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La Guerra al Contante Avanza su Tutti i Fronti. “Prima di Tutto Vennero a Prendere i Centesimi…”

La “lotta al contante” è un fenomeno globale, come ci mostra questo articolo rilanciato da Zero Hedge. Presentata come una questione di trasparenza e comodità, applaudita da molti, l’abolizione del contante è una manna per il potere delle banche, una minaccia alla privacy e potenzialmente, in futuro, una minaccia alle libertà sociali e politiche fondamentali: un unico potere centrale potrebbe teoricamente tenere sotto controllo –ed eventualmente impedire– qualsiasi transazione, qualsiasi acquisto, qualsiasi spostamento. La società senza contante, presentata come una liberazione, è in realtà la peggiore distopia orwelliana.

 

di Don Quijones via WolfStreet.com, 08 novembre 2015

La guerra al contante sta avanzando su tutti i fronti. Una regione in cui i titoli dei giornali sono stati monopolizzati da questo tema, cioè dalla guerra contro la moneta fisica, è la Scandinavia. La Svezia è diventato il primo paese a includere i propri cittadini come cavie, in buona parte volenterose di esserlo, per un esperimento di economia distopica: tassi di interesse negativi in una società senza contante. Come riporta Credit Suisse, non importa dove vai o cosa vuoi comprare, troverai sempre un piccolo onnipresente cartello che dice “Vi hanterar ej kontanter” (“Non accettiamo il contante”):

Che sia per una tazza di vin brulè al mercatino di Natale, per una birra al bar, anche il più piccolo addebito viene regolato in modo digitale. Perfino i venditori ambulanti di giornali come Faktum e Situation Stockholm, agli angoli delle strade, dovranno portarsi dietro il lettore di carta di credito.

Una cosa simile si sta svolgendo in Danimarca, dove circa il 40 percento della popolazione paga utilizzando MobilePay, un’applicazione della Danske Bank che permette di effettuare tutti i pagamenti via smartphone. Essendoci sempre più negozianti che rifiutano i pagamenti in denaro fisico, una società senza contante “non è più un’illusione, ma una visione che può essere realizzata in un tempo ragionevole” dice Micheal Busk-Jepsen, direttore esecutivo dell’Associazione dei Banchieri Danesi.

 

Il più grande laboratorio del mondo di abolizione del contante

Mentre la Svezia e la Danimarca possono essere i due paesi più vicini all’abolizione completa del contante, il banco di prova più importante per un’economia senza contante è a mezzo globo di distanza, nell’Africa sub-sahariana.

In molti paesi africani, andare in giro senza contante non è solo un fatto di praticità (come in Scandinavia), è fondamentalmente una questione di sopravvivenza. Meno del 30 percento della popolazione ha conti in banca, e ancora meno hanno carte di credito. Ma quasi tutti hanno un telefono cellulare. Ora, grazie all’enorme aumento dell’utilizzo delle comunicazioni tramite telefonia mobile, e a causa dell’enorme numero di cittadini senza conti bancari, l’Africa è diventato il luogo perfetto per il più grande esperimento sociale di vita senza contante.

Le organizzazioni governative e non-governative dei paesi occidentali stanno lavorando gomito a gomito con le banche, le compagnie di telecomunicazioni e le autorità locali per rimpiazzare il contante con denaro alternativo spostato tramite telefoni cellulari. Le organizzazioni coinvolte includono CitiGroup, Mastercard, VISA, Vodafone, USAID, e la Fondazione Bill e Melinda Gates.

In Kenya il denaro trasferito dal più grande operatore di telefonia mobile, M-Pesa (di proprietà di Vodafone) conta per oltre il 25 percento del PIL del paese. Nel paese africano più popoloso, la Nigeria, il governo ha lanciato una Carta d’Identità biometrica Mastercard, che funge anche da carta di credito. Il “servizio” fornisce a Mastercard l’accesso diretto a oltre 170 milioni di potenziali clienti, per non parlare dei loro dati personali e biometrici.

L’azienda ha recentemente ottenuto anche un contratto con il governo per progettare la Hunduma Card, che sarà utilizzata per pagare i servizi pubblici. Per Mastercard questi accordi con il governo sono essenziali per raggiungere la nobile visione di un “mondo oltre il contante”.

 

Una nuova frontiera

In India è in corso un progetto ancora più ambizioso: l’Autorità per l’Identificazione Unica in India (UIDAI), che mira a creare un sistema unico e centralizzato per l’iscrizione di 1,2 miliardi di elettori. Si tratterà della più grande piattaforma per la registrazione dell’identità e dei dati biometrici nel mondo. C’è solo un problema: secondo i suoi creatori, il solo modo per far funzionare il sistema a dovere è attraverso l’adozione di un ampio sistema di pagamenti elettronici, affiancato, come sempre, al sistema di riconoscimento dei dati biometrici.

Dato che il contante regna ancora sovrano nel subcontinente asiatico, il governo potrà avere un bel da fare. Il ministro delle finanze Arun Jaitley ha sottolineato più volte la necessità di trasformare l’India in un’economia senza contante, a suo dire per “tenere a freno il problema del denaro sporco”. Comunque, con la sua enorme economia informale, l’India rimane il più grande produttore e consumatore di banconote dopo la Cina (come anche il più grande utilizzatore di oro).

Ecco qualche dettaglio in più dal Financial Express indiano:

Ad oggni meno del 5 percento di tutti i pagamenti sono fatti in forma elettronica. I risultati del sondaggio ICE 360 sull’uso del denaro nel 2014 mostravano che il contante è la modalità preferita di pagamento per fino a Delhi, la metropoli più popolosa e più sviluppata. Circa il 73 percento di tutti gli acquisti effettuati dai consumatori a Delhi sono pagati in contanti, e solo il restante 17 percento tramite carta di credito.

Ovviamente il governo indiano farà tutto il possibile per cambiare questa situazione. In un articolo sul Daily Mail, Nandan Nilekani, uno dei tecnocrati dietro l’UIDAI, sollecita il governo a proseguire per questa strada. “Il governo deve essere il primo a condurre questo cambiamento, usando il peso e l’estensione dei suoi schemi di previdenza sociale per guidare la popolazione verso l’adozione di modelli di pagamento elettronico“, ha detto Nilekani. “Sull’onda di questo cambiamento, anche molti privati entreranno nel sistema“.

I privati includono senza dubbio anche le banche. Dopotutto, in un mondo dove ogni transazione – o quantomeno ogni transazione “ufficiale” – deve essere elettronica, il potere delle banche sugli individui è destinato ad aumentare enormemente, come ammonisce Brett Scott in un articolo del Guardian:

Assieme a tutto ciò si presenta lo spettro della sorveglianza da parte delle banche, e ogni transazione a cui prendete parte viene autorizzata e registrata da una banca commerciale privata, fornendole tutta la vostra storia transazione per transazione. Se a una tale banca non dovesse piacere una certa impresa – ad esempio Wikileaks – può semplicemente bloccarle il conto.

 

Il nuovo costo di fare business

Un beneficio spesso trascurato delle transazioni in contante è che non c’è intermediario. Una parte paga l’altra in una moneta che entrambi accettano, e non c’è nessun intermediario a ficcare il naso.

In una società senza contante non c’è nulla che impedisca alle banche o ad altri mediatori finanziari di trattenere un pochino da ciascuna transazione. I mediatori saranno anche in grado di usare – e potenzialmente abusare – l’enorme deposito di dati che raccolgono dai pagamenti effettuati dai loro clienti. Queste informazioni sono di enorme interesse e valore per i servizi di marketing, istituzioni finanziarie, compagnie di assicurazione, governo, servizi segreti, e una miriade di altre organizzazioni.

Un altro vantaggio molto importante del contante è che limita significativamente la capacità delle banche centrali di continuare a condurre quello che è forse il più grande furto finanziario dell’era modera, vale a dire la politica dei tassi d’interesse negativi. Il solo modo in cui le banche centrali posso mantenere i tassi d’interesse negativi all’infinito è quello di abolire totalmente il contante, come il capo economista della Bank of England, Andrew Hadlaine, ha di fatto ammesso. Fino a che esiste il denaro, non c’è modo per impedire ai correntisti di fare la cosa più logica, cioè prendere il loro denaro e metterlo là dove gli effetti erosivi dei tassi negativi non lo possono raggiungere.

Pertanto, al fine di salvare un sistema finanziario che ha moralmente oltrepassato i limiti e che ha smesso da molto tempo di servire i bisogni fondamentali dell’economia reale, i governi e le banche centrali devono sbarazzarsi dell’ultima cosa rimasta che dà alle persone una sembianza di riservatezza, anonimità e libertà personale, nelle loro vite sempre più controllate e sorvegliate.

La più grande tragedia in tutto questo è che il maggiore alleato dei governi e delle banche, nella loro guerra al contante, è la stessa popolazione. Fino a che le persone continuano ad abbandonare l’uso del contante in cambio di qualche piccola comodità, la guerra al contante è già conclusa.

Una guerra condotta da banchieri, politici e accademici, e perfino da giovani imprenditori.

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