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Si Intensifica la Fuga di Capitali da Italia, Francia e Spagna. (E le Banche Tedesche Sono Davvero Sicure?)

Il portale FXStreet pubblica una breve analisi sulla nuova crisi che si profila nell’eurozona. Con l’entrata in vigore delle direttive sul bail-in, si intensificano le fughe di capitali dai paesi periferici verso quelli centrali, e gli squilibri Target2 raggiungono nuovi massimi. In questo contesto i paesi centrali non hanno nessuna intenzione (da un certo loro punto di vista giustamente) di collaborare per risolvere la situazione.
Nota: un paio di considerazioni personali sul finale ci trovano in totale disaccordo, ma sono segnalate come tali.

 

di Mike Shedlock, 11 gennaio 2016

C’è paura!

Il denaro depositato presso la BCE, pur con un tasso negativo dello 0,3%, ha raggiunto un nuovo punto massimo all’inizio del 2016.

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Possibili spiegazioni

1. C’è dovunque paura di subire perdite
2. Non c’è richiesta di nuovi prestiti
3. I debitori non vengono ritenuti solvibili
4. Insufficienza di capitali nelle banche
5. Fallimento della politica della BCE

Per incoraggiare nuovi prestiti, il presidente della BCE Mario Draghi lo scorso dicembre ha ridotto ulteriormente il tasso sui depositi ‘parcheggiati’ presso la BCE da -0,2% a -0,3%.

Chiaramente non è servito.

Ora guardiamo agli squilibri su Target2, un’ottima misura della fuga di capitali da alcuni paesi dell’eurozona verso altri.

Squilibri Target2 (in miliardi di euro)
Paese / Bilancio / Commento
Spagna  / -241,8 / Il peggior dato dal 2012
Italia / -229,6 / Il peggior dato di sempre
Grecia / -97,3 / Il meno peggio dal primo trimestre 2015
BCE / -73,8 / Il peggior dato di sempre
Francia / -73,5 / Il peggior dato dal 2011
Germania / +592,5 / Il valore più alto dal 2012
Lussemburgo / +140,4 / Il valore più alto di sempre
Olanda / +49,4 / Il valore più alto da settembre 2015
Finlandia / +31,8 / Il valore più alto da agosto 2015
Cipro / +2,4 / Il secondo valore più alto di sempre

Mancanza di fiducia

Target2 è una misura della fuga dei capitali tra i paesi dell’eurozona. Per esempio, un depositante greco, spagnolo o italiano non si fida della propria banca, e così apre un nuovo conto e trasferisce il proprio bilancio su una banca tedesca, olandese o lussemburghese.

La banca ricevente a sua volta deposita i soldi presso la BCE, pur ad un tasso d’interesse negativo, piuttosto che comprare obbligazioni greche, spagnole o italiane.

L’Europa teme il bail-in

Facciamo un passo indietro e chiediamoci: cosa ha determinato la fuga dei depositanti dalle proprie banche, innanzitutto?

La risposta è la paura del bail-in, di confische, controlli sui capitali e banche in fallimento, come abbiamo già visto in Grecia e a Cipro.

Esempi più recenti includono Portogallo e Italia.

Non c’è più domanda di obbligazioni bancarie italiane

Reuters riporta che gli italiani, preoccupati, corrono a vendere le obbligazioni bancarie.

Lo scorso dicembre gli italiani sono corsi a vendere le proprie obbligazioni bancarie, a partire dal venerdì dopo aver visto le perdite imposte agli investitori di quattro piccole banche che hanno avuto bisogno di un salvataggio.

L’Italia ha salvato Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFe alla fine di novembre, sulla base delle nuove regole europee che spostano le perdite sugli investitori nel momento in cui una banca entra in difficoltà, togliendo il carico al contribuente.

Circa 130.000 azionisti e obbligazionisti hanno subito perdite per un totale di 790 milioni di euro, vedendo i propri depositi cancellati. È stata la prima volta dagli anni ’30 che gli obbligazionisti non subivano perdite per una crisi bancaria. Il suicidio di un pensionato che ha perso i propri risparmi a causa di questa operazione si è aggiunto al clamore generale.

“I risparmiatori in Italia stanno correndo a vendere le proprie obbligazioni subordinate”, ha detto Giuseppe Sersale, gestore di un fondo di Anthilia Capital. “Gli investitori al dettaglio, spaventati dalle proteste scatenate dal salvataggio delle quattro banche, stanno cercando di vendere le proprie obbligazioni, ma non c’è nessuno che le compra”.

Le nubi si addensano

La paura cresce ogni giorno. E perché non dovrebbe?

Pater Tenebrarum, sul blog Acting Man, scrive “La direttiva UE sul Bail-in: Le nubi si addensano”.

In questo articolo, Tenebrarum discute il bail-in forzato, ponendo l’attenzione su due casi recenti, uno in Austria e uno in Portogallo.

Nel caso del Portogallo, cinque tipi di obbligazioni sono stati declassati dalla “good bank” alla “bad bank” in un colpo solo, spazzando via chiunque detenesse quelle obbligazioni, nel momento in cui la BCE ha scoperto un buco finanziario in una banca che si credeva salva dopo un’operazione nel 2014.

Il meccanismo di bail-in di per sé non è il problema.

Tenebrarum scrive così (e io mi trova d’accordo)…

In principio il BRRD o ‘direttiva sul bail-in’, come è chiamata, è un’idea piuttosto buona. Il fatto che prestare denaro a delle banche con una riserva frazionaria, o anche soltanto depositarlo presso di esse, implichi dei rischi, è un principio che va ristabilito. Uno non può aspettarsi che le banche e i loro creditori siano sempre salvati dal contribuente, in ogni caso. Imponendo arbitrariamente un trattamento iniquo a classi comparabili di creditori, stanno involonariamente affrettando questa consapevolezza.

Nervosismo da bail-in

Questi bail-in stanno causando un convulso nervosismo. Potete fidarvi delle banche spagnole? delle banche italiane? delle banche francesi? delle banche greche?

I depositanti stanno dicendo, in misura crescente, di no. E le banche che ricevono i nuovi depositi, in Germania, Olanda, ecc., non vogliono affatto condividere i rischi con i paesi da cui provengono quei depositi.

La crescita costante, mese dopo mese, degli squilibri Target2, è la conseguenza di tutto ciò.

La scelta è vostra

Tenebrarum conclude con qualche citazione di Ludwig von Mises, che va al nocciolo della questione. La migliore è questa:

Scusate, ragazzi e ragazze, dovete scegliere. Potete avere capitalismo, libertà, prosperità e responsabilità personale, o socialismo, tirannia, povertà e ‘sicurezza’. Non entrambe.” [Evidentemente su questo, come sulla posizione riguardo la bontà ‘di principio’ del bail-in, non ci troviamo affatto d’accordo ma capiamo anche che chi propone queste citazioni fa di mestiere il consulente finanziario; Nota di VdE]

Le banche tedesche sono sicure?

Vi lascio con una domanda importante: pensate che le banche tedesche siano sicure?

Se sì, vi sbagliate. Pensate un attimo a Target2: se Spagna, Italia, Grecia, o qualsiasi altro paese lascia l’eurozona, qualcuno dovrà subire le perdite determinate dagli squilibri Target2.

Come farà la BCE ad allocare le perdite?

Contribuenti, depositanti e obbligazionisti verranno tirati in ballo direttamente. In alternativa la BCE dovrà violare il trattato di Maastricht e stampare denaro per coprire le perdite. In questo caso l’euro subirà un forte colpo.

Nulla è sicuro in Europa!

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