La polizia tedesca copre casi di stupro per “non legittimare le critiche alla migrazione di massa”

Come riporta il sito infowars, iniziano a manifestarsi in Germania i prevedibili problemi legati all’immigrazione di massa. La polizia tedesca sta cercando di mettere a tacere gli episodi, ma vengono segnalati molti crimini a sfondo sessuale legati alla presenza dei migranti, al punto che le scuole stanno “consigliando” codici di comportamento e abbigliamento agli studenti tedeschi per scoraggiare le aggressioni. La sciocca pretesa che l’accoglienza di milioni di persone disperate sia “una risorsa” per la società che se ne fa carico, si scontra con la dura realtà. E come al solito, la negazione di un problema provoca soltanto la sua esasperazione.

 

Di Paul Joseph Watson, 23 settembre 2015

 

La polizia in Germania sta mettendo a tacere un’ondata di stupri di bambini commessi da migranti musulmani nei pressi di campi profughi per non “legittimare” critiche alla migrazione di massa, secondo i media locali.

Il Gatestone Institute ha compilato una lista delle innumerevoli violazioni commesse dai richiedenti asilo prevalentemente musulmani nel corso degli ultimi mesi.

Uno di questi casi ha coinvolto una ragazza di 13 anni che è stata violentata in un campo di migranti a Detmold, una città della Germania centro-occidentale. La ragazza e sua madre erano originariamente fuggite dal Medio Oriente per scampare agli abusi sessuali nel loro Paese, solo per essere vittime di un richiedente asilo proveniente dallo stesso Paese.

Temendo che la diffusione della notizia della violenza potesse portare a “dimostrazioni di destra”, la polizia ha nascosto l’incidente.

“Anche se lo stupro è avvenuto nel mese di giugno, la polizia ha taciuto per quasi tre mesi, fino a quando i media locali hanno pubblicato un racconto del crimine,” scrive Soeren Kern. “Secondo un commento editoriale del giornale Westfalen-Blatt, la polizia si rifiuta di rendere pubblici i crimini che coinvolgono rifugiati e migranti perché non vogliono dare legittimità ai critici della migrazione di massa”.

Secondo Kern, le donne nei campi vengono pagate 10 euro per fare sesso con gli uomini richiedenti asilo, che compongono l’80% della popolazione nei centri per migranti. Le guardie del campo chiudono un occhio sulla prostituzione perché guadagnano col traffico di droga e armi.

L’articolo elenca una serie di altri stupri di adolescenti tedeschi – incluso quello di un ragazzo di 14 anni violentato all’interno di una carrozza di un treno da un uomo arabo – che sono stati tenuti segreti dalla polizia.

La polizia della città bavarese di Mering ha anche messo in guardia i genitori a non permettere ai loro figli di uscire non accompagnati dopo che una ragazza di 16 anni è stata violentata l’11 settembre da “un uomo dalla pelle scura che parlava un pessimo tedesco” mentre tornava a casa dalla stazione ferroviaria, che si trova vicina a un campo di migranti.

“Dozzine di altri casi di stupro e tentato stupro — casi in cui la polizia cerca  specificamente colpevoli stranieri (la polizia tedesca spesso li chiama Südländer, equivalente di “terroni”) — rimangono irrisolti,” scrive Kern.

Come abbiamo segnalato la scorsa settimana, numerose autorevoli organizzazioni di assistenza sociale tedesche hanno lanciato l’allarme: donne e bambini sono stati stuprati in un campo di migranti a Hessen, ma il problema ha ricevuto molto poca attenzione della stampa.

Ieri abbiamo riferito dell’importante emittente tedesco ZDF, che si rifiuta di raccontare le storie dei crimini che riguardano sospetti di stupri perpetrati da musulmani perché, nelle parole del direttore Ina-Maria Reize-Wildemann, “non vogliamo infiammare la situazione e diffondere il pessimismo. [I migranti] non lo meritano.”

All’inizio di questo mese, una bambina di 7 anni è stata violentata da un immigrato nordafricano in un parco tedesco, una storia che ha ricevuto poca attenzione dei media.

Le scuole tedesche situate vicino a campi di migranti avvertono anche le ragazze di non indossare pantaloncini o gonne per non offendere i migranti e provocare “attacchi”.

“Indossare top o camicette provocanti, pantaloncini corti o minigonne potrebbe causare fraintendimenti,”, hanno scritto gli amministratori di una scuola, chiedendo agli studenti di rispettare la “cultura” dei migranti.

 

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