Bloomberg: il nuovo malato d’Europa ha un rating Tripla A

La crisi economica della Finlandia continua ad avvitarsi, e questa volta è Bloomberg a chiamare esplicitamente il paese nordico, fino a poco tempo fa indicato come esempio di competitività ed efficienza, “il nuovo malato d’Europa”. Tra tagli allo stato sociale e ai diritti dei lavoratori, lotta alla contrattazione collettiva e al potere dei sindacati, assistiamo al medesimo copione visto applicare in tutti i paesi in crisi dell’eurozona: rimane confermato che dove non si può svalutare la moneta si deve svalutare il lavoro al grido di “fate presto!”. L‘unica nota fuori posto rimane quel rating tripla A che già cinque mesi fa era messo alla berlina da illustri analisti.

di Raine Tiessalo e Nicholas Rigillo, 27 gennaio 2016

Un’economia cronicamente depressa, disoccupazione in crescita e l’avversione per riforme di libero mercato. Sembra una familiare storia europea?

Ma non è la Grecia, la Spagna o il Portogallo. E’ la Finlandia.

Mentre i paesi indebitati e in difficoltà dell’area meridionale dell’eurozona lottano per uscire dalla loro crisi che dura ormai da 6 anni, alcuni con più successo di altri, la Finlandia sta soccombendo alla propria.

La sua economia, che si è contratta ogni anno dal 2012, è stata quella che ha ottenuto i peggiori risultati nell’area della moneta comune nei primi tre trimestri del 2015, secondo i dati Eurostat. Il suo deficit è relativamente più alto di quello dell’Italia, pur essendo al quarto posto nell’Unione Europea in termini di quantità di imposte e oneri sociali richiesti ai suoi cittadini, e il suo tasso di disoccupazione supera quello dei suoi vicini nordici. Gli ultimi dati pubblicati mercoledì da Statistics Finland [l’istituto pubblico di statistica, equivalente all’Istat italiana, ndVdE] hanno mostrato che il tasso di disoccupazione è salito al 9,2 per cento nel mese di dicembre, il livello più alto dal giugno 2015.

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Il ministro delle finanze, Alexander Stubb, ha iniziato il proprio incarico riferendosi al suo paese come il più recente “malato d’Europa”.

“La Finlandia è diventata un’economia basata sul deficit” ed è “del 10-15 per cento dietro la Svezia o la Germania” in termini di competitività, ha detto il ministro dell’Economia Olli Rehn in un’intervista questo mese. “Ecco perché dobbiamo cambiarla.”

Il calo degli ordini dalla vicina Russia, l’indebolimento del settore cartario locale e il crollo del business dell’elettronica di consumo di Nokia Oyj si sono combinati per indebolire quella che una volta era una delle economie più forti dell’Europa occidentale.

Angry Birds

Nel 2008, la quota del mercato degli smartphone in mano a Nokia era arrivata al picco del 40 per cento, le esportazioni di carta erano più alte del 22 per cento, Rovio Entertainment Oy stava gettando le basi del suo successo con il videogioco Angry Birds e la Finlandia era vista come un modello nel reggere alla crisi globale del credito.

Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda, d’altra parte, erano ad un anno di distanza da una crisi che ha richiesto tre salvataggi per un totale di 581.5 miliardi di euro (630 miliardi di dollari) e decine di incontri tra funzionari a Bruxelles che duravano tutta la notte.

Il World Economic Forum ha detto in un recente sondaggio che la Finlandia è scivolata dal quarto all’ottavo posto nella competitività globale. Il sistema di contrattazione salariale del paese è il più centralizzato fra i 140 paesi presi in esame. Una correzione che richiede profondi e rapidi cambiamenti, sostiene il governo. L’alternativa è scivolare in un pantano “in stile sud europeo” di crescita debole e bassa occupazione, dice Rehn.

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Helge Pedersen, capo economista a Copenaghen della più grande banca della Scandinavia, Nordea, sostiene che la situazione della Finlandia, “uno dei paesi della zona euro che ha le prestazioni peggiori”, è aggravata da una popolazione che invecchia e da una posizione particolarmente dura in materia di immigrazione. Con i baby boomer che iniziano ad uscire dal mercato del lavoro, “la sabbia sta rapidamente finendo nella clessidra della Finlandia”.

A dire il vero, la Finlandia non è in procinto di avere bisogno di quel tipo di salvataggi internazionali che hanno caratterizzato la crisi del debito. Né le misure che il premier Juha Sipila sta proponendo sono draconiane come quelle attraverso le quali sono passati i paesi del sud.

Rehn ha detto che gli aggiustamenti in Finlandia ammonteranno a “circa lo 0,5 per cento del PIL all’anno”. Il recupero del Portogallo, al contrario, richiede aumenti fiscali e tagli del valore del “2,5 per cento del PIL all’anno, mentre in Irlanda il livello era circa tra 1,5 e 2 per cento”, ha detto.

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Niku Määttänen dell’Istituto di ricerca sull’economia finlandese sottolinea che mentre la malattia della Finlandia è il calo di produttività, il Portogallo, la Spagna e la Grecia hanno sofferto principalmente di una crescita basata sul debito.

“Non siamo sull’orlo del collasso, nel senso di essere diventati dipendenti da come ci vedono gli investitori internazionali”, ha detto Määttänen.

La Finlandia è uno dei pochi paesi dell’area dell’euro che ancora mantiene un rating AAA da Moody Investor’s Service e da Fitch Ratings, anche se Standard & Poor le ha tolto il voto più alto nell’ottobre 2014. Al livello di circa il 60 per cento del prodotto interno lordo, il debito pubblico della Finlandia è meno della metà di quello del Portogallo.

Eppure, alcune analogie ci sono.

Come ai suoi partner del sud Europa, alla Finlandia è stato chiesto di affrontare i suoi tradizionalmente potenti sindacati per tentare di rilanciare la competitività. I piani del governo per ridurre la spesa sociale, il numero di vacanze e rendere più costoso il congedo per malattia ai lavoratori sono andati incontro a scioperi e proteste.

Rischio di polarizzazione

Antti Palola, segretario del sindacato di colletti STTK, il terzo più grande sindacato del paese, dice che c’è il rischio che la Finlandia si trasformi in una società “polarizzata” dove “le persone con posti di lavoro a tempo indeterminato sono benestanti” e gli altri sono esclusi dalla vita lavorativa. Allo stesso modo, Lauri Lyly, segretario del più grande sindacato della Finlandia, SAK, dice che la sua organizzazione farà il possibile per “sbarazzarsi di queste iniziative”, che “colpiscono le persone in modo ingiusto”.

Il governo dovrebbe presentare in Parlamento le sue misure a favore della concorrenza entro giugno. Anche se lo stile conflittuale del primo ministro Sipila ha irritato i sindacati e la sua popolarità sta crollando nei sondaggi, la sua coalizione detiene 123 dei 199 seggi in parlamento.

I leader di Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia (per due volte) sono stati cacciati poiché gli elettori protestavano contro l’austerità. Con le elezioni nazionali a tre anni di distanza, Sipila deve far lavorare le sue riforme per tempo per evitare il medesimo destino.

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