Stratfor: perché l’Unione Europea è così frustrante per l’Italia

Crisi dei migranti, sanzioni alla Russia, Nord Stream II, Libia…secondo Stratfor, società statunitense di studi strategici, si stanno moltiplicando i dossier geo-strategici, in gran parte legati alla Russia, che creano tensioni tra Italia e Unione Europea; conseguentemente per il governo italiano stanno aumentando, almeno tatticamente e per motivi di consenso interno, gli stimoli ad adottare una retorica sempre più anti tedesca e anti europea – come avvenuto nel caso delle sanzioni alla Russia -, retorica che potrebbe sfociare opportunisticamente in sfida. La crisi del sistema bancario alle porte e il rischio per le elites italiane di perderne il controllo non potranno che rinforzare queste tendenze, aumentando la probabilità di un atto finale tra Roma e Bruxelles nell’anno in arrivo.

Stratfor, 17 dicembre 2015

Se i segnali da Roma valgono la pena di essere seguiti, il governo italiano non è soddisfatto di come stanno andando le cose nell’Unione europea e sta prendendo una posizione di sfida. Nei giorni scorsi, il governo del primo ministro Matteo Renzi è stato insolitamente esplicito nella critica all’unione in generale e alla Germania in particolare, accusando Bruxelles e Berlino di avere due pesi e due misure su temi come la crisi migratoria e il difficile rapporto dell’Europa con la Russia. Questi rimproveri non significano che Roma cambierà direzione in modo brusco, ma evidenziano la dinamica sempre più tesa tra la prima e la terza economia della zona euro. Se non controllato, questo attrito potrebbe creare ulteriori problemi per il blocco continentale nei prossimi mesi.

L’Italia è stata in prima pagina la scorsa settimana, quando Roma ha chiesto di rinviare la decisione di estendere le sanzioni contro la Russia per altri sei mesi, chiedendo che la questione fosse discussa al vertice europeo dei capi di Stato e di governo previsto per 17 e 18 dicembre. Poi, il 17 dicembre, i media italiani hanno riferito sulla volontà di Renzi di sostituire l’ambasciatore italiano presso l’Unione Europea, perché il primo ministro presumibilmente ritiene che il diplomatico sia “troppo morbido” nel difendere gli interessi del Paese sulla scena europea.

Un fattore che influenza il comportamento di Roma è la convinzione che l’Unione Europea non riesca ad affrontare la crisi dei migranti. Da un lato, il piano di Bruxelles di trasferire i richiedenti asilo da Italia e Grecia non sta funzionando – gli altri paesi hanno accettato solo una manciata dei 160.000 tra uomini, donne e bambini compresi nel piano. D’altra parte, la Commissione Europea ha recentemente minacciato di sanzionare l’Italia a causa della sua incapacità di prendere le impronte digitali ad ogni richiedente asilo che entra nel paese. Bruxelles ha inoltre chiesto all’Italia di costruire più centri di accoglienza per affrontare l’afflusso di profughi. Dal punto di vista di Roma, Bruxelles sta facendo pressioni sull’Italia senza lavorare abbastanza per risolvere la pressione migratoria sul paese.

Ma quello che fa infuriare di più l’Italia è la percezione del doppio standard mostrato dall’Unione Europea in generale e dalla Germania, in particolare, sulla Russia. I funzionari italiani sono irritati dal fatto che Berlino vuole che l’unione mantenga le sanzioni contro Mosca e allo stesso tempo difende la costruzione del gasdotto Nord Stream II. Il gasdotto proposto trasporterà ulteriore gas naturale russo verso la Germania attraverso il Mar Baltico. Gli italiani sono presumibilmente scioccati perché nel 2014 la Germania si oppose al progetto South Stream, che avrebbe portato il gas naturale russo in Italia attraverso i Balcani.

Le preoccupazioni di Roma sono fondate: l’Italia consuma il gas naturale russo, che arriva dal gasdotto che attraversa l’Ucraina. Poiché il Nord Stream II aggirerebbe l’Ucraina, gli italiani sono preoccupati per sicurezza del loro approvvigionamento energetico. Ma Roma è interessata a revocare le misure punitive contro la Russia anche perché l’Italia è uno dei principali partner commerciali della Russia nell’Unione Europea e il loro rapporto commerciale è stato danneggiato dalle varie sanzioni e contro-sanzioni.

L’Italia vuole anche che la Russia collabori nel porre fine al conflitto in Libia. Dal punto di vista di Roma, la Libia – un paese a poche centinaia di miglia a sud della Sicilia – è un problema molto più pressante rispetto all’Ucraina. La Libia è il punto di partenza sia per i richiedenti asilo che per i potenziali terroristi in direzione nord, dritto verso la costa italiana. La fine del conflitto in Libia è, quindi, una priorità. Non è un caso che l’Italia ha chiesto di rinviare la votazione sulla sanzioni dell’UE nei confronti della Russia, mentre il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov si trovava a Roma per discutere del conflitto libico.

E poi ci sono le ragioni interne che stanno dietro alla recente condotta dell’Italia. Renzi ha trascorso la maggior parte del 2014 a riorganizzare il quadro istituzionale del paese, varando una nuova legge elettorale e la riforma dei poteri e della struttura del parlamento italiano. L’obiettivo di questi cambiamenti è quello di dare vita a governi più stabili, ponendo così fine alla perenne instabilità politica in Italia. Tuttavia, le riforme parlamentari dovranno essere ratificate da un referendum a metà del 2016. Inoltre, Roma ha introdotto agevolazioni fiscali e la riduzione di una controversa tassa sulla proprietà. Entrambe le mosse suggeriscono che, dopo che il nuovo quadro istituzionale sarà a regime, Renzi sarà tentato di indire elezioni anticipate – che giuridicamente non dovrebbero tenersi fino al 2018.

Se e quando l’Italia tornerà alle urne, il Partito Democratico di centro-sinistra al governo si troverà in competizione con un’opposizione euro-scettica. Il movimento anti-establishment Cinque Stelle ha promesso un referendum sull’adesione all’euro, mentre il movimento di centro-destra dell’ex primo ministro Silvio Berlusconi e la Lega Nord di estrema destra hanno aumentato il reciproco dialogo in merito a una potenziale alleanza. In Italia si terranno anche elezioni locali in diverse città importanti come Roma, Milano e Napoli, creando ulteriori opportunità per i populisti. Mentre il Partito Democratico è l’unica grande forza politica pro-europea in Italia, Renzi non è immune all’idea che alcune dosi di retorica anti-tedesca e anti-UE aumenterebbero la sua popolarità. Inoltre l’Italia negozia costantemente con la Commissione Europea a causa del suo deficit, e Roma potrebbe utilizzare le molte questioni su cui Bruxelles ha bisogno della cooperazione italiana (come la crisi migratoria e la Russia) per ottenere concessioni ed essere autorizzata a spendere di più.

Quello che abbiamo visto la scorsa settimana non significa che l’Italia cambierà radicalmente direzione politica a breve termine. Il governo italiano continuerà a sostenere un nuovo piano per creare una guardia costiera e frontaliera europea, anche se Roma si opporrà all’idea di dare alla Commissione Europea il diritto di schierare guardie di frontiera contro la volontà di un paese. Roma continuerà inoltre a sostenere l’iniziativa della Germania per ridistribuire i richiedenti asilo in tutta Europa e l’estensione delle sanzioni contro la Russia per almeno altri sei mesi.

Tuttavia, l’Italia sarà una delle principali forze che spingeranno per un riavvicinamento con la Russia nella seconda metà del 2016, e un paese chiave da monitorare durante i negoziati sull’opportunità di continuare con le misure punitive contro Mosca. La posizione dell’Italia è fondamentale perché la Grecia, un altro paese che potrebbe opporsi all’estensione delle sanzioni il prossimo anno, sarà probabilmente messo a tacere da parte dell’Unione Europea – Atene ha bisogno di mantenere buoni rapporti con Bruxelles a causa del programma di salvataggio in corso. Nel frattempo, l’Ungheria, un altro sostenitore della revoca delle sanzioni russe, da sola non è abbastanza forte per forzare una riprogettazione delle relazioni dell’unione con Mosca.

Nei prossimi mesi, la moltiplicazione delle crisi in Europa e i calcoli elettorali populisti guideranno il governo italiano nello sfidare selettivamente Bruxelles e Berlino. Il processo decisionale a livello UE diverrà più complicato, indebolendo il già frammentato panorama politico del continente.

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