Telegraph: il Portogallo indebitato rifiuta i socialisti e continua con l’austerità

Il Telegraph si interessa alle elezioni di questa domenica in Portogallo: un paese diviso ma acquiescente all’austerità, dove l’astensionismo è destinato a toccare i livelli più alti dal 1974. La notizia è che il Partito Socialista, in testa ai sondaggi per gran parte dell’anno grazie alla retorica europeista ed anti-austerità sulla falsariga di Syriza, dopo la lezione che la Troika ha inflitto ad Atene a luglio sembra destinato a perdere le elezioni a favore dell’attuale governo di centro destra. Sembra venire confermato che, dove la sinistra si presta a fare soltanto politiche di destra – e nell’euro non può essere altrimenti – l’elettorato continua a preferire il format originale o ad astenersi dal votare.

di Mehreen Khan, 3 ottobre 2015

Il destino della Grecia può rivelarsi fatale per la retorica anti-austerità in Portogallo, ma l’economia, già salvata una volta, potrebbe ancora essere fatta deragliare da un governo diviso.

Il Portogallo questo fine settimana eleggerà il suo primo governo post bail-out; i sondaggi suggeriscono che il paese premierà la coalizione di governo che l’ha guidato attraverso quattro anni di austerità.

Il primo ministro Pedro Passos Coelho e la sua alleanza conservatrice sono in corsa per una vittoria di misura nel voto di Domenica, rintuzzando la sfida del Partito Socialista (PS) in ascesa, che è stato in testa ai sondaggi per la maggior parte dell’anno.

Le elezioni di questo fine settimana rappresentano la prima volta in cui l’elettorato è chiamato a votare da quando il Portogallo è stato salvato dai creditori internazionali nel 2011.

Qualora i portoghesi dovessero confermare il governo in carica, altre riforme strutturali e ancora più tagli attendono l’economia, al fine di ripagare il salvataggio da 78 miliardi di euro ai creditori di Bruxelles e al Fondo Monetario Internazionale.

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La sconfitta si rivelerà un grave colpo per il Partito Socialista, guidato da Antonio Costa [nella foto di copertina, NdVdE], che ha condotto una campagna elettorale centrata sul ribaltare le misure di austerità e rilanciare un’economia che soffre di una “fuga dei cervelli” da record ed ha i più alti livelli di debito nella zona euro.

Ma la capitolazione della Grecia ai suoi creditori, all’inizio di quest’anno, sembra essersi dimostrata fatale per il signor Costa e i più piccoli partiti di sinistra in Portogallo.

La sottomissione finale di Atene è stato un “chiaro avvertimento contro l’avventurismo anti-austerità” in Europa, dice Federio Santi del gruppo Eurasia.

“Sullo sfondo del miglioramento delle condizioni economiche, il PS si è trovato effettivamente schiacciato tra un governo di destra moderata e partiti radicali euroscettici che dominano la sinistra”, ha detto.

“Come leader di un partito di centro-sinistra fondamentalmente europeista e piuttosto liberale, lo story telling più abrasivo e anti austerità del signor Costa non ha pagato.”

Ma le prospettive di instabilità politica continuano a minacciare il paese. L’alleanza di governo di centro-destra è destinata a scendere al di sotto della soglia del 40pc richiesta per la maggioranza. Si prevede che anche l’affluenza alle urne sarà la più bassa da quando il paese divenne una repubblica democratica nel 1974.

Se l’onorevole Passos Coelho non dovesse riuscire a ottenere una vittoria netta, dovrà fare affidamento sull’opposizione socialista per far passare i tagli alla spesa, le misure di privatizzazione e gli aumenti delle tasse richieste da parte dei creditori. Il Sig. Costa comunque ha fermamente escluso qualsiasi collaborazione con il partito al governo.

Questa intransigenza potrebbe ora far deragliare i progressi in un paese salutato da Bruxelles come un acquiescente bambino-testimonial dell’austerità.

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Gli analisti avvertono che un governo instabile di minoranza  non sarà all’altezza del compito di fronteggiare un’economia ancora piena di problemi. Nonostante cinque anni sotto un compiacente governo di centro-destra, i progressi nell’attuazione delle riforme strutturali sono notevolmente rallentati negli ultimi anni [per una esaustiva analisi del mito delle riforme applicate sempre troppo lentamente, si rimanda al blog de Il Pedante, NdVdE]

Il FMI ora avverte che qualsiasi nuovo governo deve raddoppiare gli sforzi per ridurre l’eccesso del 360pc di debito o affrontare l’innesco di una nuova crisi del debito.

“Un cambiamento repentino del sentiment dei mercati a causa delle preoccupazioni sulla direzione delle politiche economiche o un riprezzamento del rischio potrebbero rendere più vulnerabile la capacità del Portogallo di ripagare i debiti”, ha detto il FMI.

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