Lo Spiegel rivela alcuni retroscena dell’inchiesta sui pagamenti di mazzette che i rappresentanti del calcio tedesco avrebbero fatto per procurare alla Germania la sede del Mondiale di Calcio 2006. Dopo i vari casi di corruzione condotta in Grecia e l’enorme disastro Volkswagen, questa è un’altra tegola per la Germania, anche se di misura decisamente minore. Ci pare comunque legittimo sospettare che la tempistica di questi scandali —che stanno affossando ora la credibilità morale della Germania— non sia casuale.

Der Spiegel International, 16 ottobre 2015

In quello che potrebbe rivelarsi la più grande crisi del calcio tedesco dai tempi dello scandalo delle mazzette nella Bundesliga degli anni ’70, Der Spiegel ha appreso che la decisione di assegnare l’organizzazione del Mondiale di Calcio 2006 alla Germania potrebbe essere stata acquistata tramite mazzette. Il comitato di gara tedesco avrebbe creato fondi neri riempiti segretamente dall’allora amministratore delegato dell’Adidas, Robert Louis-Dreyfus, con la somma di 10,3 milioni di franchi svizzeri, che allora valevano 13 milioni di marchi tedeschi.

Sembra che sia Franz Beckenbauer, l’eroe calcistico tedesco che guidata il comitato di gara, che Wolfgang Niersbach, l’attuale capo della Federazione Calcio Tedesca, nonché altri alti funzionari sportivi, sapessero dell’esistenza dei fondi neri, al più tardi nel 2005.

Agendo a titolo privato, Louis-Dreyfus — che allora era presidente dell’Adidas, l’azienda di abbigliamento sportivo che forniva gli equipaggiamenti alla nazionale di calcio tedesca — abbia prestato denaro al comitato di gara tedesco prima della decisione di assegnare il Mondiale di Calcio alla Germania, che fu presa il 6 luglio 2000. Il prestito non è mai apparso nel bilancio del comitato di gara né allora e nemmeno in seguito nel bilancio del Comitato Organizzatore, quando il torneo è stato assegnato alla Germania.

Un anno e mezzo prima del Mondiale di Calcio Louis-Dreyfus richiese indietro la somma prestata, che allora valeva 6,7 milioni di euro. I funzionari del Comitato Organizzatore, del quale Beckenbauer era diventato presidente, e Niersbach vicepresidente, nel 2005 iniziarono a cercare un modo di ripagare il fondo illecito in maniera non troppo appariscente.

I documenti interni mostrano che è stata costruita una copertura con l’aiuto dell’organizzazione mondiale di calcio FIFA, per facilitare il pagamento. Usando questa copertura, i tedeschi hanno raccolto 6,7 milioni di euro per una cerimonia di apertura di gala della FIFA, che secondo i piani si sarebbe dovuta svolgere allo Stadio Olimpico di Berlino, ma che poi è stata cancellata. I soldi furono pagati in un conto bancario FIFA a Ginevra. Da lì, la FIFA avrebbe poi trasferito i soldi in un conto a Zurigo appartenuto a Louis-Dreyfus.

Sembra che i fondi siano stati usati per assicurarsi i quattro voti dei rappresentati asiatici presso il comitato esecutivo FIFA, composto di 24 persone. I quattro asiatici votarono allo stesso modo dei rappresentanti europei del comitato esecutivi, quando si dovette scegliere se assegnare il mondiale alla Germania, nel voto del luglio 2000. Dopo che Charles Dempsey, contrariamente alle aspettative, si astense dal voto, la Germania prevalse e ottenne il diritto di ospitare la Coppa del Mondo, nel voto delle 12:11.

Beckenbauer e Niersbach non hanno fornito alcuna risposta quando sono stati contattati dallo Spiegel. Giovedì, la Federazione Calcio Tedesca ha affermato che “per ragioni di tempistica” non ha rilasciato alcuna dichiarazione entro le 24 ore. Ma poi, venerdì mattina, ha inviato un comunicato stampa nel quale i funzionari ammettevano che il comitato organizzatore del Mondiali di Calcio 2006 avevano fatto un pagamento di circa 6,7 milioni di euro alla FIFA nell’aprile 2005. I funzionari hanno dichiarato che è possibile che i pagamento non sia stato effettivamente utilizzato per gli scopi dichiarati (il programma culturale della FIFA). Ma hanno anche detto che il pagamento non è in alcun modo legato all’assegnazione del Mondiale di Calcio alla Germania.

Dei tre rappresentanti asiatici del comitato esecutivo che hanno votato in favore della Germania nel 2000, e che sono tuttora viventi, due non hanno risposto alle richieste di commento avanzate dallo Spiegel. Il terzo, Chung Song Joon della Corea del Sud, ha detto solo che la domanda non meritava risposta. L’ex capo dell’Adidas, Louis-Dreyfus, è morto nel 2009.