The Guardian: uno studio del FMI sulle valute mostra il potere della svalutazione

The Guardian scrive di un recente rapporto del FMI, in cui si sostiene – mirabile dictu – che il commercio mondiale è ancora guidato dal valore delle valute, e quindi che le svalutazioni hanno un notevole potere nell’orientare importazioni ed esportazioni. A fronte del “sollievo” dei funzionari del FMI nello scoprire che questo importante meccanismo di regolazione è ancora funzionante, sorge però la preoccupazione che possa giustificare le guerre valutarie attualmente in corso; ci si dimentica  del fatto che, in un mercato globale depresso, queste sorgono a causa del tentativo mercantilista di rilanciare la propria economia a spese dei vicini, dopo aver scientemente distrutto la propria domanda interna – o non aver avuto sufficiente tempo per svilupparla.

The Guardian, 28 settembre 2015

Un rapporto asserisce che il commercio mondiale è ancora dominato dall’esportazione di beni, che vendono meglio dopo un taglio del tasso di cambio.

Un calo del 10% del valore della moneta di una nazione può aumentare le sue esportazioni in media dell’1,5% del PIL, secondo uno studio del Fondo Monetario Internazionale che rivela i benefici di una riduzione del tasso di cambio per il commercio estero.

Aumentando i timori che l’economia globale rischi di subire un nuovo ciclo di guerre valutarie, il rapporto sostiene che il commercio globale è ancora dominato dalla esportazione di beni come auto e frigoriferi che vendono meglio dopo che un taglio del tasso di cambio li ha resi meno costosi.

Il rapporto costituisce un elemento chiave del World Economic Outlook del FMI, che dovrebbe essere pubblicato la prossima settimana, quando il prestatore globale di ultima istanza terrà il suo incontro biennale a Lima.

La preoccupazione che alcune delle nazioni più importanti del mondo evitino di riformare le proprie economie optando per la svalutazione delle proprie valute in una disperata corsa alla crescita guidata dal commercio ha afflitto il dibattito sulla ripresa globale.

I governi subiscono l’accusa di intraprendere guerre valutarie per difendere le industrie esportatrici che avrebbero prezzi non competitivi per i mercati globali senza il supporto di un tasso di cambio artificialmente basso.

Shinzo Abe, il primo ministro giapponese, ha fatto dell’aumento delle esportazioni tramite la riduzione guidata del valore dello yen un elemento centrale del suo manifesto. Ha scelto un nuovo governatore della banca centrale, che ha avviato un massiccio programma di stampa di moneta elettronica simile ai programmi di quantitative easing adottati dalla Banca d’Inghilterra e dalla Federal Reserve negli USA. Il FMI ha detto che da metà 2012 lo yen ha perso il 30% del proprio valore nei confronti di un paniere di valute.

La Banca Centrale Europea ha intrapreso una politica simile nel mese di gennaio, aiutando l’euro a cedere di oltre il 10% dall’inizio del 2014. Nel frattempo, il dollaro USA è salito di oltre il 10% dalla metà del 2014.

L’organizzazione con sede a Washington ha detto che a partire dalla crisi finanziaria questi movimenti valutari sono stati “insolitamente grandi”, soprattutto i cambiamenti osservati negli ultimi due anni.

“Anche Brasile, Cina e India hanno visto variazioni insolitamente grandi del valore delle proprie valute”, ha detto.

“Non sorprende che questi movimenti abbiano acceso un dibattito sui loro probabili effetti sul commercio. Alcuni prevedono forti effetti su esportazioni e importazioni, sulla base di modelli economici convenzionali. Altri sostengono che la crescente frammentazione della produzione in diversi paesi – la cosiddetta ascesa delle catene globali del valore – implica che i tassi di cambio nel commercio contino molto meno rispetto al passato, e potrebbero essere del tutto scollegati [dal commercio]”.

Lo studio del Fondo Monetario Internazionale ha rilevato che la maggior parte del commercio è ancora “tradizionale” e ha riguardato l’esportazione e l’importazione di beni e servizi che sono stati sensibili ai movimenti dei prezzi finiti.

Riporta che anche se le imprese globali hanno creato catene di approvvigionamento che si situano in molti paesi e sono isolate dai movimenti delle valute tramite contratti a lungo termine e strumenti di copertura, queste non sono una caratteristica dominante.

I funzionari del FMI sostengono che sono stati sollevati dal fatto che una riduzione del tasso di cambio di un paese si propaga fino a livelli commerciali perché questo significa che aumenti e cadute del valore delle valute hanno continuato ad agire come un meccanismo di riequilibrio del commercio mondiale e di stimolo per una crescita globale sostenibile.

Ma il rapporto, di ampia portata, sarà visto da alcuni decisori politici come prova che i governi devono intraprendere una manipolazione della valuta come mezzo per aumentare le esportazioni.

La constatazione che una caduta del 10% del valore della moneta di una nazione può aumentare le esportazioni in media l’1,5% del PIL sarà sufficiente a stimolare alcuni governi ad adottare politiche che svalutano le loro valute.

I timori che il Giappone raddoppierà nuovamente gli sforzi per ridurre il costo dello yen dopo un aumento del 3,5% sul dollaro e del 6,5% nei confronti della sterlina nell’ultimo mese si sono già intensificati nelle ultime settimane.

La moneta giapponese è considerata un rifugio sicuro nella regione, incoraggiando gli investitori a comprare beni patrimoniali in yen e facendo salire il suo valore.

Preoccupato dai recenti sviluppi, il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha detto nel fine settimana che si aspetta uno yen più debole, lasciando intendere che la banca centrale aumenterà il suo programma di QE.

Vi è anche un monito per il Regno Unito, che ha subito un calo delle esportazioni manifatturiere a seguito di un aumento del 20% del valore della sterlina.

La sterlina è caduta nelle ultime settimane a seguito di una ripresa dell’euro, ma gli analisti si aspettano che la caduta sia temporanea e che l’alto valore della sterlina continuerà a gravare sugli esportatori.

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