Telegraph: Barack Obama sta preparando il suo intervento pro-UE nel referendum britannico

Il Telegraph ci informa che Barack Obama sta pianificando un intervento pubblico a favore della permanenza del Regno Unito nella UE nel referendum britannico di giugno. Gli USA temono infatti che Cameron, pur ottenendo tutto quello che ha chiesto dall’Unione Europea, possa perdere il referendum, dando il via alla dissoluzione dell’unione. Dietro all’esortazione c’è infatti la paura, appena velata, che la fine della UE possa rivelarsi in un terremoto geopolitico che avvantaggerà la Russia indebolendo la posizione americana in Europa.

di Patrick Wintour, 12-02-2016

Il presidente della commissione relazioni estere del Senato americano ha rivelato che Barack Obama sta progettando di fare “una grande, pubblica esortazione” per convincere gli elettori britannici a rimanere all’interno dell’Unione Europea.

Il piano è venuto a galla tra i timori di Washington che il referendum del Regno Unito sulla UE sia un gioco d’azzardo pericoloso che potrebbe rivelarsi con conseguenze disastrose per l’intero continente.

E’ probabile che la sua “esortazione” si concentri sulla necessità per l’UE di stare insieme per combattere la crisi migratoria e la crescente minaccia di aggressione russa nei paesi baltici, in Ucraina e nel Medio Oriente.

Ma sia a Washington che a Londra c’è la preoccupazione che un intervento da parte del presidente degli Stati Uniti deve essere gestito con sensibilità e potrebbe essere controproducente se non verrà lanciato al giusto livello geopolitico.

La rivelazione è stata fatta dal presidente della commissione Esteri del Senato, Bob Corker. E’ giunta dopo che lui ed i suoi colleghi senatori hanno ascoltato le testimonianze di ex membri dello staff delle amministrazioni Obama e George Bush, secondo le quali essi temono che il referendum di David Cameron sia una scommessa “molto rischiosa” che gli si potrebbe ritorcere contro e portare a un voto a favore del Brexit, e quindi alla conseguente rottura del Regno Unito e ad un crescendo di sostegno a favore dei gruppi separatisti in tutta Europa.

Corker, dicendo che i problemi dell’America impallidiscono rispetto a quelli della UE, ha discusso apertamente con i testimoni il modo migliore che Obama può adottare per lanciare il suo appello agli elettori britannici. “So che il presidente ha in programma di fare una esortazione pubblica abbastanza forte in questo senso”, ha detto, aggiungendo: “Come pensate che la gente del Regno Unito ci risponderà se sposiamo questa causa ai più alti livelli?”

Ha ricordato come alcuni degli interventi di Cameron nella politica americana fossero stati presi male, anche da lui.

Cameron si appresta a tenere un referendum a giugno sul presupposto che la fase finale dei negoziati con i suoi partner europei in un vertice chiave a Bruxelles la prossima settimana sia un successo.

Obama è in procinto di visitare il cancelliere tedesco, Angela Merkel, alla fine di aprile, forse il momento più probabile per un intervento presidenziale.

In un’audizione al Senato questa settimana, Corker chiedeva se Cameron sta veramente cercando di cambiare le relazioni del Regno Unito con l’Unione Europea. Parlando delle “richieste alla UE” di Cameron, Corker ha detto: “E’ difficile capire se sono reali dal punto di vista sostanziale o se è solo in cerca di qualcosa, per così dire, in altre parole vuole qualcosa o se è totalmente guidato dalla politica interna “.

Alla domanda su come l’amministrazione degli Stati Uniti dovrebbe cercare di influenzare il referendum, Julianne Smith, un ex consigliere per la sicurezza nazionale, ha detto al vice-presidente Joe Biden che gli USA devono essere molto cauti. Ha detto che la massima del suo vecchio capo era “non è mai tuo interesse dire a un altro uomo ciò che è nel suo interesse”, e che così facendo “ci si presenta in modo provocatorio, e ciò può essere controproducente”.

Ha continuato: “Il nostro ruolo sarà molto attento. Se diamo un abbraccio molto forte ai nostri amici a Londra e sottolineiamo l’importanza della UE, in alcuni casi ci si può ritorcere contro”.

Ha detto che gli Stati Uniti non hanno bisogno di sottolineare l’importanza del referendum al Regno Unito. Ma ha aggiunto: “Siamo in grado di inviare messaggi importanti ad altre persone in posizioni di leadership, e far capire bene [che] noi lo consideriamo come un punto decisionale critico – uno di quelli che interesserebbe direttamente le relazioni transatlantiche tra Regno Unito e Stati Uniti”.

Per l’America, ha sostenuto, la miglior strategia è esporre il grande interesse geopolitico del Regno Unito nel rimanere all’interno dell’UE. La strada giusta è “non cercare di tenere una conferenza al pubblico del Regno Unito, non cercare di elencare tutti gli interessi per cui hanno bisogno di essere parte di questa istituzione, ma dare loro un po’ di prospettiva. Stanno guardando attraverso una lente nazionale e non sarebbe male fare un dibattito più ampio sullo stato del mondo. Abbiamo bisogno più che mai di un rapporto transatlantico”, ha detto, aggiungendo che il Brexit sarebbe un colpo devastante per l’Europa.

Ha anche espresso la preoccupazione crescente a Washington e a Londra che Cameron potrebbe perdere il referendum. In una testimonianza orale, ha detto: “Quando Cameron si è impegnato in questo referendum, il rischio che la gente votasse per uscire dall’Unione Europea era relativamente basso. L’Unione Europea e il Regno Unito hanno sempre avuto un rapporto complicato… Adesso questa è una scommessa rischiosa, perché la crisi migratoria ha stratificato ulteriori lamentele e preoccupazioni sulla capacità della UE di proteggere i suoi cittadini e i suoi confini. Quando abbinate questa situazione con la disaffezione generale alla globalizzazione avete ottenuto una miscela molto pericolosa, e adesso stiamo vedendo alcuni sondaggi che mostrano che questo potrebbe accadere “.

Portando prove allo stesso tempo, Damon Wilson, ex direttore degli affari europei presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale sotto George Bush, ha anche espresso preoccupazione per le principali richieste di negoziazione di Cameron, dicendo che le sue quattro richieste “non esprimono una revisione e un ripensamento essenziali di come la UE realmente opera”, dal momento che gli elettori sono motivati dalla invadenza di Bruxelles.

Ha aggiunto: “La quantità di profughi che entrerà in Europa la settimana del referendum potrà avere maggior peso sull’esito di quel referendum. È una proposta molto rischiosa. Si può vedere la fluttuazione nel modo in cui la gente vota ai referendum e allora diventa una alternativa, o una sostituzione, alle altre preoccupazioni su ciò che sta stringendo l’Europa”.

“Si tratta di una proposta molto rischiosa. Anche se ottiene tutto quello che vuole, io non sono sicuro che siano le questioni basilari che il popolo britannico porterà alle urne”.

Ha detto ai senatori: “Il Regno Unito potrebbe voltare le spalle all’Unione Europea quest’anno, privandoci di una voce critica nella definizione non solo della politica della UE, ma del futuro dell’Europa. Una decisione del genere da parte di Londra può indurre la Scozia a sciogliere il Regno Unito, mettendo fine al loro speciale rapporto così come lo conosciamo. Questi cambiamenti potrebbero alimentare gli sforzi separatisti in Catalogna e in Vallonia, e aprire alla prospettiva che altri stati escano dall’unione. “

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