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Telegraph: l’euro-depressione è una scelta “intenzionale” della UE, secondo l’ex governatore della Bank of England

L’ex governatore della Bank of England, Lord Mervyn King, afferma sul Telegraph che la depressione della zona euro è il risultato di scelte politiche intenzionali fatte dalle elite europee. L’unico modo per far fronte al collasso economico europeo, peggiore di quello degli anni ’30 negli USA, è che i paesi periferici tornino alle proprie monete, smantellando l’eurozona. King invita anche a non essere pessimisti sul futuro a lungo termine, perché la “stagnazione secolare” non ha ragion d’essere in un mondo in giusto equilibrio tra spesa e risparmio, esportazioni e consumo.

di Mehreen Khan, 1 marzo 2016

Il profondo malessere economico dell’Europa è il risultato di scelte politiche “deliberate” fatte dalle élite europee, secondo l’ex governatore della Banca d’Inghilterra.

Lord Mervyn King ha continuato il suo caustico attacco all’Unione economica e monetaria dell’Europa, dopo aver predetto che l’eurozona afflitta dai problemi dovrà essere smantellata per liberare i suoi membri più deboli da austerità incessante e livelli record di disoccupazione.

Parlando in occasione del lancio del suo nuovo libro, Lord King ha detto che non avrebbe mai potuto immaginare che un collasso economico dell’intensità degli anni ’30 sarebbe ritornato sui lidi europei in età moderna.

Ma il destino della Grecia – che ha subito una contrazione che eclissa la depressione degli Stati Uniti negli anni tra le due guerre – dal 2009 è stato un esempio “spaventoso” del fallimento della politica economica, ha detto al pubblico presso la London School of Economics.

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Confronto delle recessioni (PIL reale, indice anno della crisi =100) – in blu gli Stati Uniti della grande depressione, in rosso la Grecia dal 2008. Il confronto è su una scala di 10 anni dall’inizio della crisi.

“Nell’area dell’euro, i paesi della periferia non possono fare assolutamente nulla per compensare l’austerità. E’ stato semplicemente chiesto loro di tagliare la spesa totale, senza alcuna forma di compensazione per la domanda. Credo che sia un problema serio.

“Non avrei mai immaginato che avremmo di nuovo avuto una depressione più profonda di quella che gli Stati Uniti hanno sperimentato negli anni ’30 in un paese industrializzato e questo è quello che è successo in Grecia.

“E ‘spaventoso ed è successo quasi come fosse un atto deliberato di politica, cosa che lo rende ancora peggiore”.

Lord King – che ha trascorso un decennio nella Banca d’Inghilterra a combattere la peggiore crisi finanziaria della storia – ha detto che i membri più deboli della zona euro non hanno altra scelta che tornare alle loro monete nazionali come “l’unico modo per tracciare un percorso di ritorno alla crescita economica e alla piena occupazione”.

“I benefici a lungo termine contano più dei costi a breve termine”, scrive in The End of Alchemy [“La fine dell’Alchimia”, il suo ultimo libro, NdVdE].

L’ex governatore della banca ha detto che è probabile che la disillusione popolare sulle politiche economiche dell’UE porti alla disintegrazione della moneta unica, piuttosto che ad un altro passo per “completare” l’unione monetaria.

Due delle nazioni debitrici della zona euro – Irlanda e Spagna – sono attualmente bloccate in una fase di stallo elettorale dopo che i loro governi pro-salvataggi non sono riusciti ad ottenere l’appoggio degli elettori.

Ma la Commissione Europea si è difesa dalle accuse secondo le quali le punitive misure di austerità hanno reso ineleggibili i governi europei in carica, sostenendo che la politica economica di Bruxelles rappresenta un “triangolo virtuoso” di austerità, riforme strutturali e investimenti.

Al di fuori della zona euro, Lord King ha messo in guardia contro l’eccessivo pessimismo sulle prospettive a lungo termine per l’economia mondiale, respingendo la tesi della “stagnazione secolare” resa popolare negli ultimi anni da economisti del calibro del segretario al Tesoro degli USA Larry Summers.

Ha detto che era un “grave errore” credere che la produttività – che è rimasta piatta in tutto il mondo sviluppato dall’inizio della crisi – non tornerà a crescere perché lo sviluppo tecnologico si è esaurito.

Invece, l’attuale ondata di nuove ricerche e di innovazione significa che il 21 ° secolo sarà il “secolo d’oro della scoperta scientifica”.

“Non vedo assolutamente alcuna ragione per supporre che poiché abbiamo avuto una crisi bancaria e una recessione [le idee, l’innovazione e l’imprenditorialità] sono definitivamente scomparse. Non lo sono e sono in attesa di riprendersi.

“Il pensiero che tutte queste idee non riusciranno ad avere influssi pratici nel migliorare i nostri standard di vita sembra straordinariamente pessimista, qualcosa che non ha di fatto alcun fondamento nel corso degli ultimi 250 anni di crescita economica.”

Il libro di Lord King delinea una critica degli squilibri endemici che hanno afflitto l’economia globale negli ultimi decenni. Il fallimento nell’affrontare le disparità tra alti tassi di risparmio e alti tassi di spesa in parti diverse del mondo potrebbe portare i decisori politici a camminare come sonnambuli verso un’altra crisi, ha avvertito.

Nel frattempo, le politiche delle banche centrali tese ad aumentare i livelli di domanda e ad incoraggiare la spesa sono state risposte necessarie ma non sufficienti al malessere della crescita del mondo, “guadagnando soltanto tempo” per i decisori politici.

“Dobbiamo usare questo tempo per muovere le economie dal loro attuale disequilibrio in un nuovo equilibrio in cui vi è un giusto bilanciamento tra spesa e risparmio, esportazioni e consumo”, ha detto.

“Solo allora potremo raggiungere una rapida crescita, e l’inflazione stabile. Questo è il premio. Credo che ce la possiamo fare.”

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