corea del Sud.
Completeremo i lavori entro la fine di novembre“, ha detto un funzionario del ministero.

Lo scandalo è letteralmente esploso martedì, quando la casa produttrice di auto ha svelato che l’imbroglio potrebbe riguardare ben 11 milioni delle sue automobili in tutto il mondo. Questo ha distrutto un terzo del valore della Volkswagen sul mercato borsistico e minaccia di rovesciare la dirigenza.

Dei cinque modelli diffusi negli Stati Uniti e dotati del software per l’imbroglio ai test, quattro sono stati importati anche dalla Corea del Sud – la Golf, Audi A3, Jetta e Beetle – e di questi circa 59.000 pezzi sono per le strade.

L’Ente USA per la Salvaguardia dell’Ambiente ha detto che la Volkswagen ha montato sui propri veicoli diesel un software che tiene sotto controllo i livelli di emissioni inquinanti solo quando l’auto viene sottoposta ai test ufficiali per il controllo delle emissioni.

Di conseguenza, l’ente ha detto che, al di fuori dei test, le auto diesel della Volkswagen emettono più agenti inquinanti, legati allo smog e ai problemi di salute, in quantità maggiore di quanto sia consentito.

Nel momento in cui gli Stati Uniti hanno aperto un procedimento di indagine penale, l’amministratore delegato della casa automobilistica tedesca, Martin Winterkorn, ha espresso le sue “più profonde scuse” per lo scandalo.