La Germania potrebbe fare “concessioni” se la Grecia trattiene più migranti

Come riporta Keep Talking Greece, la legge del più forte continua a prevalere all’interno dell’eurozona. Per gestire l’attuale crisi migratoria, la Germania non esita a fare ricorso alla sua posizione dominante sulla Grecia: il già disastrato paese mediterraneo dovrà farsi carico di buona parte del problema, in cambio di sempre generiche “concessioni” nell’ambito dell’ennesimo “salvataggio”. Persino chi in passato aveva creduto nel “nobile progetto europeo”, oggi è disgustato dalla prepotenza e dai ricatti che sono ormai il pane quotidiano dell’Unione.

 

Di Keep Talking Greece, 16 ottobre 2015

 

Il governo tedesco sta valutando di ‘aiutare’ finanziariamente la Grecia – ma solo se Atene verrà maggiormente coinvolta nella crisi dei rifugiati. Questo è quanto il quotidiano tedesco Wirtschaftswoche (WiWo) ‘ha saputo’ da fonti del governo tedesco.

“Il governo tedesco non esclude di venire incontro alla Grecia finanziariamente, se Atene aumenta il suo impegno nella crisi dei rifugiati,” ha fatto notare venerdì il WiWo e ha citato fonti del governo Merkel:

“La nostra massima priorità attualmente è che ulteriori rifugiati rimangano in Grecia.”

Per ottenerlo “altre considerazioni come la rigorosa insistenza sugli accordi del programma (di salvataggio NdVdE) potrebbero essere messe da parte,” sottolinea il tedesco quotidiano.

All’interno di questo spettacolare ricatto, non è chiaro esattamente cosa intenda la Germania per “altre considerazioni”. Ma nella lingua comune potrebbe tradursi in qualcosa di simile:

La Germania promette di essere più comprensiva ed eventualmente chiudere un occhio o entrambi, riguardo l’attuazione rigorosa del 3° programma di salvataggio e delle infinite azioni preventive e riforme strutturali, se la Grecia accetta di mantenere più rifugiati nel paese.

Secondo WiWo, “circa 400.000 rifugiati sono arrivati in Grecia dall’inizio dell’anno. Fra loro sono molti sono anche arrivati in barca attraverso il mare Mediterraneo dalla Turchia e vogliono continuare a viaggiare all’interno dell’Unione europea, soprattutto per arrivare in Germania.”

Già ieri, avevo richiamato l’attenzione dei miei lettori su un possibile ricatto – da parte dei partner UE della Grecia in generale e della Commissione Europea in particolare – riguardo la crisi dei rifugiati. Tuttavia, mi ero concentrato sulla pressione della CE e della Germania sulla Grecia perché questa effettui “pattugliamenti congiunti con la Turchia”.

Ma oggi Berlino ha partorito questa nuova idea. Pure, il denominatore rimane lo stesso: i rifugiati e la crisi dei rifugiati in cambio di denaro e vaghe concessioni ad un paese pieno di debiti.

Molti anni fa, quando ho iniziato a scoprire quanto è grande il mondo, ero un devoto sostenitore dell’Unione Europea, della libertà di movimento di persone e merci e di altri bei sogni di un mondo libero, unito e felice.

Non riesco a esprimere quanto io sia stato deluso negli ultimi anni nel vedere che la nobile Unione europea è diventata una banda di teppisti e comuni ricattatori.

PS Tutti sappiamo che la Cancelliera Merkel è sotto immensa pressione soprattutto dal suo partner di coalizione, l’arci-conservatore CSU, riguardo le sue politiche sui rifugiati e che lei cerca di sopravvivere politicamente alla propria crisi.

Ma nel nostro mondo fatto di vita reale, i ricattatori vengono normalmente gettati in prigione.

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