Dieci falsi miti

Dieci falsi miti sull’Unione Europea

Il sito anglo-americano capx pubblica un’interessante elenco sui falsi miti dell’opinione pubblica americana riguardo l’Unione Europea. Oltreoceano come in Europa, è siderale la distanza tra la propaganda che vorrebbe dipingere come eccellente tutto quello che riguarda l’UE e la realtà che ogni giorno dimostra tutti i difetti e le pericolose conseguenza di questa elitaria costruzione artificiale.

 

Di Theodore Bromund, 21 gennaio 2016

 

Se gli Stati Uniti vogliono essere un buon alleato per le nazioni democratiche europee, devono necessariamente vedere l’Unione europea (UE) per quello che realmente è. Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno fatto bene a incoraggiare l’Europa occidentale a commerciare più liberamente e a cooperare per la propria sicurezza, sia per difendersi contro la minaccia sovietica, sia per stabilizzare le fragili democrazie post-belliche della regione. Questa politica ha perso la sua rilevanza dopo la fine della guerra fredda e la rapida democratizzazione di gran parte dell’Europa orientale. A quel punto, gli Stati Uniti avevano ottenuto quello che volevano ottenere dal loro supporto a un’Europa unita e libera.

 

Ma gli Stati Uniti hanno poi continuato a credere che fosse loro interesse promuovere un’”unione sempre più stretta”, tanto da mettere sempre più a rischio la sovranità dei suoi membri democratici. Con riferimento all’imminente referendum nel Regno Unito sulla sua appartenenza all’UE, ma anche al continuo declino militare ed economico europeo, gli Stati Uniti devono rivedere il loro sostegno per l’Unione Europea. Tale rivalutazione dovrebbe iniziare dal comprendere, e ripudiare, i miti riguardo l’UE che ora offuscano le politiche americane.

Ecco i 10 falsi miti più importanti riguardo l’Unione Europea.

  1. L’UE impedisce le guerre

I fondatori dell’Unione europea, che ha le sue origini nella Comunità europea del carbone e dell’acciaio del 1951, volevano certamente rendere impossibile la guerra tra Francia e Germania. Ma ciò che in realtà ha impedito la guerra nei decenni seguenti il 1945 fu l’accettazione da parte della Germania Ovest della sconfitta (meritata) della seconda guerra mondiale, la creazione dell’alleanza NATO e la soppressione delle rivalità europee da parte delle due super-potenze, gli Stati Uniti e l’URSS. Oggi, non esiste nessun rischio serio di guerra tra gli stati membri dell’Unione Europea. Ciò che lo garantisce non è l’adesione all’UE: è il fatto che i membri dell’UE sono democrazie. Se non lo fossero, l’adesione all’UE non li dissuaderebbe dal combattere.

  1. L’UE è la versione europea degli Stati Uniti

Il mito più comune sull’UE negli Stati Uniti – sentito occasionalmente anche in Europa– è che siamo tronati al 1776: cioè alla creazione di una nuova Unione federale. Questo è un mito particolarmente potente e pericoloso. L’UE non è una federazione, nel quale importanti poteri vengono mantenuti permanentemente da Stati e solo un set definito e necessario è delegato al governo centrale: è un’unione sempre più stretta che punta all’eliminazione progressiva dei poteri dello stato sovrano. Inoltre, i popoli europei non sono un organo politico, un popolo: parlano lingue diverse, hanno culture diverse e hanno storie diverse. A differenza del popolo americano, non sono uniti da una comune lotta per l’indipendenza, una costituzione adottata liberamente, una grande guerra civile e un’enorme mobilità tra gli Stati. Se esiste un’analogia con gli Stati Uniti in Europa, è la Repubblica federale di Germania o il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord – non l’Unione Europea.

  1. L’UE riduce gli estremismi politici

I fondatori dell’UE, come molti americani al tempo, erano naturalmente preoccupati che l’Europa potesse sperimentare un’altra discesa nella follia politica che la inghiottì nel 1930. Essi giustamente credevano che la prosperità dovuta alla cooperazione economica avrebbe aiutato a prevenirlo. Ma oggi, l’UE di fatto incoraggia l’estremismo. Da Syriza in Grecia al Fronte Nazionale in Francia, tutti i movimenti di estrema sinistra ed estrema destra europei sono rafforzati proprio dal risentimento popolare rispetto alle posizioni dell’UE sull’immigrazione e sull’Euro in particolare, e più in generale a causa del suo assalto alla sovranità nazionale.

  1. L’UE fa rispettare le leggi

L’UE è fiera di presentare l’enorme volume di leggi – aquis communautaire – che le nazioni devono adottare prima di poter aderire all’Unione. Ma in realtà, le istituzioni UE non sono legate alle leggi: sono politiche, e il loro obiettivo è quello di far avanzare la causa dell’”unione sempre più stretta”. Ad esempio, il trattato di Lisbona avrebbe dovuto vietare i salvataggi nazionali, ma nel 2010, come ha ammesso l’allora ministro francese dell’economia Christine Lagarde, l’UE “violò tutte le regole perché si voleva serrare i ranghi e salvare davvero la zona Euro.” L’UE non si basa sulla legge: si basa sul potere centralizzato.

  1. L’UE favorisce gli Stati Uniti

L’UE fa finta che gli Stati Uniti e l’UE abbiano un “partenariato transatlantico”. Senza dubbio, le relazioni degli Stati Uniti con le nazioni dell’Europa sono vitali. Ma l’UE non è le nazioni europee. L’asserzione dell’UE che esiste un partenariato riflette la sua disperata ricerca importanza, che spera di ottenere sostenendo di essere abbastanza importante da essere un partner – con l’uguaglianza di status che ciò implica – con gli USA. Inoltre, molti leader politici dell’UE palesano spesso i loro veri sentimenti sugli Stati Uniti: nel 2012, ad esempio, l’allora-Presidente del gruppo inter-parlamentarei USA – UE, un conservatore tedesco, accusò gli “Interessi anglosassoni” di fomentare la crisi dell’Euro con il lancio di una guerra economica contro l’Europa. L’UE si percepisce come entità separata con interessi che a volte coincidono e a volte confliggono con quelli USA. Ma il suo interesse principale è di essere vista come separata – non come un partner o un alleato.

Naturalmente, un sacco di questi miti non sono unicamente americani. Purtroppo, c’è chi ci crede anche in Gran Bretagna, e, naturalmente, molti dei miti sono particolarmente popolari a Bruxelles. Non è una coincidenza: i miti servono a ingigantire l’UE agli occhi europei, britannici, americani e mondiali in generale. Ma non c’è nessuna buona ragione per accettare la generosissima auto-valutazione dell’UE riguardo la sua importanza. Nella seconda metà di questo elenco, passerò alla diplomazia, alla sicurezza, al commercio, all’economia e domande più ampie sul ruolo e sul significato dell’Europa nel mondo.

Nella prima metà di questa lista, ho precisato il cinque miti americani più popolari sull’UE – che ferma la guerra, che è un’Unione federale come gli Stati Uniti, che previene l’estremismo politico, che rispetta la legge e che è pro-USA, ma siamo a meno di metà cammino. Ecco gli altri top-5 miti americani — con un undicesimo bonus, perché l’UE e la mancanza di chiarezza degli Stati Uniti sull’UE, se lo meritano.

  1. L’UE consente all’Europa di avere un ruolo mondiale più importante

L’UE finge di “giocare ruoli importanti in diplomazia, commercio, aiuti allo sviluppo e lavora con le organizzazioni globali.” Cita, ad esempio, “La politica europea di vicinato,” anche se praticamente tutti i paesi che confinano con l’Europa, dall’Ucraina alla la Libia, sono ora in guerra. Ma essenzialmente, l’Unione Europea è un’organizzazione introversa che principalmente si occupa di elaborare le proprie istituzioni. Crea discussioni sulla ripartizione degli oneri interni, non accordi per supportare oneri al di fuori di essa. Essa non promuove il globalismo europeo, ma l’isolamento europeo.

  1. L’UE fa bene alle economie europee

Non c’è dubbio che il libero scambio in Europa sia stato un enorme vantaggio per l’Europa e per il mondo. Ma l’UE non è una zona di libero scambio: si tratta di un mercato gestito, molti dei cui membri condividono una moneta comune. Ma come il Financial Times ha osservato, l’euro “non era necessario per la convergenza economica, anzi è stato nocivo.” Molti dei membri dell’Euro non soddisfacevano le condizioni per appartenervi. Far finta di soddisfarle, più le misure adottate per rimanere nell’Unione monetaria, ha causato enormi sofferenze: la depressione in Grecia oggi, ad esempio, è peggiore della grande depressione americana del 1930. L’UE non promuove la prosperità: fa fatica a rimediare alle catastrofi causate dalle sue stesse politiche sbagliate.

  1. L’UE è utile alla difesa dell’Europa

Le nazioni dell’Europa hanno sostanzialmente e in molti casi scandalosamente, ridotto la spesa militare dopo la fine della guerra fredda. L’UE fa finta che la sua politica di sicurezza e difesa comune permetta agli Stati membri dell’UE di “condividere le proprie risorse e costruire migliori capacità di difesa per agire rapidamente ed efficacemente.” Si tratta di una farsa. Il rapporto di sicurezza tra gli Stati Uniti e l’Europa passa per la NATO: ogni sterlina o euro che i membri dell’Unione europea investono nelle capacità dell’Unione Europea è uno in meno che investono nella NATO. L’unione e condivisione UE, non costruisce una difesa transatlantica: semplicemente giustifica ulteriori tagli per il fatto che la condivisione farà la differenza.

  1. L’accordo TTIP tra UE e Stati Uniti farà grandi cose

L’accordo TTIP, come è comunemente noto, è attualmente in fase di negoziazione. Se veramente rà la libertà economica, potrebbe avere un modesto effetto positivo. Ma al massimo, produrrà circa 160 miliardi di dollari di vantaggi, nel giro di quindici anni, per l’intera Unione Europea. Nel 2014, il PIL dell’UE era di 18.500 miliardi di dollari. In altre parole, il TTIP, nella migliore delle ipotesi, aumenterà le dimensioni dell’economia dell’UE di meno dell’uno per cento. Dato non sufficiente per salvare l’Euro, riavviare la crescita economica dell’Europa, salvare la NATO, aumentare le spese per la difesa europea o raggiungere uno degli altri risultati miracolosi che sono stati predette.

  1. L’UE incarna la civiltà europea

Nel 1946, Winston Churchill chiese la “ri-creazione della famiglia europea,” al fine di ripristinare la pace “nell’origine della maggior parte della cultura, dell’arte, della filosofia e della scienza sia in tempi antichi che moderni.” Churchill voleva che la Gran Bretagna sostenesse la famiglia europea, ma che non ne facesse parte politicamente. La sua visione era di un’Europa restaurata che servisse ancora una volta come fonte della civiltà occidentale. Ma l’UE rifiuta la storia dell’Europa in qua nto storia di guerra, di nazionalismi e di fallimenti: il trattato di Lisbona fa solo riferimenti vaghi al passato dell’Europa e alla sua civiltà, considerandola non come la sorgente della grandezza dell’Europa, ma come un problema che l’UE deve superare.

Falso mito bonus: L’UE migliorerà la sicurezza energetica europea

Oltre a salvare l’euro, la fissazione più recente dell’Unione europea sta nel promuovere una politica energetica comune. Se l’Europa avesse ascoltato Ronald Reagan quando avvertì all’inizio degli anni ‘80 che dipendere dalla Russia per l’energia era pericoloso, la situazione energetica dell’Europa oggi sarebbe meno insicura. E se una politica energetica comune avesse voluto dire più scelta, più concorrenza e una griglia completamente collegata, sarebbe stata sensata. Ma per l’UE, l’obiettivo di una politica energetica comune è di permettere a Bruxelles di avere il controllo armonizzato di un altro settore delle economie europee. Se le nazioni europee avessero voluto fare sul serio riguardo la sicurezza energetica, avrebbero promosso il fracking e il nucleare, non scappando da entrambe queste fonti nazionali di energia come stanno facendo la Germania e troppe altre nazioni continentali.

Lezioni per gli Stati Uniti

Ci deve essere coerenza tra i principi su cui sono fondati gli Stati Uniti e quelli della sua diplomazia. Il più importante di questi principi è che gli Stati Uniti sono una nazione sovrana e indipendente: se gli Stati Uniti non sono liberi di fare le proprie leggi in virtù della Costituzione, non sono per niente liberi. L’essenza dell’Unione Europea, d’altra parte, è di essere un’autorità sovranazionale che ha costantemente imposto vincoli sempre più stretti per le nazioni libere e democratiche dell’Europa.

Se altri popoli desiderano rinunciare al loro diritto a governarsi – anche se tale diritto, essendo intrinseco, è in definitiva inalienabile – sono affari loro. Ma non è una cosa che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere, perché è antitetica ai più importanti principi USA. L’UE si fonda su un principio antitetico a quello su cui sono basati gli Stati Uniti.

È certamente possibile per gli Stati Uniti fare affari con l’UE, ma il rapporto non sarà mai una vera partnership perché le parti sono fondamentalmente diverse. E gli Stati Uniti possono fare affari con l’UE in modo efficace solo se prendono atto di quello che l’UE è realmente, non di quello che vorrebbero farci credere i falsi miti. Per quanto riguarda la Gran Bretagna – essa è già meno vincolata dai miti EU rispetto a qualsiasi altro Stato membro. Purtroppo la sua libertà di pensiero non è accompagnata da una simile libertà di governarsi.

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