epa04989908 Portuguese president Anibal Cavaco Silva addresses the nation, when he is expected to name caretaker prime minister Pedro Passos Coelho to form a new government, at Belem Palace, in Lisbon, Portugal, 22 October 2015. Passos Coelho's center-right coalition won the most votes in an Oct. 4 general election but fell short of a majority in parliament. The opposition Socialists have pushed for an alternative government together with two far left parties. But, the president is likely to follow Portuguese political tradition and name the candidate whose party won the most votes to form a government.  EPA/MANUEL DE ALMEIDA

Telegraph – L’Eurozona attraversa il Rubicone: la Sinistra Portoghese anti-euro bandita dal potere

A.E. Pritchard sul Telegraph commenta in maniera dura la grave decisione del Presidente portoghese di non affidare l’incarico di governo alla maggioranza di sinistra, che rischia con le sue pretese populiste di destabilizzare i mercati. Una scelta gravissima e inequivocabile, che mostra il disprezzo della democrazia degli eurocrati, per i quali l’unione monetaria e i mercati finanziari sono il vero sovrano. 

di Ambrose Evans Pritchard, 23 Ottobre 2015

Crisi costituzionale: alla sinistra anti-austerità è negata la prerogativa di formare un governo di maggioranza

Il Portogallo si è addentrato in acque politiche pericolose. Per la prima volta dalla creazione dell’unione monetaria europea, uno Stato membro ha compiuto il passo esplicito di vietare ai partiti euroscettici di assumere l’incarico di governo per motivi di interesse nazionale.

Anibal Cavaco Silva, Presidente del Portogallo, si è rifiutato di nominare un governo di coalizione di sinistra anche se gode della maggioranza assoluta nel parlamento portoghese e ha ottenuto il mandato popolare per abbattere il regime di austerità lasciato in eredità dalla troika Ue-Fmi.

Egli ha ritenuto troppo rischioso lasciare che il Blocco di sinistra e i Comunisti arrivino al potere, insistendo sul fatto che la minoranza dei conservatori dovrebbe procedere compatta per adempiere ai dettati di Bruxelles e placare i mercati finanziari esteri.

La democrazia deve passare in secondo piano dinanzi al superiore imperativo dell’adesione all’euro e alle sue regole.

In 40 anni di democrazia, nessun governo in Portogallo è mai dipeso dal sostegno di forze anti-europee, vale a dire quelle forze che hanno condotto una campagna per abrogare il trattato di Lisbona, il Fiscal Compact, il patto di stabilità e di crescita, oltre che per smantellare l’unione monetaria e portare il Portogallo fuori dall’euro, e voler lo scioglimento della NATO “, ha detto Cavaco Silva.

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Questo è il momento peggiore per un cambiamento radicale dei fondamenti della nostra democrazia.

“Dopo aver portato avanti un programma oneroso di assistenza finanziaria, che comporta pesanti sacrifici, è mio dovere, nell’ambito dei miei poteri costituzionali, di fare tutto il possibile per evitare che vengano inviati falsi segnali alle istituzioni finanziarie, agli investitori e ai mercati“, ha detto Cavaco.

Cavaco Silva ha anche affermato che la grande maggioranza del popolo portoghese non ha votato per i partiti che vogliono un ritorno all’escudo o che sostengono una prova di forza traumatica con Bruxelles.

Questo è vero, tuttavia egli ha omesso l’altro messaggio centrale dalle elezioni tenute tre settimane fa: che il popolo ha votato per porre fine ai tagli salariali e all’austerità della Troika. I partiti di sinistra messi insieme hanno ottenuto il 50.7pc dei voti. Guidati dai socialisti, che controllano la Assembleia.

Il premier conservatore, Pedro Passos Coelho, è giunto primo alle elezioni e quindi ha per primo l’incarico di formare un governo, ma la coalizione di destra nel suo complesso ha ottenuto solo il 38.5pc dei voti. Ha perso 28 seggi.

Il leader socialista, Antonio Costa, ha reagito con rabbia, condannando l’azione del presidente come un “grave errore”, che minaccia di travolgere il paese in una tempesta politica.

E’ inaccettabile usurpare la competenza esclusiva del parlamento. I socialisti non prenderanno lezioni dal professor Cavaco Silva sulla difesa della nostra democrazia “, ha detto.

Costa ha promesso di portare avanti il suo progetto di formare una coalizione tripartita di sinistra, e ha avvertito che il governo superstite di destra si troverà immediatamente davanti a un voto di sfiducia.

Secondo la Costituzione del Portogallo non ci possono essere nuove elezioni fino alla seconda metà del prossimo anno, col rischio di quasi un anno di paralisi che porrà il paese in rotta di collisione con Bruxelles e alla fine minaccerà di riaccendere la crisi del debito del paese.

Il mercato obbligazionario ha reagito con calma agli eventi di Lisbona, ma non è più un indicatore sensibile ora che la Banca centrale europea sta rastrellando il debito portoghese con il quantitative easing.

Il Portogallo non è più sotto il regime della Troika e non si trova a dover afrontare una immediata crisi di finanziamenti, avendo riserve di liquidità superiori a € 8 miliardi. Eppure il FMI dice che il paese rimane “altamente vulnerabile” in caso di shock o nel caso che il paese non riesca ad attuare le riforme, che attualmente sono considerate in “fase di stallo”.

Il debito pubblico è al 127pc del PIL e il debito totale è del 370pc, peggio che in Grecia. Le passività nette sull’estero sono più del 220pc del PIL.

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Il FMI ha avvertito che il “miracolo delle esportazioni” del Portogallo poggia su una base ristretta, i principali profitti sono abbattuti da ri-esportazioni con poco valore aggiunto. “Un riequilibrio durevole dell’economia non ha avuto luogo“, ha detto.

Il presidente ha provocato una crisi costituzionale“, ha detto Rui Tavares, un eurodeputato verde radicale. “Sta dicendo che non permetterà mai la formazione di un governo che contiene persone di sinistra e comunisti. La gente è sconvolta da quanto è successo “.

Tavares ha detto che il presidente ha invocato lo spettro dei comunisti e del Blocco di sinistra come un “pretesto” per impedire alla sinistra di prendere il potere, ben sapendo che i due partiti avevano convenuto di abbandonare le loro richieste di uscita dall’euro, di lasciare la Nato e di nazionalizzazione delle leve fondamentali dell’economia con un accordo di compromesso per formare la coalizione.

Il presidente Cavaco Silva potrebbe avere ragione a ritenere che un governo socialista in combutta con i comunisti farebbe precipitare uno scontro frontale con i mandarini dell’austerità della UE. Il grande piano di Costa di una reflazione keynesiana – guidato dalla spesa per l’istruzione e la sanità – è del tutto incompatibile con il Fiscal Compact della UE.

Questo stupido trattato obbliga il Portogallo a tagliare il suo debito al 60pc del PIL nei prossimi 20 anni, in una trappola di austerità permanente, e a farlo proprio mentre il resto dell’Europa meridionale cerca di fare la stessa cosa, il tutto in un contesto globale di potenti forze deflazionistiche.

La strategia di erodere l’enorme peso del debito del paese stringendo la cinghia in modo permanente è in gran parte autolesionista, poiché l’effetto denominatore di un PIL nominale stagnante aggrava la dinamica del debito.

Ed è anche inutile. Quando la prossima recessione globale colpirà sul serio, il Portogallo richiederà una cancellazione di debiti. Non vi è alcuna possibilità che la Germania acconsenta all’unione fiscale UEM in tempo per evitare questo.

La conseguenza principale di questo prolungamento dell’agonia è una profonda isteresi nel mercato del lavoro e livelli cronicamente bassi di investimenti che comprometteranno il futuro.

Cavaco Silva sta effettivamente usando il suo mandato per imporre un’agenda ideologica reazionaria, nell’interesse dei creditori e dell’establishment della UEM, e lo sta mascherando con incredibile faccia tosta come una difesa della democrazia.

I socialisti e comunisti portoghesi  hanno seppellito l’ascia di guerra sulle loro aspre divisioni per la prima volta dalla rivoluzione dei garofani e dal rovesciamento della dittatura di Salazar negli anni ’70, eppure gli viene negata la prerogativa parlamentare di formare un governo di maggioranza.

Si tratta di un’iniziativa pericolosa. I conservatori portoghesi e i loro alleati dei media si comportano come se la sinistra non fosse legittimata a prendere il potere, e dovesse essere tenuta sotto controllo con qualsiasi mezzo.

Queste reazioni sono note – e agghiaccianti – a chiunque abbia familiarità con la storia iberica del ventesimo secolo, o anche dell’America Latina. E’ assolutamente prevedibile che ciò venga fatto in nome dell’euro.

Il movimento Syriza in Grecia, il primo governo di sinistra radicale in Europa dopo la seconda guerra mondiale, è stato ridotto alla sottomissione per aver osato confrontarsi con l’ideologia della zona euro. Ora la sinistra portoghese si sta scontrando con una variante dello stesso tritacarne.

I socialisti europei si trovano di fronte a un dilemma. Si stanno finalmente risvegliando alla sgradevole verità che l’unione monetaria è un’impresa autoritaria di destra che si è tolta il guinzaglio democratico, ma se agiscono secondo questa intuizione comunque rischiano che sia loro impedito di prendere il potere.

Bruxelles ha veramente creato un mostro.

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