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FT: l’Europa è vulnerabile a shock globali

Il Finacial Times riporta che anche l’OCSE è giunta ad indicare l’eurozona come una delle aree che stanno minacciando la ripresa globale con la sua crescita troppo lenta e troppo vulnerabile ai prossimi shock globali. Per il think tank parigino ovviamente una delle cause di questo stato è l’eccessiva lentezza con cui si sono portate avanti le riforme strutturali, e la via d’uscita le riforme stesse (per una trattazione del frame delle riforme, si rimanda alle terapie tapioco de Il Pedante). Il punto interessante è che tutte le maggiori istituzioni e i think tank mainstream stanno ormai indicando l’eurozona come uno degli epicentri dell’instabilità economica e finanziaria globale.

Financial Times, 18-02-2016

L’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE), think-tank con sede a Parigi, ha avuto parole dure per l’eurozona mentre abbassava le proprie previsioni di crescita del PIL nel blocco della moneta comune di 0,4 punti percentuali per il 2016 e di 0,2 punti percentuali per il 2017.

Il think tank adesso prevede una crescita nella zona euro del 1,4 per cento nel 2016, e del 1,7 per cento nel 2017. La crescita nel 2015 per i 19 paesi membri è arrivata al 1,5 per cento, dallo 0,9 per cento nel 2014, la prestazione migliore dal 2011. Tuttavia, l’OCSE avverte che ci si aspetta una lenta crescita del PIL nel corso dei prossimi anni, con “gli investimenti che rimangono deboli e la disoccupazione che rimane elevata”.

E ha aggiunto:

La lenta ripresa nella zona euro è un fattore importante che sta rallentando la ripresa globale e lascia l’Europa vulnerabile agli shock globali …

Una preoccupazione centrale è il rischio che la zona euro rimanga bloccata su un percorso di bassa crescita e bassa inflazione, con la fiducia sulla crescita a medio termine troppo scarsa per generare i maggiori investimenti, le innovazioni e la riallocazione che rafforzerebbero la crescita della produttività e dell’occupazione …

Mentre alcuni paesi hanno intrapreso importanti misure strutturali, le riforme sono state troppo lente nella zona euro nel complesso. In particolare sono stati lenti i progressi nella creazione di condizioni più favorevoli per l’integrazione europea attraverso il mercato unico dell’UE.

Il think tank evidenzia inoltre che le varie incertezze che circondano l’UE, come la crisi dei migranti e le minacce esterne alla sicurezza, saranno un peso per le prospettive di crescita.

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Impatto dell’incertezza in Europa – Modifiche al PIL dopo due anni, in percentuale (in rosso il declino degli investimenti e in blu declino degli investimenti con tensioni finanziarie)

Con le prospettive per l’economia e l’inflazione che sembrano desolanti, come indicato dall’OCSE, il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, all’inizio di questa settimana ha alzato le aspettative che la banca centrale adotterà ulteriori azioni nella riunione di marzo.

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