Come riferisce l’importante sito online Zero Hedge, aumenta in Germania lo scontento per la crisi migratoria. La Cancelliera Merkel ha finora proclamato la politica delle “porte aperte”, ma la sua base elettorale, i suoi alleati e tutto lo spettro politico puntano i piedi. Il sindacato della polizia, per bocca del suo capo, non usa mezze parole e chiede la chiusura delle frontiere per evitare il disordine sociale. L’area di libera circolazione delle persone di Schengen potrebbe presto scomparire.

 

Di Zero Hedge, 18 ottobre 2015

Un mese dopo che la Germania ha implementato i controlli di confine con l’Austria per arginare la peggior crisi di rifugiati della storia d’Europa, una mossa che noi consideriamo l’inizio della fine dell’unione doganale europea di Schengen, le cose stanno andando di male in peggio. Come abbiamo scritto venerdì, mentre continuano a cadere le tessere del domino anti-Schengen con l’Ungheria che ha chiuso il confine con la Croazia creando semplicemente una nuova rotta di migranti attraverso la Slovenia, che prevedibilmente chiuderà allo stesso modo i suoi confini a breve…

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… la Cancelliera tedesca di ferro Angela Merkel – intoccabile fino a poco tempo fa – si trova di fronte a un “disastro nazionale” interno, dove i politici di ogni estrazione richiedono sempre più la chiusura delle frontiere, dato che la Germania si aspetta di ricevere fino a 1 milione di migranti quest’anno, suggerendo che altrimenti avranno lo scalpo della Merkel.

La Cancelliera sta giocando col fuoco” ritiene il quotidiano conservatore Die Welt, indicando il “crescente divario” tra Merkel e la base del suo partito di centro-destra: i cristiano democratici della CDU, che le chiedono di arginare l’afflusso record. “La Cancelliera ritiene che la nazione possa gestire la crisi, ma questa convinzione sta rapidamente scomparendo nel paese,” ha detto il quotidiano.

Il disagio popolare riguardo l’operato della Merkel si è manifestato anche nel crollo del supporto verso il CDU della Merkel, che secondo un sondaggio di Bild, ha visto il proprio consenso scendere al 37%, minimo da maggio 2013.

Ma finora, nonostante la crescente rabbia, non c’era stata alcuna seria proposta su come gestire l’afflusso senza precedenti di migranti siriani, riguardo ai quali divengono sempre più frequenti i report dei media di terroristi, legati ad Al-Qaeda o all’ISIS.

La proposta è arrivata oggi quando nientemeno che il capo del sindacato della polizia tedesca, Rainer Wendt, ha richiesto la costruzione di una recinzione lungo il confine del paese per arginare il flusso di migranti.

La proposta di Wendt è semplice: porre fine all’unione doganale europea, dove le recinzioni da guerra fredda tornano a essere la norma.

Egli ha dichiarato al giornale “Welt am Sonntag” che dopo che la Germania darà l’esempio, gli altri paesi lo seguiranno: il capo del sindacato di polizia ha detto che la mossa scatenerebbe una reazione a catena negli altri paesi europei che hanno visto centinaia di migliaia di rifugiati provenienti dalla Siria e altrove inondare i loro confini.

“Se chiudiamo i nostri confini in questo modo, anche l’Austria chiuderà il confine con la Slovenia. Ciò è esattamente quello di cui abbiamo bisogno,” ha detto Wendt.

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L’Ungheria ha arruolato prigionieri e militari del paese per contribuire a costruire una recinzione lungo il suo confine con la Serbia.

Wendt ha ragione, anche se questo effetto domino confermerebbe quello che molti dicono da anni: vale a dire che l’Europa semplicemente non può esistere come una zona senza frontiere.

Secondo Deutsche Welle, Wendt ha poi sostenuto i piani tedeschi per creare zone temporanee per il transito dei migranti lungo il suo confine, finalizzato alla selezione delle persone secondo la loro probabilità di ottenere asilo. Ma ha detto che questo funzionerebbe solo con una frontiera sigillata da una nuova recinzione.

L’idea della zona di transito è stata criticato da uno dei principali partner della coalizione della Cancelliera tedesca: i socialdemocratici (SPD), come disumana e impossibile da attuare.

Non deve sorprendere che i commenti di Wendt contraddicano la feroce condanna del governo tedesco di una simile recinzione alta 3,5 m costruita dall’Ungheria, lungo il suo confine di 175 chilometri con la Serbia, per tenere fuori i migranti irregolari. La struttura, finita il mese scorso, è stata accompagnata da nuove misure draconiane per punire tutti coloro che cercano di attraversare la frontiera.

E giusto per assicurarsi di essere ascoltato dalla Merkel, il capo del sindacato della polizia ha anche accennato a un velato avvertimento su ciò che accadrà se la Merkel continua a ignorare la crisi migratoria: Wendt ha detto che la Germania affronterebbe “disordini sociali” a causa del grande numero di migranti che entrano nel paese.

“La nostra legge e il nostro ordine interno è a rischio… qualcuno deve prendere provvedimenti ora, ha ammonito. La Germania si aspetta che più di 800.000 persone chiedano asilo quest’anno e ha recentemente inasprito le regole del processo di asilo stesso. Ma la Merkel ha escluso di porre limiti al numero di rifugiati che vengono accolti, aggiungendo di essere convinta che il paese può farvi fronte.

Lo stato meridionale tedesco della Baviera, inondato di profughi che giungono dall’Austria, ha minacciato un’azione legale contro il governo federale, aggiungendo di poter prendere in considerazione l’espulsione dei migranti oltre il confine.

Infine, per coloro che si chiedono come sia possibile che perfino questi avvenimenti siano accompagnati da rialzi della borsa – come qualsiasi altra cosa negli ultimi 7 anni – la risposta è semplice: dato che la Germania dovrà finanziare miliardi in pagamenti sociali per accogliere tutti i nuovi rifugiati, e dal momento che la spesa dovrà essere finanziata con nuovo debito, queste emissioni aggiuntive di debito forniranno alla BCE il tanto sospirato debito da monetizzare , cosa che – a sua volta – inietterà altri “soldi” esterni nel mercato azionario, anche se non nell’economia reale, e spingerà al rialzo l’Eurostoxx, e perché no lo S&P500, verso nuovi record.

Ancora una volta, tutti contenti, tranne il solito perdente: la classe media.